Il presente contributo indaga le radici storiche e ideali del credito cooperativo italiano, proponendo una continuità culturale tra i Monti di Pietà (XV secolo) e le odierne Banche di Credito Cooperativo (BCC). Nel Quattrocento l’accesso al credito era limitato dalla proibizione canonica dell’usura, con effetti penalizzanti per le fasce più vulnerabili. In questo contesto intervennero i predicatori francescani, che ribaltarono la condanna morale dell’usura trasformandola in una proposta istituzionale concreta: la creazione di fondi pubblici di prestito a tasso moderato. I Monti di Pietà nacquero come istituzioni di credito sostenute dalla mobilitazione civica e dalla legittimazione religiosa. Sfruttando la coincidenza dell’azione dei predicatori e del terremoto come shock esogeno che interviene sulla comunità, mostriamo come i comuni dove storicamente è stato attivo un Monte presentano oggi livelli più elevati di capitale sociale. Tali comuni registrano anche una maggiore presenza di filiali BCC, a loro volta, associate a maggiore coesione sociale e benessere locale. La nostra analisi guarda ai Monti come al primo passo di un percorso istituzionale favorevole allo sviluppo del capitale sociale e, nel lungo periodo, del credito mutualistico moderno e mostra come le istituzioni nate dall’impatto congiunto di crisi e mobilitazione possono generare effetti persistenti, influenzando ancora oggi il tessuto civico ed economico italiano.

Rossignoli, D., Marconi, C., Dal pulpito alla banca. Predicazione francescana, Monti di Pietà e radici storiche del credito cooperativo in Italia, <<COOPERAZIONE DI CREDITO>>, 2026; 77 (250): 49-66 [https://hdl.handle.net/10807/349518]

Dal pulpito alla banca. Predicazione francescana, Monti di Pietà e radici storiche del credito cooperativo in Italia

Rossignoli, Domenico
Primo
;
Marconi, Costanza
Secondo
2026

Abstract

Il presente contributo indaga le radici storiche e ideali del credito cooperativo italiano, proponendo una continuità culturale tra i Monti di Pietà (XV secolo) e le odierne Banche di Credito Cooperativo (BCC). Nel Quattrocento l’accesso al credito era limitato dalla proibizione canonica dell’usura, con effetti penalizzanti per le fasce più vulnerabili. In questo contesto intervennero i predicatori francescani, che ribaltarono la condanna morale dell’usura trasformandola in una proposta istituzionale concreta: la creazione di fondi pubblici di prestito a tasso moderato. I Monti di Pietà nacquero come istituzioni di credito sostenute dalla mobilitazione civica e dalla legittimazione religiosa. Sfruttando la coincidenza dell’azione dei predicatori e del terremoto come shock esogeno che interviene sulla comunità, mostriamo come i comuni dove storicamente è stato attivo un Monte presentano oggi livelli più elevati di capitale sociale. Tali comuni registrano anche una maggiore presenza di filiali BCC, a loro volta, associate a maggiore coesione sociale e benessere locale. La nostra analisi guarda ai Monti come al primo passo di un percorso istituzionale favorevole allo sviluppo del capitale sociale e, nel lungo periodo, del credito mutualistico moderno e mostra come le istituzioni nate dall’impatto congiunto di crisi e mobilitazione possono generare effetti persistenti, influenzando ancora oggi il tessuto civico ed economico italiano.
2026
Italiano
Rossignoli, D., Marconi, C., Dal pulpito alla banca. Predicazione francescana, Monti di Pietà e radici storiche del credito cooperativo in Italia, <<COOPERAZIONE DI CREDITO>>, 2026; 77 (250): 49-66 [https://hdl.handle.net/10807/349518]
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