Introduzione Prima di intraprendere nuovi apprendimenti motori così come prima di impegnarsi in sfide a due (tennis, scherma, pugilato…) è interessante e importante esplorare la dominanza laterale - lateralità - del contendente. La scoperta dell’avversario passa sia dalla conoscenza delle sue capacità sia da quella delle sue risorse perché è ormai riconosciuta, soprattutto dai praticanti, la presenza di una certa dote associabile alla natura destrorsa o mancina dei soggetti. È difficile dire se questa peculiarità porti o renda a priori l’atleta sinistrorso più forte e abile dell’avversario destro, ma sicuramente una dose di ricalcolo delle azioni e una ridefinizione delle strategie è necessaria di fronte a un avversario con dominanza laterale sinistra. In passato Retaggi esoterici hanno portato - anche nel recente passato - a credenze o a stereotipi diabolici verso l’uso della mano sinistra o semplicemente verso la primordiale definizione della lateralità sinistra. Infatti il latinismo “mancus” significa manchevole o mutilato cioè qualcosa che non ricalca i canoni della normalità riconosciuta dai più, ma come sempre l’esperienza vince sulle teorie così che fra i più grandi geni, artisti, musicisti, filosofi e sportivi dell’umanità si annoverano soggetti mancini. Ne sono un esempio Einstein, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Alessandro Magno, Napoleone, Raffaello, Picasso, Beethoven, Jimi Hendrix, Aristotele, Kant, Maradona, Ginobili, Bird, Nadal, Ivanisevic, McEnroe, Navratilova, Seles, Bianchedi, Valentino Rossi, Van Persie, Pelè e l’attualissimo Messi. La scienza Il riscatto ‘scientifico’ oltre a quello sociale del lato sinistro è stato raggiunto anche grazie agli studi di neurofisiologia - fra tutti Roger Sperry, Nobel nel 1981 - che scoprirono la suddivisione del nostro cervello in due emisferi che presiedono specificatamente a funzioni diverse. Ed è cosi che si è potuto scoprire che le funzioni logico/linguistico/analitiche sono di competenza dell’emisfero sinistro mentre quelle visivo/spaziali/immaginative/musicali di quello destro. Su questa scorta una fra le più intense ricercatrici - M. Annett; School of Psychology, University of Leicester, UK - sull’argomento ha condotto una serie di verifiche circa la determinazione, lo sviluppo, la modifica e la consistenza della lateralità personale (soprattutto negli arti superiori) [1]. Studi su gemelli omozigoti, su gruppi isolati di persone, su campioni di diversa nazionalità – come Francia vs Inghilterra - e sulle influenze materne e paterne, le hanno permesso di definire un questionario-test (The Annett Hand Preference Questionnaire, box 1) composto da dodici problem-solving items (sei azioni primarie e sei non-primarie) per valutare nei soggetti umani la dominanza laterale e la sua reale consistenza [1, 2, 3]. Data la disponibilità di un questionario pratico già validato e ampiamente diffuso oltre alla necessità di svelare curiosità e inquadrare i giovani ragazzi a un avviamento sportivo sempre più tecnico e competitivo, si è sottoposto a questa prova un ampio campione di studenti per valutarne la reale consistenza laterale. Materiale e metodi Il campione di studenti (253 maschi e 218 femmine, tabella 1) di età compresa fra gli 11 e i 18 anni è stato raggiunto, dopo consenso informato da parte dei genitori, durante le ore curriculari di Educazione Fisica in scuole milanesi o dell’hinterland del capoluogo. I professori hanno seguito tutte le procedure di somministrazione degli items e raccolto i risultati delle azioni. Tutti i docenti hanno prima svolto in una specifica seduta unitaria un addestramento al questionario [3] verificandolo anche personalmente. Prima di ogni esecuzione a ogni studente è stata chiesta la dichiarazione circa la loro personale autopercezione di lateralità - ovvero destrorso, sinistrorso o ambidestro - mentre in successione sono stati disposti tutti gli oggetti utili alla prova e alla verifica dell’esecuzione degli items richiesti (fiammiferi, scopa, carte da gioco…, box 1). Analisi dati A partire dalle risposte di ogni studente (destra, sinistra o entrambi) ognuno è stato inserito nella relativa classe di appartenenza legata alla propria lateralità [3]. Tale categoria (box 2) viene individuata dalla combinazione che ogni soggetto esegue rispetto alle azioni richieste, originariamente suddivise – come già detto - in azioni primarie e secondarie. In particolare l’azione dello scrivere è considerata l’azione primaria per eccellenza da cui tutta la categorizzazione si definisce mentre l’azione di svitare un tappo o l’uso della scopa pur essendo considerate secondarie influenzano in modo decisivo la consistenza della dominanza laterale (così come l’azione di distribuire le carte da gioco). Le risposte “entrambi” vengono assimilate alla dominanza espressa per l’azione dello scrivere.

Vago, P., Lovecchio, N., Pasqualotto, E., Casolo, F., Merati, M., DESTRORSO O MANCINO, <<SPORT & MEDICINA>>, 2013; 30 - numero 3 (Maggio-Giugno 2013): 55-59 [http://hdl.handle.net/10807/45476]

DESTRORSO O MANCINO

Vago, Paola;Lovecchio, Nicola;Casolo, Francesco;Merati, Matteo
2013

Abstract

Introduzione Prima di intraprendere nuovi apprendimenti motori così come prima di impegnarsi in sfide a due (tennis, scherma, pugilato…) è interessante e importante esplorare la dominanza laterale - lateralità - del contendente. La scoperta dell’avversario passa sia dalla conoscenza delle sue capacità sia da quella delle sue risorse perché è ormai riconosciuta, soprattutto dai praticanti, la presenza di una certa dote associabile alla natura destrorsa o mancina dei soggetti. È difficile dire se questa peculiarità porti o renda a priori l’atleta sinistrorso più forte e abile dell’avversario destro, ma sicuramente una dose di ricalcolo delle azioni e una ridefinizione delle strategie è necessaria di fronte a un avversario con dominanza laterale sinistra. In passato Retaggi esoterici hanno portato - anche nel recente passato - a credenze o a stereotipi diabolici verso l’uso della mano sinistra o semplicemente verso la primordiale definizione della lateralità sinistra. Infatti il latinismo “mancus” significa manchevole o mutilato cioè qualcosa che non ricalca i canoni della normalità riconosciuta dai più, ma come sempre l’esperienza vince sulle teorie così che fra i più grandi geni, artisti, musicisti, filosofi e sportivi dell’umanità si annoverano soggetti mancini. Ne sono un esempio Einstein, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Alessandro Magno, Napoleone, Raffaello, Picasso, Beethoven, Jimi Hendrix, Aristotele, Kant, Maradona, Ginobili, Bird, Nadal, Ivanisevic, McEnroe, Navratilova, Seles, Bianchedi, Valentino Rossi, Van Persie, Pelè e l’attualissimo Messi. La scienza Il riscatto ‘scientifico’ oltre a quello sociale del lato sinistro è stato raggiunto anche grazie agli studi di neurofisiologia - fra tutti Roger Sperry, Nobel nel 1981 - che scoprirono la suddivisione del nostro cervello in due emisferi che presiedono specificatamente a funzioni diverse. Ed è cosi che si è potuto scoprire che le funzioni logico/linguistico/analitiche sono di competenza dell’emisfero sinistro mentre quelle visivo/spaziali/immaginative/musicali di quello destro. Su questa scorta una fra le più intense ricercatrici - M. Annett; School of Psychology, University of Leicester, UK - sull’argomento ha condotto una serie di verifiche circa la determinazione, lo sviluppo, la modifica e la consistenza della lateralità personale (soprattutto negli arti superiori) [1]. Studi su gemelli omozigoti, su gruppi isolati di persone, su campioni di diversa nazionalità – come Francia vs Inghilterra - e sulle influenze materne e paterne, le hanno permesso di definire un questionario-test (The Annett Hand Preference Questionnaire, box 1) composto da dodici problem-solving items (sei azioni primarie e sei non-primarie) per valutare nei soggetti umani la dominanza laterale e la sua reale consistenza [1, 2, 3]. Data la disponibilità di un questionario pratico già validato e ampiamente diffuso oltre alla necessità di svelare curiosità e inquadrare i giovani ragazzi a un avviamento sportivo sempre più tecnico e competitivo, si è sottoposto a questa prova un ampio campione di studenti per valutarne la reale consistenza laterale. Materiale e metodi Il campione di studenti (253 maschi e 218 femmine, tabella 1) di età compresa fra gli 11 e i 18 anni è stato raggiunto, dopo consenso informato da parte dei genitori, durante le ore curriculari di Educazione Fisica in scuole milanesi o dell’hinterland del capoluogo. I professori hanno seguito tutte le procedure di somministrazione degli items e raccolto i risultati delle azioni. Tutti i docenti hanno prima svolto in una specifica seduta unitaria un addestramento al questionario [3] verificandolo anche personalmente. Prima di ogni esecuzione a ogni studente è stata chiesta la dichiarazione circa la loro personale autopercezione di lateralità - ovvero destrorso, sinistrorso o ambidestro - mentre in successione sono stati disposti tutti gli oggetti utili alla prova e alla verifica dell’esecuzione degli items richiesti (fiammiferi, scopa, carte da gioco…, box 1). Analisi dati A partire dalle risposte di ogni studente (destra, sinistra o entrambi) ognuno è stato inserito nella relativa classe di appartenenza legata alla propria lateralità [3]. Tale categoria (box 2) viene individuata dalla combinazione che ogni soggetto esegue rispetto alle azioni richieste, originariamente suddivise – come già detto - in azioni primarie e secondarie. In particolare l’azione dello scrivere è considerata l’azione primaria per eccellenza da cui tutta la categorizzazione si definisce mentre l’azione di svitare un tappo o l’uso della scopa pur essendo considerate secondarie influenzano in modo decisivo la consistenza della dominanza laterale (così come l’azione di distribuire le carte da gioco). Le risposte “entrambi” vengono assimilate alla dominanza espressa per l’azione dello scrivere.
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Vago, P., Lovecchio, N., Pasqualotto, E., Casolo, F., Merati, M., DESTRORSO O MANCINO, <>, 2013; 30 - numero 3 (Maggio-Giugno 2013): 55-59 [http://hdl.handle.net/10807/45476]
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