Nell’ambito della psicologia positiva (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000) due approcci si sono tradizionalmente contrapposti: l’approccio edonico ed eudaimonico. Il primo considera il benessere come uno stato interno relativo ad una serie di valutazioni soggettive sulla qualità della propria vita (Subjective Well Being) (Delle Fave et al., 2011). La tradizione eudaimonica, al contrario, sottolinea il concetto di funzionamento psicologico positivo (Rogers, 1961; Ryff, 1989, Waterman, 1993) (Psychological Well Being). Per quanto riguarda i bambini in età scolare, il costrutto di benessere è stato principalmente posto in relazione agli aspetti emotivi (Crawford e Henry, 2004; Laurent et al. 1999; Salovey et al., 2002). Recentemente, Diener e coll. (2014) hanno messo a punto il Comprehensive Inventory of Thriving (CIT; Sue et al., 2014), per ottenere uno strumento che valutasse congiuntamente le diverse componenti del benessere emerse dalla letteratura riferita agli adulti. Il nostro obiettivo è quello di verificare la possibilità di utilizzare il CIT anche con i bambini, per avere una quadro più completo del loro stato di benessere, tenendo in considerazione, oltre agli aspetti emotivi, anche la socialità, l’engagement, la padronanza, l’autonomia e l’ottimismo. Inoltre, data la centralità dell’esperienza vissuta a scuola per la fascia d’età considerata, abbiamo ritenuto opportuno mettere in relazione lo stato di benessere con alcuni indicatori tratti dal contesto dell’apprendimento, come il livello di acquisizione della lettura e l’atteggiamento rispetto allo studio, nonché la qualità delle relazioni sociali con i pari e con le insegnanti. METODO Partecipanti. 78 bambini italiani frequentanti la scuola primaria (48% M, 52% F). Strumenti. Sono stati somministrati l’adattamento italiano del Comprehensive Inventory of Thriving (CIT) (Sue, Tye & Diener, 2014), la sottoscala di approccio allo studio (QAS) del test AMOS (Cornoldi et al., 2005), le prove di lettura MT (Cornoldi e Colpo, 2007) e il questionario sul benessere scolastico QBS (Tobia e Marzocchi, 2015). RISULTATI L’adattamento del CIT ha mostrato una buona coerenza interna (Punteggio globale su 48 items: α = 0,89) ed i punteggi da esso ricavati correlano con la velocità di lettura. I bambini che leggono più lentamente percepiscono un minor rispetto (r = -0,339) e supporto (r = -0,418) da parte delle altre persone, con ricadute negative sullo stato emotivo e sul senso di solitudine (r = 0,303). Vi sono, inoltre, numerose correlazioni significative tra la maggior parte delle sottoscale del CIT riferibili alla dimensione della socialità e del benessere soggettivo e i punteggi delle scale del QBS riferite al rapporto con gli insegnanti e con i compagni, così come tra le scale dell’engagement e della padronanza del CIT con i punteggi rilevati nel test AMOS. CONCLUSIONI I punteggi del CIT sono risultati in stretta correlazione con l’abilità di lettura e, in generale, con l’esperienza di benessere nel contesto dell’apprendimento scolastico. I dati ottenuti sembrano confermare che anche in età evolutiva il benessere è un costrutto composito, che non è riconducibile soltanto alla componente emotiva. I risultati della ricerca di validazione in corso, su un campione di bambini più ampio, permetterà di verificare in modo più dettagliato le caratteristiche psicometriche dello strumento.

Andolfi, V. R., Traficante, D., Un nuovo strumento per misurare il benessere dei bambini: dati preliminari dell’adattamento italiano del Comprehensive Inventory of Thriving, Poster, in XXVIII Congresso Nazionale AIP - Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, (Parma (Italy), 24-26 September 2015), Università di Parma, Parma (Italy) 2015: 32-32 [http://hdl.handle.net/10807/77109]

Un nuovo strumento per misurare il benessere dei bambini: dati preliminari dell’adattamento italiano del Comprehensive Inventory of Thriving

Andolfi, Valentina Rita
Primo
;
Traficante, Daniela
Ultimo
2015

Abstract

Nell’ambito della psicologia positiva (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000) due approcci si sono tradizionalmente contrapposti: l’approccio edonico ed eudaimonico. Il primo considera il benessere come uno stato interno relativo ad una serie di valutazioni soggettive sulla qualità della propria vita (Subjective Well Being) (Delle Fave et al., 2011). La tradizione eudaimonica, al contrario, sottolinea il concetto di funzionamento psicologico positivo (Rogers, 1961; Ryff, 1989, Waterman, 1993) (Psychological Well Being). Per quanto riguarda i bambini in età scolare, il costrutto di benessere è stato principalmente posto in relazione agli aspetti emotivi (Crawford e Henry, 2004; Laurent et al. 1999; Salovey et al., 2002). Recentemente, Diener e coll. (2014) hanno messo a punto il Comprehensive Inventory of Thriving (CIT; Sue et al., 2014), per ottenere uno strumento che valutasse congiuntamente le diverse componenti del benessere emerse dalla letteratura riferita agli adulti. Il nostro obiettivo è quello di verificare la possibilità di utilizzare il CIT anche con i bambini, per avere una quadro più completo del loro stato di benessere, tenendo in considerazione, oltre agli aspetti emotivi, anche la socialità, l’engagement, la padronanza, l’autonomia e l’ottimismo. Inoltre, data la centralità dell’esperienza vissuta a scuola per la fascia d’età considerata, abbiamo ritenuto opportuno mettere in relazione lo stato di benessere con alcuni indicatori tratti dal contesto dell’apprendimento, come il livello di acquisizione della lettura e l’atteggiamento rispetto allo studio, nonché la qualità delle relazioni sociali con i pari e con le insegnanti. METODO Partecipanti. 78 bambini italiani frequentanti la scuola primaria (48% M, 52% F). Strumenti. Sono stati somministrati l’adattamento italiano del Comprehensive Inventory of Thriving (CIT) (Sue, Tye & Diener, 2014), la sottoscala di approccio allo studio (QAS) del test AMOS (Cornoldi et al., 2005), le prove di lettura MT (Cornoldi e Colpo, 2007) e il questionario sul benessere scolastico QBS (Tobia e Marzocchi, 2015). RISULTATI L’adattamento del CIT ha mostrato una buona coerenza interna (Punteggio globale su 48 items: α = 0,89) ed i punteggi da esso ricavati correlano con la velocità di lettura. I bambini che leggono più lentamente percepiscono un minor rispetto (r = -0,339) e supporto (r = -0,418) da parte delle altre persone, con ricadute negative sullo stato emotivo e sul senso di solitudine (r = 0,303). Vi sono, inoltre, numerose correlazioni significative tra la maggior parte delle sottoscale del CIT riferibili alla dimensione della socialità e del benessere soggettivo e i punteggi delle scale del QBS riferite al rapporto con gli insegnanti e con i compagni, così come tra le scale dell’engagement e della padronanza del CIT con i punteggi rilevati nel test AMOS. CONCLUSIONI I punteggi del CIT sono risultati in stretta correlazione con l’abilità di lettura e, in generale, con l’esperienza di benessere nel contesto dell’apprendimento scolastico. I dati ottenuti sembrano confermare che anche in età evolutiva il benessere è un costrutto composito, che non è riconducibile soltanto alla componente emotiva. I risultati della ricerca di validazione in corso, su un campione di bambini più ampio, permetterà di verificare in modo più dettagliato le caratteristiche psicometriche dello strumento.
Italiano
XXVIII Congresso Nazionale AIP - Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione
XXVIII Congresso Nazionale AIP - Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione
Parma (Italy)
Poster
24-set-2015
26-set-2015
Università di Parma
Andolfi, V. R., Traficante, D., Un nuovo strumento per misurare il benessere dei bambini: dati preliminari dell’adattamento italiano del Comprehensive Inventory of Thriving, Poster, in XXVIII Congresso Nazionale AIP - Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, (Parma (Italy), 24-26 September 2015), Università di Parma, Parma (Italy) 2015: 32-32 [http://hdl.handle.net/10807/77109]
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