Carlo Magno si fece personalmente promotore di quella che già Gregorio Magno aveva additato come lo strumento principe della cura pastorale: la predicazione, nelle sue diverse forme di admonitio e di exhortatio. Alcuni capitolari in forma di exhortatio consentono di cogliere un impegno personale di Carlo per istruire i fedeli negli elementi basilari della fede cattolica. In particolare la seconda parte della Admonitio generalis (789) rivela la tensione di riforma e di emendatio promossa dall’imperatore e consente di cogliere il forte impegno nella predicazione richiesto al clero in cura d’anime. A distanza di un secolo gli inviti allo studio e alla comprensione dei testi nonché alla predicazione di ritrovano con particolare insistenza nei testi sinodali, in particolare nelle Admonitio synodalis “Fratres presbyteri” (inizio sec. X), dove si fanno più precise le indicazioni al clero circa le celebrazioni liturgiche e le opere di carità da promuovere. La riforma carolingia e i suoi epigoni sono talora stati visti come un’espressione di formalismo nei diversi campi della vita ecclesiale, con pesanti ricadute sulla comprensione dei fedeli e la loro partecipazione alla liturgia (Angenend). Testimonianze successive, consentono invece di cogliere gli effetti duraturi di tali admonitiones sulla coscienza e sulle pratiche devozionali dei fedeli.

Alberzoni, M. P., La cura animarum, in Città e campagna nei secoli altomedievali, (Spoleto, 27-March 01-April 2008), Fondazione Centro italiano di studi sull'alto medioevo, Spoleto 2009:<<Settimane di Studio della Fondazione Centrro Italiano di studi sull'alto medioevo>>, 221-260 [http://hdl.handle.net/10807/8703]

La cura animarum

Alberzoni, Maria Pia
2009

Abstract

Carlo Magno si fece personalmente promotore di quella che già Gregorio Magno aveva additato come lo strumento principe della cura pastorale: la predicazione, nelle sue diverse forme di admonitio e di exhortatio. Alcuni capitolari in forma di exhortatio consentono di cogliere un impegno personale di Carlo per istruire i fedeli negli elementi basilari della fede cattolica. In particolare la seconda parte della Admonitio generalis (789) rivela la tensione di riforma e di emendatio promossa dall’imperatore e consente di cogliere il forte impegno nella predicazione richiesto al clero in cura d’anime. A distanza di un secolo gli inviti allo studio e alla comprensione dei testi nonché alla predicazione di ritrovano con particolare insistenza nei testi sinodali, in particolare nelle Admonitio synodalis “Fratres presbyteri” (inizio sec. X), dove si fanno più precise le indicazioni al clero circa le celebrazioni liturgiche e le opere di carità da promuovere. La riforma carolingia e i suoi epigoni sono talora stati visti come un’espressione di formalismo nei diversi campi della vita ecclesiale, con pesanti ricadute sulla comprensione dei fedeli e la loro partecipazione alla liturgia (Angenend). Testimonianze successive, consentono invece di cogliere gli effetti duraturi di tali admonitiones sulla coscienza e sulle pratiche devozionali dei fedeli.
ita
Città e campagna nei secoli altomedievali
Settimana di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo
Spoleto
27-mar-2008
1-apr-2008
978-88-7988-420-4
Alberzoni, M. P., La cura animarum, in Città e campagna nei secoli altomedievali, (Spoleto, 27-March 01-April 2008), Fondazione Centro italiano di studi sull'alto medioevo, Spoleto 2009:<>, 221-260 [http://hdl.handle.net/10807/8703]
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