The essay examines the relationship between Italy and Africa in the years 1958-1963, during which the Christian Democrat exponent Amintore Fanfani was appointed foreign minister. Coinciding with the acute phase of African decolonization, which culminates in 1960 (the year of Africa), the minister shows a new sensitivity towards the "post-colonial" world, reflected in the Afro-Asian movement of Bandung , which developed after 1955. Fanfani's vision expresses the belief that the independence of colonial countries is an irreversible process and that Italy must play an active role in contributing to the birth of a new international order founded on peace and not flattened on the bipolar contrast. This is how Italy - after an "anomalous" decolonization of its colonial possessions during the Second World War and the conclusion, in 1960, of the experience of the mandate in the former Italian Somalia -, "freer" than other European powers by colonial ties, experiences new roles and diversified interventions not only in the former colonies, but also in other areas of sub-Saharan Africa, such as the Algerian struggle for independence and the Congolese crisis of 1960-1961, laying the foundations for a cooperative perspective of the new Euro-African relations started with the 1957 Treaties of Rome.

Il saggio esamina le relazioni tra l’Italia e l’Africa negli anni 1958-1963, durante i quali l’esponente democristiano Amintore Fanfani riceve l’incarico di ministro degli esteri. In coincidenza con la fase acuta della decolonizzazione africana, che ha il suo culmine nel 1960 (l’anno dell’Africa), il ministro mostra una nuova sensibilità nei confronti del mondo “post-coloniale”, riflesso nel movimento afro-asiatico di Bandung, sviluppatosi dopo il 1955. La visione di Fanfani esprime la convinzione che l’indipendenza dei paesi coloniali sia un processo irreversibile e che l’Italia debba svolgervi un ruolo attivo per contribuire alla nascita di un nuovo ordine internazionale fondato sulla pace e non appiattito sulla contrapposizione bipolare. È così che l’Italia - dopo una decolonizzazione "anomala" dei propri possedimenti coloniali durante la seconda guerra mondiale e la conclusione, nel 1960, dell'esperienza del mandato nell'ex Somalia italiana -, più "libera" di altre potenze europee da vincoli coloniali, sperimenta nuovi ruoli e interventi diversificati non solo nelle ex colonie, ma anche in altre aree dell’Africa subsahariana, come la lotta d’indipendenza algerina e la crisi congolese del 1960-1961, ponendo le basi di una prospettiva di cooperazione all’interno dei nuovi rapporti euro-africani avviati con i Trattati di Roma del 1957.

Borruso, P., Fanfani e i rapporti italo-africani, <<STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI>>, 2009; 2009 (51/Maggio-Agosto): 59-66 [http://hdl.handle.net/10807/7514]

Fanfani e i rapporti italo-africani

Borruso, Paolo
2009

Abstract

Il saggio esamina le relazioni tra l’Italia e l’Africa negli anni 1958-1963, durante i quali l’esponente democristiano Amintore Fanfani riceve l’incarico di ministro degli esteri. In coincidenza con la fase acuta della decolonizzazione africana, che ha il suo culmine nel 1960 (l’anno dell’Africa), il ministro mostra una nuova sensibilità nei confronti del mondo “post-coloniale”, riflesso nel movimento afro-asiatico di Bandung, sviluppatosi dopo il 1955. La visione di Fanfani esprime la convinzione che l’indipendenza dei paesi coloniali sia un processo irreversibile e che l’Italia debba svolgervi un ruolo attivo per contribuire alla nascita di un nuovo ordine internazionale fondato sulla pace e non appiattito sulla contrapposizione bipolare. È così che l’Italia - dopo una decolonizzazione "anomala" dei propri possedimenti coloniali durante la seconda guerra mondiale e la conclusione, nel 1960, dell'esperienza del mandato nell'ex Somalia italiana -, più "libera" di altre potenze europee da vincoli coloniali, sperimenta nuovi ruoli e interventi diversificati non solo nelle ex colonie, ma anche in altre aree dell’Africa subsahariana, come la lotta d’indipendenza algerina e la crisi congolese del 1960-1961, ponendo le basi di una prospettiva di cooperazione all’interno dei nuovi rapporti euro-africani avviati con i Trattati di Roma del 1957.
Italiano
Borruso, P., Fanfani e i rapporti italo-africani, <>, 2009; 2009 (51/Maggio-Agosto): 59-66 [http://hdl.handle.net/10807/7514]
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