Perché sempre più consumatori ricorrono alle piattaforme di food delivery pur riconoscendone i limiti sociali ed etici? In che modo queste piattaforme si inseriscono nella quotidianità dei consumi alimentari senza sostituire del tutto né la spesa tradizionale né l’esperienza del ristorante? Ed infi ne, quali trasformazioni stanno producendo queste piattaforme, più in profondità, nella cultura di consumo, nelle pratiche alimentari e nelle relazioni sociali?Il presente capitolo affronta questi interrogativi analizzando il rap-porto tra consumatori e piattaforme digitali, con particolare riferimento alle piattaforme di food delivery, collocandolo all’interno delle più am-pie trasformazioni che stanno investendo gli stili di vita urbani e l’orga-nizzazione del tempo quotidiano. L’obiettivo non è soltanto misurare la diffusione di tali servizi, ma comprendere il signifi cato sociale, simboli-co e relazionale che essi assumono dal punto di vista dei consumatori, mettendo in luce le tensioni che emergono tra efficienza, valori etici e qualità dell’esperienza alimentare. Il capitolo si sviluppa lungo un percorso articolato che integra prospettive teoriche ed evidenze empiriche. Dopo una breve rassegna della letteratura sui consumatori e sulle piattaforme, utile anche a inquadrare il fenomeno nel dibattito sul platform capitalism (Srnicek, 2017) e sul consumo digitale, viene presentata una ricerca empirica multi-metodo. Essa combina una survey nazionale rappresentativa della popolazione italiana con approfondimenti qualitativi basati su focus group e netnografia (Kozinets, 2020, 2021), consentendo di osservare il fenomeno sia nella sua dimensione strutturale sia nelle sue declinazioni esperienziali e culturali. Gli insight principali che emergono delineano un quadro fortemente ambivalente. A fronte di una penetrazione ormai capillare delle piattaforme, il loro peso economico rimane contenuto e il loro utilizzo fortemente situazionale. Il food delivery non si confi gura come un sostituto strutturale dei canali tradizionali, ma come una soluzione selettiva, attivata soprattutto in risposta a vincoli di tempo, stanchezza e frenesia della vita urbana. In questo senso, le piattaforme agiscono come dispositivi di semplifi cazione e delega, capaci di rispondere a bisogni contingenti più che di ridefi nire stabilmente le pratiche alimentari. Al tempo stesso, i risultati mettono in luce una tensione strutturale tra i valori dichiarati e i comportamenti effettivi. I consumatori mo-strano una diffusa consapevolezza delle criticità sociali, ambientali ed etiche del modello di food delivery, in particolare rispetto alle condi-zioni di lavoro dei rider e all’impatto ambientale, ma continuano a privilegiare criteri di comodità, rapidità e prevedibilità. Il food delivery emerge così come un osservatorio privilegiato delle contraddizioni del consumo contemporaneo, in cui responsabilità e convenienza, localismo e globalizzazione, relazionalità e individualizzazione coesistono in un equilibrio instabile.
Vieira Soares, A. L., Corciolani, M., Beccanulli, A. A., Biraghi, S., Dalli, D., Gambetti, R. C., Le piattaforme dal punto di vista dei consumatori, in Tuan, A. (ed.), Oltre le piattaforme globali. Modelli di business e strategie per le piattaforme locali di delivery, Franco Angeli, Milano 2026: 34- 67 [https://hdl.handle.net/10807/340745]
Le piattaforme dal punto di vista dei consumatori
Vieira Soares, Andre Luiz
;Beccanulli, Angela Antonia;Biraghi, Silvia;Gambetti, Rossella Chiara
2026
Abstract
Perché sempre più consumatori ricorrono alle piattaforme di food delivery pur riconoscendone i limiti sociali ed etici? In che modo queste piattaforme si inseriscono nella quotidianità dei consumi alimentari senza sostituire del tutto né la spesa tradizionale né l’esperienza del ristorante? Ed infi ne, quali trasformazioni stanno producendo queste piattaforme, più in profondità, nella cultura di consumo, nelle pratiche alimentari e nelle relazioni sociali?Il presente capitolo affronta questi interrogativi analizzando il rap-porto tra consumatori e piattaforme digitali, con particolare riferimento alle piattaforme di food delivery, collocandolo all’interno delle più am-pie trasformazioni che stanno investendo gli stili di vita urbani e l’orga-nizzazione del tempo quotidiano. L’obiettivo non è soltanto misurare la diffusione di tali servizi, ma comprendere il signifi cato sociale, simboli-co e relazionale che essi assumono dal punto di vista dei consumatori, mettendo in luce le tensioni che emergono tra efficienza, valori etici e qualità dell’esperienza alimentare. Il capitolo si sviluppa lungo un percorso articolato che integra prospettive teoriche ed evidenze empiriche. Dopo una breve rassegna della letteratura sui consumatori e sulle piattaforme, utile anche a inquadrare il fenomeno nel dibattito sul platform capitalism (Srnicek, 2017) e sul consumo digitale, viene presentata una ricerca empirica multi-metodo. Essa combina una survey nazionale rappresentativa della popolazione italiana con approfondimenti qualitativi basati su focus group e netnografia (Kozinets, 2020, 2021), consentendo di osservare il fenomeno sia nella sua dimensione strutturale sia nelle sue declinazioni esperienziali e culturali. Gli insight principali che emergono delineano un quadro fortemente ambivalente. A fronte di una penetrazione ormai capillare delle piattaforme, il loro peso economico rimane contenuto e il loro utilizzo fortemente situazionale. Il food delivery non si confi gura come un sostituto strutturale dei canali tradizionali, ma come una soluzione selettiva, attivata soprattutto in risposta a vincoli di tempo, stanchezza e frenesia della vita urbana. In questo senso, le piattaforme agiscono come dispositivi di semplifi cazione e delega, capaci di rispondere a bisogni contingenti più che di ridefi nire stabilmente le pratiche alimentari. Al tempo stesso, i risultati mettono in luce una tensione strutturale tra i valori dichiarati e i comportamenti effettivi. I consumatori mo-strano una diffusa consapevolezza delle criticità sociali, ambientali ed etiche del modello di food delivery, in particolare rispetto alle condi-zioni di lavoro dei rider e all’impatto ambientale, ma continuano a privilegiare criteri di comodità, rapidità e prevedibilità. Il food delivery emerge così come un osservatorio privilegiato delle contraddizioni del consumo contemporaneo, in cui responsabilità e convenienza, localismo e globalizzazione, relazionalità e individualizzazione coesistono in un equilibrio instabile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



