L’educazione ambientale si è trasformata in passaggio educativo centrato sulla sostenibilità di uno spazio naturale come risorsa non solo per l’umanità di oggi, ma anche per quella di domani. Con il programma europeo Next Generation EU (NGEU) del 2020, lo sguardo all’emergenza presente “deve consentire di gettare le basi per essere e divenire capaci di futuro” (Malavasi, 2022). Si chiede di ripensare creativamente al modo di vivere con l’ambiente, coinvolgendo i giovani lettori in una riflessione estetica sulla meraviglia della natura, intesa come “interlocutrice e partner della formazione umana, principio maieutico e orizzonte di senso” (Malavasi, 2003) proprio come nell’opera di Gerda Muller, artista olandese attiva già dagli anni Ottanta e tradotta in Italia da Babalibri e Editrice Natura e Cultura. La presente ricerca prende le mosse da queste riflessioni per interrogarsi sulle recenti pubblicazioni della Muller che dichiarano un rinnovato interesse per questa artista. Quali stimoli verso un’educazione ambientale si possono trarre dalle sue opere? Quale ambiente condiviso, nella sua infinita meraviglia, nasce dalle mani dei giovani protagonisti? Muller aiuta ad esplorare un mondo naturale dove i bambini sono centrali e l’adulto diventa personaggio di secondo piano, che accompagna nell’educazione al rispetto della natura, in una comunità accogliente verso la diversità e la scoperta. In questo senso, l’albo illustrato integra parole e immagini in un «ecosistema che si regge sull’osmosi fra parole e figure» (Campagnaro, 2019). In La grande quercia (2022), il lettore accompagna Anna e Benjamin alla scoperta delle meraviglie naturali nel bosco, in un dialogo che si può definire un “approccio estetico” (Grilli, 2019) fondamentale per ricreare una connessione con il reale attraverso la lettura. Nel più recente Il nostro giardino (2024), il lettore sperimenta la progettazione e la nascita di un giardino privato in città. I protagonisti Anna e Benjamin traslocano in una grande casa con un giardino incolto, che per loro prende immediatamente la forma di un progetto di scoperta condiviso dello spazio naturale. Grazie all’aiuto della famiglia e dei nuovi vicini, i bambini imparano a conoscere meglio il giardino con i suoi cicli stagionali. Muller utilizza le illustrazioni sia come elemento integrante della storia narrata, sia come rappresentazioni degli esperimenti che i bambini vivono giorno dopo giorno. Così, il lettore impara a fare la “limonata di Benjamin” o “le ghirlande di Anna” in un processo di apprendimento e godimento della bellezza e varietà naturali condividendo nel quotidiano le esperienze dei giovani protagonisti. In entrambi i libri il dialogo creativo di scoperta dell’ambiente naturale sia come spazio selvatico sia come spazio organizzato dall’uomo, invita il giovane lettore a interpretare la trasformazione come necessità vitale, a vedere la natura con lo sguardo della Muller di uno spazio protetto e magico da salvaguardare.

Alborghetti, C., La natura come spazio organizzato. Riscoprire l’opera di Gerda Muller per l’infanzia, in Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale, (Bressanone (BZ), 28-30 November 2024), Pensa MultiMedia, Lecce - Rovato (BS) 2025:<<SOCIETÀ ITALIANA DI PEDAGOGIA>>, 1090-1094 [https://hdl.handle.net/10807/338272]

La natura come spazio organizzato. Riscoprire l’opera di Gerda Muller per l’infanzia

Alborghetti, Claudia
Primo
2025

Abstract

L’educazione ambientale si è trasformata in passaggio educativo centrato sulla sostenibilità di uno spazio naturale come risorsa non solo per l’umanità di oggi, ma anche per quella di domani. Con il programma europeo Next Generation EU (NGEU) del 2020, lo sguardo all’emergenza presente “deve consentire di gettare le basi per essere e divenire capaci di futuro” (Malavasi, 2022). Si chiede di ripensare creativamente al modo di vivere con l’ambiente, coinvolgendo i giovani lettori in una riflessione estetica sulla meraviglia della natura, intesa come “interlocutrice e partner della formazione umana, principio maieutico e orizzonte di senso” (Malavasi, 2003) proprio come nell’opera di Gerda Muller, artista olandese attiva già dagli anni Ottanta e tradotta in Italia da Babalibri e Editrice Natura e Cultura. La presente ricerca prende le mosse da queste riflessioni per interrogarsi sulle recenti pubblicazioni della Muller che dichiarano un rinnovato interesse per questa artista. Quali stimoli verso un’educazione ambientale si possono trarre dalle sue opere? Quale ambiente condiviso, nella sua infinita meraviglia, nasce dalle mani dei giovani protagonisti? Muller aiuta ad esplorare un mondo naturale dove i bambini sono centrali e l’adulto diventa personaggio di secondo piano, che accompagna nell’educazione al rispetto della natura, in una comunità accogliente verso la diversità e la scoperta. In questo senso, l’albo illustrato integra parole e immagini in un «ecosistema che si regge sull’osmosi fra parole e figure» (Campagnaro, 2019). In La grande quercia (2022), il lettore accompagna Anna e Benjamin alla scoperta delle meraviglie naturali nel bosco, in un dialogo che si può definire un “approccio estetico” (Grilli, 2019) fondamentale per ricreare una connessione con il reale attraverso la lettura. Nel più recente Il nostro giardino (2024), il lettore sperimenta la progettazione e la nascita di un giardino privato in città. I protagonisti Anna e Benjamin traslocano in una grande casa con un giardino incolto, che per loro prende immediatamente la forma di un progetto di scoperta condiviso dello spazio naturale. Grazie all’aiuto della famiglia e dei nuovi vicini, i bambini imparano a conoscere meglio il giardino con i suoi cicli stagionali. Muller utilizza le illustrazioni sia come elemento integrante della storia narrata, sia come rappresentazioni degli esperimenti che i bambini vivono giorno dopo giorno. Così, il lettore impara a fare la “limonata di Benjamin” o “le ghirlande di Anna” in un processo di apprendimento e godimento della bellezza e varietà naturali condividendo nel quotidiano le esperienze dei giovani protagonisti. In entrambi i libri il dialogo creativo di scoperta dell’ambiente naturale sia come spazio selvatico sia come spazio organizzato dall’uomo, invita il giovane lettore a interpretare la trasformazione come necessità vitale, a vedere la natura con lo sguardo della Muller di uno spazio protetto e magico da salvaguardare.
2025
Italiano
Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale
Convegno nazionale Società Italiana di Pedagogia
Bressanone (BZ)
28-nov-2024
30-nov-2024
979‐12‐5568‐417‐6
Pensa MultiMedia
Alborghetti, C., La natura come spazio organizzato. Riscoprire l’opera di Gerda Muller per l’infanzia, in Educazione Territori Natura. Formare al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale, (Bressanone (BZ), 28-30 November 2024), Pensa MultiMedia, Lecce - Rovato (BS) 2025:<<SOCIETÀ ITALIANA DI PEDAGOGIA>>, 1090-1094 [https://hdl.handle.net/10807/338272]
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