Il saggio esplora il tema della serialità televisiva a tema distopico partendo dall'illustrazione del progetto di ricerca "Atlante delle distopie mediali". Il presente contributo intende indagare il rapporto tra temporalità e generazioni nell’ambito della serialità distopica sotto una duplice prospettiva: una esterna, legata cioè all’utilizzo del tempo come espediente di rielaborazione del passato, sia nella funzione classica della memoria che riprende, aggiornandolo, il complesso bagaglio di ansie e paure prodotto da un avvenimento storicamente avvenuto, sia in quella dei meccanismi ucronici, che immaginano percorsi della storia diversi da quelli reali in una chiave di materializzazione contemporanea di incubi radicati in una comunità; e una interna, legata alle relazioni interpersonali tra generazioni differenti o membri della stessa famiglia che si misurano dentro tali perimetri distopici, secondo una pluralità di filoni narrativi che vanno dalla childless e adultless dystopia (la costruzione di mondi privi, alternativamente, di bambini o di adulti) alle diverse prospettive con cui personaggi espressione di generazioni differenti si pongono di fronte al declino e alle trasformazioni della società.
Carelli, P., Sfardini, A., Distopie generazionali. Rielaborazione del passato e dinamiche famigliari nella serialità contemporanea, in Cleto F, C. F., Consonni S, C. S. (ed.), Tempo di serie: rigenerazione., Il Mulino, Bologna 2026: 367- 382 [https://hdl.handle.net/10807/333477]
Distopie generazionali. Rielaborazione del passato e dinamiche famigliari nella serialità contemporanea
Carelli, Paolo;Sfardini, Anna
2026
Abstract
Il saggio esplora il tema della serialità televisiva a tema distopico partendo dall'illustrazione del progetto di ricerca "Atlante delle distopie mediali". Il presente contributo intende indagare il rapporto tra temporalità e generazioni nell’ambito della serialità distopica sotto una duplice prospettiva: una esterna, legata cioè all’utilizzo del tempo come espediente di rielaborazione del passato, sia nella funzione classica della memoria che riprende, aggiornandolo, il complesso bagaglio di ansie e paure prodotto da un avvenimento storicamente avvenuto, sia in quella dei meccanismi ucronici, che immaginano percorsi della storia diversi da quelli reali in una chiave di materializzazione contemporanea di incubi radicati in una comunità; e una interna, legata alle relazioni interpersonali tra generazioni differenti o membri della stessa famiglia che si misurano dentro tali perimetri distopici, secondo una pluralità di filoni narrativi che vanno dalla childless e adultless dystopia (la costruzione di mondi privi, alternativamente, di bambini o di adulti) alle diverse prospettive con cui personaggi espressione di generazioni differenti si pongono di fronte al declino e alle trasformazioni della società.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



