nell’impossibilità di imporre il proprio volere sul . Questa relazione si esprime in conoscenze ambientali situate […], informate tanto dalla cultura informale quanto da quella formale che rappresentano un’espressione della gestione dei vincoli che l’ambiente, nella sua complessità, esprime. , quanto da quella d e conoscenze. Laddove in un’impresa manifatturiera, lo spazio della fabbrica diventa una sorta di micro-cosmo a sé stante dalla realtà esterna, in cui diventano esse stesse parte del territorio, non si giustappongono come uno strato aggiuntivo al di sopra della natura, bensì si producono nell’interazione continua con un ambiente dinamico e contingente. Assumere questo sguardo implica spostare l’attenzione dall’agricoltura come settore produttivo a quella come pratica esistenziale e sociale: un insieme di gesti, competenze, responsabilità e temporalità che organizza la vita quotidiana e orienta l’immaginazione del futuro in relazione a luoghi e fattori materiali specifici. In questa prospettiva si possono rileggere i contributi etnografici sul Piemonte rurale (Avondo & Moretti, 2022) che, nell’arco di due decenni, hanno arricchito il dibattito antropologico. In particolare, la riflessione sui patrimoni immateriali del mondo rurale e, specificamente di quello alimentare (Bessière e Tibère, 2010) offrono contezza di quanto appena asserito. In generale, il patrimonio alimentare, infatti, costituito da elementi materiali e immateriali (tecniche, rituali, ricette, saperi incorporati, simboli), da un lato esprime evidenza dello specifico percorso adattativo che le comunità hanno sviluppato in relazione nel loro territorio (Pieroni et al., 2016) . Dall’altra opera come un dispositivo identitario fragile capace di connettere memoria, territorio e appartenenza (Bessière, 2013). Questi aspetti della cultura rurale del territorio di indagine si formano, come documentato da Nuto Revelli (1997, 2003), in un processo quotidiano di adattamento segnato da fatica, povertà, gerarchie di genere e radicamento territoriale. In questo processo di antropizzazione del paesaggio e territorializzazione culturale, si sviluppa lo stesso paesaggio rurale che si può leggere come sedimentazione di pratiche, narrazioni familiari e conflitti comunitari tendente alla modernizzazione e all’innovazione (Bosca, 2000). In questo, l’analisi della quotidianità agricola diventa strumento di lettura delle ingoldiane pratiche dell’abitare tanto passate (Garesio Pelissero 2003; Grimaldi, 1995, 2013; Mo 2005) , sia di quelle presenti segnate da burocrazia crescente, difficoltà d’accesso al settore, discontinuità genealogiche, speranze e fallimenti (Fontefrancesco 2021, 2023 ). In questo contesto, come osservano Petrillo (2024) e Mannon (2019), queste dinamiche producono una tensione strutturale tra desiderio di continuità e condizioni materiali della sua riproduzione, rendendo la “trasmissione” un problema non solo individuale, ma sistemico. Sia nelle sue forme di sussistenza, sia nelle sue più contemporanee articolazioni legate al mercato, l’agricoltura continua a essere una strategia di sussistenza attraverso cui individui, famiglie e comunità producono le risorse necessarie al sostentamento e, di conseguenza, alla riproduzione sociale della realtà locale. Laddove, qui, per riproduzione sociale si intende na cornice interpretativa particolarmente utile per connettere la componete culturale alle pratiche economiche e sociali alla base di tale processo è offerta In questo senso, l’agricoltura può essere letta non come semplice pratica umana, ma come assemblaggio socio-materiale complesso. Burno Latour (2005), definisce un assemblaggio una configurazione provvisoria ed eterogenea di attori umani e non-umani (oggetti, leggi, tecnologie, microbi) che agiscono insieme in rete, in un processo che vede l'azione e le agency non risiedere nei singoli individui, ma essere distribuite tra tutti i componenti della rete. In questa prospettiva, la rete che sottende l’agricoltura è fatta di suoli, insetti, acqua dei pozzi, macchinari, agricoltori, normative e infrastrutture. In questo contesto, la resilienza del sistema si delinea come un processo dinamico e trasformativo (Darnhofer 2021) che si sviluppa tra continuità e cambiamento entro vincoli ecologici, politici e di mercato. In questa prospettiva, le micro-strategie di adattamento, come varietà alternative, rotazioni modificate o sperimentazioni tecniche, possono essere lette come aperture trasformative, momenti in cui gli agricoltori ridefiniscono i margini della propria azione all’interno di assemblaggi instabili. In questo contesto, come mostrato da Anna Tsing (2005),gli agricoltori esercitano la propria agency adattando la globalizzazione alla loro realtà, ovvero negoziano e riplasmano i codici, le pratiche e i saperi esogeni alle loro comunità sulla base della cultura locale. In questa prospettiva, la ricerca ha voluto leggere la realtà agricola come forma di vita situata e terreno di riproduzione sociale che si manifesta come assemblaggio socio-materiale in cui attanti umani e non-umani interagiscono . Da questo punto di vista, la conoscenza agricola non è un sapere astratto che si applica dall’esterno a un ambiente naturale, ma un sapere embedded […] , incorporato, costruito nel tempo attraverso l’accumulo transgenerazionale di memoria ed esperienza. Per questo, queste conoscenze sono inseparabili dai contesti ecologici e sociali che le hanno rese possibili. Tutte le interviste sono state registrate, trascritte integralmente, quindi, analizzate attraverso analizzate con un approccio tematico e comparativo ispirato alla grounded theory (Glaser & Strauss 1967; Glaser 1994). La codifica è avvenuta in modo induttivo e iterativo, permettendo alle categorie interpretative di emergere progressivamente dal materiale empirico, pur mantenendo un dialogo costante con la letteratura. L’analisi ha alternato una lettura trasversale delle ricorrenze a una lettura contestuale dei singoli casi, prestando attenzione sia alle convergenze sia alle divergenze. Questo approccio ha consentito di restituire la complessità delle esperienze agricole come esiti di assemblaggi socio-materiali e di regimi di autonomia contadina vincolata, evitando generalizzazioni astratte e mantenendo il radicamento nei saperi e nelle pratiche situate degli agricoltori. Rural tourism is defined as a tourism activity in which the visitor’s experience is linked to agricultural activities, rural lifestyles, and traditional cultures. In many geographical contexts, especially in Europe, because the rural economy is so deeply tied to family farming, this form of tourism is referred to as “agritourism”, even though agrotourism is a specific subset of rural tourism defined by the integration of tourism with a working farm or agricultural operation. The entry delineates the transformative dynamics of rural tourism in the context of global shifts towards personalized, experiential travel. It examines how contemporary tourists increasingly seek authentic and immersive experiences as a response to the superficiality of mass tourism. This trend leads travellers to engage deeply with local cultures, thereby fostering connections with community life and prioritizing sustainability. Amidst challenges such as environmental degradation and overtourism, rural tourism emerges as a viable alternative, offering unique, less-congested destinations that cater to travellers’ desire for exclusivity and genuine discovery. The paper traces the historical evolution of rural tourism from its European origins in mid-20th-century agricultural practices to its current status as a vital component of rural development strategies. Through a comparative analysis of two distinct regional scenarios, Europe and Oceania, this article elucidates how local contexts shape tourism practices. The analysis highlights the pivotal role of gastronomy in enriching tourist experiences and emphasizes the need for digital literacy and eco-effectiveness in rural tourism operations. Although the entry does not provide a comprehensive global perspective on rural tourism or a quantitative environmental account of the sector’s impact, it ultimately conveys that rural tourism is a critical engine of regional vitality and sustainability, illustrating the juxtaposition of historical roots and contemporary trends that define this evolving sector.
Fontefrancesco, M. F., Pili, M., Rural Tourism from a Comparative Perspective: Trends in Europe and Oceania, <<ENCYCLOPEDIA>>, 2026; 6 (48): 1-13. [doi:10.3390/encyclopedia6020048] [https://hdl.handle.net/10807/330496]
Rural Tourism from a Comparative Perspective: Trends in Europe and Oceania
Fontefrancesco, Michele Filippo
;Pili, Martina
2026
Abstract
nell’impossibilità di imporre il proprio volere sul . Questa relazione si esprime in conoscenze ambientali situate […], informate tanto dalla cultura informale quanto da quella formale che rappresentano un’espressione della gestione dei vincoli che l’ambiente, nella sua complessità, esprime. , quanto da quella d e conoscenze. Laddove in un’impresa manifatturiera, lo spazio della fabbrica diventa una sorta di micro-cosmo a sé stante dalla realtà esterna, in cui diventano esse stesse parte del territorio, non si giustappongono come uno strato aggiuntivo al di sopra della natura, bensì si producono nell’interazione continua con un ambiente dinamico e contingente. Assumere questo sguardo implica spostare l’attenzione dall’agricoltura come settore produttivo a quella come pratica esistenziale e sociale: un insieme di gesti, competenze, responsabilità e temporalità che organizza la vita quotidiana e orienta l’immaginazione del futuro in relazione a luoghi e fattori materiali specifici. In questa prospettiva si possono rileggere i contributi etnografici sul Piemonte rurale (Avondo & Moretti, 2022) che, nell’arco di due decenni, hanno arricchito il dibattito antropologico. In particolare, la riflessione sui patrimoni immateriali del mondo rurale e, specificamente di quello alimentare (Bessière e Tibère, 2010) offrono contezza di quanto appena asserito. In generale, il patrimonio alimentare, infatti, costituito da elementi materiali e immateriali (tecniche, rituali, ricette, saperi incorporati, simboli), da un lato esprime evidenza dello specifico percorso adattativo che le comunità hanno sviluppato in relazione nel loro territorio (Pieroni et al., 2016) . Dall’altra opera come un dispositivo identitario fragile capace di connettere memoria, territorio e appartenenza (Bessière, 2013). Questi aspetti della cultura rurale del territorio di indagine si formano, come documentato da Nuto Revelli (1997, 2003), in un processo quotidiano di adattamento segnato da fatica, povertà, gerarchie di genere e radicamento territoriale. In questo processo di antropizzazione del paesaggio e territorializzazione culturale, si sviluppa lo stesso paesaggio rurale che si può leggere come sedimentazione di pratiche, narrazioni familiari e conflitti comunitari tendente alla modernizzazione e all’innovazione (Bosca, 2000). In questo, l’analisi della quotidianità agricola diventa strumento di lettura delle ingoldiane pratiche dell’abitare tanto passate (Garesio Pelissero 2003; Grimaldi, 1995, 2013; Mo 2005) , sia di quelle presenti segnate da burocrazia crescente, difficoltà d’accesso al settore, discontinuità genealogiche, speranze e fallimenti (Fontefrancesco 2021, 2023 ). In questo contesto, come osservano Petrillo (2024) e Mannon (2019), queste dinamiche producono una tensione strutturale tra desiderio di continuità e condizioni materiali della sua riproduzione, rendendo la “trasmissione” un problema non solo individuale, ma sistemico. Sia nelle sue forme di sussistenza, sia nelle sue più contemporanee articolazioni legate al mercato, l’agricoltura continua a essere una strategia di sussistenza attraverso cui individui, famiglie e comunità producono le risorse necessarie al sostentamento e, di conseguenza, alla riproduzione sociale della realtà locale. Laddove, qui, per riproduzione sociale si intende na cornice interpretativa particolarmente utile per connettere la componete culturale alle pratiche economiche e sociali alla base di tale processo è offerta In questo senso, l’agricoltura può essere letta non come semplice pratica umana, ma come assemblaggio socio-materiale complesso. Burno Latour (2005), definisce un assemblaggio una configurazione provvisoria ed eterogenea di attori umani e non-umani (oggetti, leggi, tecnologie, microbi) che agiscono insieme in rete, in un processo che vede l'azione e le agency non risiedere nei singoli individui, ma essere distribuite tra tutti i componenti della rete. In questa prospettiva, la rete che sottende l’agricoltura è fatta di suoli, insetti, acqua dei pozzi, macchinari, agricoltori, normative e infrastrutture. In questo contesto, la resilienza del sistema si delinea come un processo dinamico e trasformativo (Darnhofer 2021) che si sviluppa tra continuità e cambiamento entro vincoli ecologici, politici e di mercato. In questa prospettiva, le micro-strategie di adattamento, come varietà alternative, rotazioni modificate o sperimentazioni tecniche, possono essere lette come aperture trasformative, momenti in cui gli agricoltori ridefiniscono i margini della propria azione all’interno di assemblaggi instabili. In questo contesto, come mostrato da Anna Tsing (2005),gli agricoltori esercitano la propria agency adattando la globalizzazione alla loro realtà, ovvero negoziano e riplasmano i codici, le pratiche e i saperi esogeni alle loro comunità sulla base della cultura locale. In questa prospettiva, la ricerca ha voluto leggere la realtà agricola come forma di vita situata e terreno di riproduzione sociale che si manifesta come assemblaggio socio-materiale in cui attanti umani e non-umani interagiscono . Da questo punto di vista, la conoscenza agricola non è un sapere astratto che si applica dall’esterno a un ambiente naturale, ma un sapere embedded […] , incorporato, costruito nel tempo attraverso l’accumulo transgenerazionale di memoria ed esperienza. Per questo, queste conoscenze sono inseparabili dai contesti ecologici e sociali che le hanno rese possibili. Tutte le interviste sono state registrate, trascritte integralmente, quindi, analizzate attraverso analizzate con un approccio tematico e comparativo ispirato alla grounded theory (Glaser & Strauss 1967; Glaser 1994). La codifica è avvenuta in modo induttivo e iterativo, permettendo alle categorie interpretative di emergere progressivamente dal materiale empirico, pur mantenendo un dialogo costante con la letteratura. L’analisi ha alternato una lettura trasversale delle ricorrenze a una lettura contestuale dei singoli casi, prestando attenzione sia alle convergenze sia alle divergenze. Questo approccio ha consentito di restituire la complessità delle esperienze agricole come esiti di assemblaggi socio-materiali e di regimi di autonomia contadina vincolata, evitando generalizzazioni astratte e mantenendo il radicamento nei saperi e nelle pratiche situate degli agricoltori. Rural tourism is defined as a tourism activity in which the visitor’s experience is linked to agricultural activities, rural lifestyles, and traditional cultures. In many geographical contexts, especially in Europe, because the rural economy is so deeply tied to family farming, this form of tourism is referred to as “agritourism”, even though agrotourism is a specific subset of rural tourism defined by the integration of tourism with a working farm or agricultural operation. The entry delineates the transformative dynamics of rural tourism in the context of global shifts towards personalized, experiential travel. It examines how contemporary tourists increasingly seek authentic and immersive experiences as a response to the superficiality of mass tourism. This trend leads travellers to engage deeply with local cultures, thereby fostering connections with community life and prioritizing sustainability. Amidst challenges such as environmental degradation and overtourism, rural tourism emerges as a viable alternative, offering unique, less-congested destinations that cater to travellers’ desire for exclusivity and genuine discovery. The paper traces the historical evolution of rural tourism from its European origins in mid-20th-century agricultural practices to its current status as a vital component of rural development strategies. Through a comparative analysis of two distinct regional scenarios, Europe and Oceania, this article elucidates how local contexts shape tourism practices. The analysis highlights the pivotal role of gastronomy in enriching tourist experiences and emphasizes the need for digital literacy and eco-effectiveness in rural tourism operations. Although the entry does not provide a comprehensive global perspective on rural tourism or a quantitative environmental account of the sector’s impact, it ultimately conveys that rural tourism is a critical engine of regional vitality and sustainability, illustrating the juxtaposition of historical roots and contemporary trends that define this evolving sector.| File | Dimensione | Formato | |
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