La finanza imprenditoriale sta assumendo un ruolo crescente nel promuovere nuove aziende, spesso innovative e ad alto rischio, o a sostenere aziende esistenti in progetti di ristrutturazione. I fondi di private equity hanno un ruolo specialistico nel variegato mondo degli intermediari finanziari e i loro legami a monte con gli investitori nel fondo chiuso, a latere con la SGR che gestisce gli investimenti e a valle con le portfolio companies, possono generare asimmetrie informative e conflitti di interesse tra i diversi stakeholders. Per i più scaltri, è lecito parlare di … profitti di interesse (all'insegna del "mors tua, vita mea")e il gioco è apparentemente a somma zero , anche se nella realtà, una buona governance crea valore per tutti gli stakeholders . I momenti di maggiore criticità riguardano eventi chiave come il funding in fase di raccolta delle adesioni (in cui la reputazione dei gestori assume un ruolo fondamentale), l’acquisizione delle partecipazioni (per la negoziazione del prezzo e i conflitti ingenerati dalla convivenza con altri soci) e l’exit (in cui si ha il redde rationem e si fanno i conti sulla performance) ma anche i momenti solo apparentemente di routine in cui le partecipazioni devono essere gestite. L’impatto del private equity nella vita delle aziende è spesso dirompente e spezza equilibri consolidati, contribuendo a risolvere vecchi problemi ma nel contempo creandone di nuovi; lo scontro avviene anche sul piano culturale, con un impatto mediatico che esalta la speculatività dei fondi paragonati a “locuste”, contrapponendoli a soci storici e managers non di rado arroccati a difesa di una tradizione spesso anacronistica e di mere rendite di posizione. Verranno qui esaminate alcune delle fattispecie che possono originare problemi di governance e situazioni di conflitto di interessi , che necessitano di essere disciplinate – oltre che contrattualmente – anche a livello di best practice e autoregolamentazione, attraverso procedure codificate orientate a migliorare trasparenza e corporate governance, con un positivo effetto sul valore dei fondi di private equity. La novità dell'argomento e la tumultuosa e a volte caotica evoluzione dei mercati finanziari e delle regole del gioco richiede ulteriori riflessioni; ci si limiterà qui a fornire alcuni spunti per approfondimenti in una materia tanto importante quanto ancora poco esplorata nel nostro paese.

Moro Visconti, R., Investimenti in private equity e venture capital: problemi di governance e conflitti tra stakeholders, <<BANCHE E BANCHIERI>>, 2008; (1): 5-23 [http://hdl.handle.net/10807/126957]

Investimenti in private equity e venture capital: problemi di governance e conflitti tra stakeholders

Moro Visconti, Roberto
2008

Abstract

La finanza imprenditoriale sta assumendo un ruolo crescente nel promuovere nuove aziende, spesso innovative e ad alto rischio, o a sostenere aziende esistenti in progetti di ristrutturazione. I fondi di private equity hanno un ruolo specialistico nel variegato mondo degli intermediari finanziari e i loro legami a monte con gli investitori nel fondo chiuso, a latere con la SGR che gestisce gli investimenti e a valle con le portfolio companies, possono generare asimmetrie informative e conflitti di interesse tra i diversi stakeholders. Per i più scaltri, è lecito parlare di … profitti di interesse (all'insegna del "mors tua, vita mea")e il gioco è apparentemente a somma zero , anche se nella realtà, una buona governance crea valore per tutti gli stakeholders . I momenti di maggiore criticità riguardano eventi chiave come il funding in fase di raccolta delle adesioni (in cui la reputazione dei gestori assume un ruolo fondamentale), l’acquisizione delle partecipazioni (per la negoziazione del prezzo e i conflitti ingenerati dalla convivenza con altri soci) e l’exit (in cui si ha il redde rationem e si fanno i conti sulla performance) ma anche i momenti solo apparentemente di routine in cui le partecipazioni devono essere gestite. L’impatto del private equity nella vita delle aziende è spesso dirompente e spezza equilibri consolidati, contribuendo a risolvere vecchi problemi ma nel contempo creandone di nuovi; lo scontro avviene anche sul piano culturale, con un impatto mediatico che esalta la speculatività dei fondi paragonati a “locuste”, contrapponendoli a soci storici e managers non di rado arroccati a difesa di una tradizione spesso anacronistica e di mere rendite di posizione. Verranno qui esaminate alcune delle fattispecie che possono originare problemi di governance e situazioni di conflitto di interessi , che necessitano di essere disciplinate – oltre che contrattualmente – anche a livello di best practice e autoregolamentazione, attraverso procedure codificate orientate a migliorare trasparenza e corporate governance, con un positivo effetto sul valore dei fondi di private equity. La novità dell'argomento e la tumultuosa e a volte caotica evoluzione dei mercati finanziari e delle regole del gioco richiede ulteriori riflessioni; ci si limiterà qui a fornire alcuni spunti per approfondimenti in una materia tanto importante quanto ancora poco esplorata nel nostro paese.
Italiano
Moro Visconti, R., Investimenti in private equity e venture capital: problemi di governance e conflitti tra stakeholders, <>, 2008; (1): 5-23 [http://hdl.handle.net/10807/126957]
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