Chenopodium quinoa Willd. è una pianta originaria della zona andina, classificata come pseudocereale (Fleming e Galwey, 1995). La quinoa è una coltura alimentare che contiene tutti gli aminoacidi essenziali ed è ricca di oligoelementi (Krivonos, 2013). Dalla granella si ottengono farine di buon tenore proteico (13-18%) e gluten-free, quindi utili nella dieta delle persone celiache. Inoltre, grazie all’elevata adattabilità e rusticità dimostrata anche in ambienti diversi da quelli di origine, la quinoa può rappresentare una coltura alternativa di fronte ai cambiamenti climatici (Jacobsen, 2003) e avere un certo ruolo nel contribuire alla sicurezza alimentare globale. Nella ricerca di colture alternative e di alimenti ad alto valore nutrizionale, è stato intrapreso uno studio sperimentale sull’adattabilità della quinoa in Italia Settentrionale. Il primo compito è quello di individuare le cultivar più idonee alle condizioni pedo-climatiche padane e la tecnica colturale appropriata per il suo inserimento in agrosistemi intensivi sostenibili di pianura e di collina. Nei campi dimostrativi, Real Blanca e Real Roja hanno esibito un ciclo di 130 e 150 giorni dall’emergenza, rispettivamente a Val di Nizza e a Castelnovetto. La resa di Real Roja in quest’ultima località è stata di 1040 kg ha-1 di granella secca, mentre a Val di Nizza sono stati prodotti 370 e 448 kg ha-1 rispettivamente per Real Roja e Real Blanca. Nel campo catalogo, l’altezza media della pianta era di 205 (±48) cm, la lunghezza media della pannocchia era di 73 (±10) cm, mentre la resa andava da 106 a 1290 kg ha-1. La cultivar più produttiva è stata Flc 6. Solo 12 cultivar, tra le 24 appartenenti alla collezione varietale, hanno raggiunto la maturazione fisiologica (in media in 171 giorni), mentre le restanti non sono andate oltre lo stadio di fioritura, poiché il loro ciclo vegetativo è risultato troppo lungo. Tra i problemi emersi, è da evidenziare la forte competizione con alcune infestanti, in particolare con Chenopodium album, Echinochloa crus-galli e Sorghum halepense. Sono stati riscontrati anche alcuni attacchi di Peronospora spp. Questi risultati suggeriscono che alcune cultivar di quinoa possono essere coltivate con successo in Italia Settentrionale, ma è necessario continuare la ricerca delle varietà più idonee, nonché della tecnica colturale più adatta.

Tabaglio, V., Melo Ortiz, D. I., Ganimede, C., Boselli, R., Vercesi, A., Prime esperienze di coltivazione della Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) in Pianura Padana, Poster, in Atti del XLIV Convegno Nazionale della Società Italiana di Agronomia “L’Agronomia per la gestione dei sistemi produttivi agrari”, Bologna (Italia), 14-16 settembre 2015. (v. 174), (Bologna, 14-16 September 2015), Società Italiana di Agronomia, Bologna 2015: 174-174 [http://hdl.handle.net/10807/91180]

Prime esperienze di coltivazione della Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) in Pianura Padana

Tabaglio, Vincenzo;Melo Ortiz, Dora Ines;Ganimede, Cristina;Boselli, Roberta;Vercesi, Alberto
2015

Abstract

Chenopodium quinoa Willd. è una pianta originaria della zona andina, classificata come pseudocereale (Fleming e Galwey, 1995). La quinoa è una coltura alimentare che contiene tutti gli aminoacidi essenziali ed è ricca di oligoelementi (Krivonos, 2013). Dalla granella si ottengono farine di buon tenore proteico (13-18%) e gluten-free, quindi utili nella dieta delle persone celiache. Inoltre, grazie all’elevata adattabilità e rusticità dimostrata anche in ambienti diversi da quelli di origine, la quinoa può rappresentare una coltura alternativa di fronte ai cambiamenti climatici (Jacobsen, 2003) e avere un certo ruolo nel contribuire alla sicurezza alimentare globale. Nella ricerca di colture alternative e di alimenti ad alto valore nutrizionale, è stato intrapreso uno studio sperimentale sull’adattabilità della quinoa in Italia Settentrionale. Il primo compito è quello di individuare le cultivar più idonee alle condizioni pedo-climatiche padane e la tecnica colturale appropriata per il suo inserimento in agrosistemi intensivi sostenibili di pianura e di collina. Nei campi dimostrativi, Real Blanca e Real Roja hanno esibito un ciclo di 130 e 150 giorni dall’emergenza, rispettivamente a Val di Nizza e a Castelnovetto. La resa di Real Roja in quest’ultima località è stata di 1040 kg ha-1 di granella secca, mentre a Val di Nizza sono stati prodotti 370 e 448 kg ha-1 rispettivamente per Real Roja e Real Blanca. Nel campo catalogo, l’altezza media della pianta era di 205 (±48) cm, la lunghezza media della pannocchia era di 73 (±10) cm, mentre la resa andava da 106 a 1290 kg ha-1. La cultivar più produttiva è stata Flc 6. Solo 12 cultivar, tra le 24 appartenenti alla collezione varietale, hanno raggiunto la maturazione fisiologica (in media in 171 giorni), mentre le restanti non sono andate oltre lo stadio di fioritura, poiché il loro ciclo vegetativo è risultato troppo lungo. Tra i problemi emersi, è da evidenziare la forte competizione con alcune infestanti, in particolare con Chenopodium album, Echinochloa crus-galli e Sorghum halepense. Sono stati riscontrati anche alcuni attacchi di Peronospora spp. Questi risultati suggeriscono che alcune cultivar di quinoa possono essere coltivate con successo in Italia Settentrionale, ma è necessario continuare la ricerca delle varietà più idonee, nonché della tecnica colturale più adatta.
Italiano
Atti del XLIV Convegno Nazionale della Società Italiana di Agronomia “L’Agronomia per la gestione dei sistemi produttivi agrari”, Bologna (Italia), 14-16 settembre 2015. (v. 174)
XLIV Convegno Nazionale della Società Italiana di Agronomia “L’Agronomia per la gestione dei sistemi produttivi agrari”
Bologna
Poster
14-set-2015
16-set-2015
Società Italiana di Agronomia
Tabaglio, V., Melo Ortiz, D. I., Ganimede, C., Boselli, R., Vercesi, A., Prime esperienze di coltivazione della Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) in Pianura Padana, Poster, in Atti del XLIV Convegno Nazionale della Società Italiana di Agronomia “L’Agronomia per la gestione dei sistemi produttivi agrari”, Bologna (Italia), 14-16 settembre 2015. (v. 174), (Bologna, 14-16 September 2015), Società Italiana di Agronomia, Bologna 2015: 174-174 [http://hdl.handle.net/10807/91180]
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