Introduzione: La capacità cognitiva di mettersi nei panni dell’altro è un importante predittore di motivazioni e comportamenti prosociali aventi ripercussioni positive sul benessere . Ma cosa rende le persone più o meno inclini ad assumere la prospettiva dell’altro? Una propensione individuale? Le caratteristiche del soggetto con cui empatizzano? Lo specifico rapporto che le lega a tale soggetto? Il contesto di gruppo al quale entrambi appartengono? Lo studio si propone di verificare in che misura la capacità dei soggetti di assumere il punto di vista di un altro membro della propria famiglia dipenda da sé (effetto attore), dall’altro (effetto partner), dalla specifica relazione tra i due (effetto relazione) e dal gruppo di riferimento (effetto gruppo). Metodo 432 soggetti, appartenenti a 108 nuclei familiari composti da 4 persone, hanno compilato la Dyadic Perspective Taking Scale di Long (1990) relativamente ad ognuno degli altri 3 membri del proprio gruppo familiare. I dati sono stati analizzati avvalendosi del Social Relation Model (SRM, Kenny e LaVoie, 1994) che permette di decomporre la varianza dei punteggi in diverse componenti: effetto attore, partner, relazione e gruppo. Risultati Il modello testato risulta essere significativo nel suoi insieme (2 (230) = 295.608, p = 0.002; NNFI = 0.966; CFI = 0.971; RMSEA = 0.052 (90% CI = 0.032-0.068)). Nello specifico risultano essere significativi tutti gli effetti attore, l’effetto partner del padre e del fratello maggiore, tutti gli effetti relazione ad eccezione di quello tra padre e figlio maggiore e l’effetto gruppo. Conclusioni Oltre ad una propensione individuale, la capacità di assume la prospettiva altrui risulta in parte imputabile anche ad aspetti relazionali e gruppali. Il SRM risulta essere una metodologia adeguata per lo studio dei costrutti che, analogamente all'empatia, rivelano orientamenti e comportamenti interpersonali.

Lanz, M., Tagliabue, S., Paleari, F. G., Mettersi nei panni dell’altro: una questione anche relazionale., Abstract de <<X National Congress of Experimental Psychology (AIP)>>, (Chieti, 21-23 September 2012 ), N/D, Chieti 2012: 1-1 [http://hdl.handle.net/10807/64083]

Mettersi nei panni dell’altro: una questione anche relazionale.

Lanz, Margherita;Tagliabue, Semira;Paleari, Francesca Giorgia
2012

Abstract

Introduzione: La capacità cognitiva di mettersi nei panni dell’altro è un importante predittore di motivazioni e comportamenti prosociali aventi ripercussioni positive sul benessere . Ma cosa rende le persone più o meno inclini ad assumere la prospettiva dell’altro? Una propensione individuale? Le caratteristiche del soggetto con cui empatizzano? Lo specifico rapporto che le lega a tale soggetto? Il contesto di gruppo al quale entrambi appartengono? Lo studio si propone di verificare in che misura la capacità dei soggetti di assumere il punto di vista di un altro membro della propria famiglia dipenda da sé (effetto attore), dall’altro (effetto partner), dalla specifica relazione tra i due (effetto relazione) e dal gruppo di riferimento (effetto gruppo). Metodo 432 soggetti, appartenenti a 108 nuclei familiari composti da 4 persone, hanno compilato la Dyadic Perspective Taking Scale di Long (1990) relativamente ad ognuno degli altri 3 membri del proprio gruppo familiare. I dati sono stati analizzati avvalendosi del Social Relation Model (SRM, Kenny e LaVoie, 1994) che permette di decomporre la varianza dei punteggi in diverse componenti: effetto attore, partner, relazione e gruppo. Risultati Il modello testato risulta essere significativo nel suoi insieme (2 (230) = 295.608, p = 0.002; NNFI = 0.966; CFI = 0.971; RMSEA = 0.052 (90% CI = 0.032-0.068)). Nello specifico risultano essere significativi tutti gli effetti attore, l’effetto partner del padre e del fratello maggiore, tutti gli effetti relazione ad eccezione di quello tra padre e figlio maggiore e l’effetto gruppo. Conclusioni Oltre ad una propensione individuale, la capacità di assume la prospettiva altrui risulta in parte imputabile anche ad aspetti relazionali e gruppali. Il SRM risulta essere una metodologia adeguata per lo studio dei costrutti che, analogamente all'empatia, rivelano orientamenti e comportamenti interpersonali.
Italiano
X National Congress of Experimental Psychology (AIP)
X National Congress of Experimental Psychology (AIP)
Chieti
21-set-2012
23-set-2012
Lanz, M., Tagliabue, S., Paleari, F. G., Mettersi nei panni dell’altro: una questione anche relazionale., Abstract de <<X National Congress of Experimental Psychology (AIP)>>, (Chieti, 21-23 September 2012 ), N/D, Chieti 2012: 1-1 [http://hdl.handle.net/10807/64083]
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