The essay traces the experience of Daniele Comboni, highlighting his relationship with the environment of Brescia origin, characterized by a Catholicism with a strong social and missionary imprint. It is here that he faces his first formation and comes in contact with missionaries in Africa through young Africans hosted in a religious institute. After a pilgrimage to Jerusalem, he began his African experience in South Sudan, where he revealed a "humanized" approach with local populations, far from the racist visions linked to the colonial phenomenon. His narratives of this "humanized" Africa reach Brescia through his correspondence with family members and religious and secular personalities, helping to mitigate the impact with an African otherness dominated by pseudoscientific classifications and prejudices on the alleged racial inferiority.

Il saggio ripercorre l’esperienza di Daniele Comboni, evidenziando il suo rapporto con l’ambiente d’origine bresciano, caratterizzato da un cattolicesimo di forte impronta sociale e missionaria. È qui che affronta la sua prima formazione e viene in contatto con l’Africa dei missionari attraverso giovani africani ospitati in un istituto religioso. Dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme, ha inizio la sua esperienza africana in Sud Sudan, dove rivela un approccio “umanizzato” con le popolazioni locali, distante dalle visioni razziste legate al fenomeno coloniale. Le sue narrazioni di quest’Africa “umanizzata” giungono a Brescia attraverso la sua corrispondenza con familiari e personalità religiose e laiche, contribuendo ad attenuare l’impatto con un’alterità africana dominata da classificazioni pseudoscientifiche e pregiudizi sulla presunta inferiorità razziale.

Borruso, P., Comboni tra Brescia e l'Africa, <<HUMANITAS>>, 2008; 2008 (Gennaio): 65-80 [http://hdl.handle.net/10807/23771]

Comboni tra Brescia e l'Africa

Borruso, Paolo
2008

Abstract

Il saggio ripercorre l’esperienza di Daniele Comboni, evidenziando il suo rapporto con l’ambiente d’origine bresciano, caratterizzato da un cattolicesimo di forte impronta sociale e missionaria. È qui che affronta la sua prima formazione e viene in contatto con l’Africa dei missionari attraverso giovani africani ospitati in un istituto religioso. Dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme, ha inizio la sua esperienza africana in Sud Sudan, dove rivela un approccio “umanizzato” con le popolazioni locali, distante dalle visioni razziste legate al fenomeno coloniale. Le sue narrazioni di quest’Africa “umanizzata” giungono a Brescia attraverso la sua corrispondenza con familiari e personalità religiose e laiche, contribuendo ad attenuare l’impatto con un’alterità africana dominata da classificazioni pseudoscientifiche e pregiudizi sulla presunta inferiorità razziale.
ita
Borruso, P., Comboni tra Brescia e l'Africa, <>, 2008; 2008 (Gennaio): 65-80 [http://hdl.handle.net/10807/23771]
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