La nota analizza il degrado e il disfacimento comunitario come patologie del corpo sociale, adottando una prospettiva antropologica che intreccia il concetto di ‘crisi della presenza’ con la teoria delle ‘Finestre Rotte’. Si sostiene che l'incuria fisica non sia un aspetto puramente estetico, ma il sintomo di un collasso del controllo sociale informale e della capacità di ‘produrre località’. Contro il senso di impotenza generato dalle crisi globali, il testo propone la ‘cura’ dei luoghi come antidoto e strumento di agency politica. Attraverso l'analisi di pratiche riparative, come le campagne ecologiche, e costruttive, come i rituali festivi, si dimostra come la partecipazione attiva permetta di trasformare spazi anonimi in ‘paese’, inteso come luogo di memoria, relazione e appartenenza condivisa.
Fontefrancesco, M. F., Curare il mondo: dal degrado al nuovo paese, <<NARRARE I GRUPPI>>, 2025; 20 (2): 326-331 [https://hdl.handle.net/10807/328080]
Curare il mondo: dal degrado al nuovo paese
Fontefrancesco, Michele Filippo
2025
Abstract
La nota analizza il degrado e il disfacimento comunitario come patologie del corpo sociale, adottando una prospettiva antropologica che intreccia il concetto di ‘crisi della presenza’ con la teoria delle ‘Finestre Rotte’. Si sostiene che l'incuria fisica non sia un aspetto puramente estetico, ma il sintomo di un collasso del controllo sociale informale e della capacità di ‘produrre località’. Contro il senso di impotenza generato dalle crisi globali, il testo propone la ‘cura’ dei luoghi come antidoto e strumento di agency politica. Attraverso l'analisi di pratiche riparative, come le campagne ecologiche, e costruttive, come i rituali festivi, si dimostra come la partecipazione attiva permetta di trasformare spazi anonimi in ‘paese’, inteso come luogo di memoria, relazione e appartenenza condivisa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



