I prodotti sinergizzanti (come il piperonil-butossido - PBO) sono molecole senza o con trascurabile attività insetticida ma che quando sono applicate in abbinamento a vari prodotti fitosanitari ne potenziano l’efficacia inibendo i sistemi metabolici di detossificazione dell’insetto bersaglio. Nell’ambito del progetto europeo “Ecosyn” (EcoSyn -Ecofriendly synergists for insecticide formulations, finanziato dal Settimo Programma Quadro dell’Unione Europea – Contratto no 605740) sono stati sviluppati e sintetizzati nuovi sinergizzanti, partendo dalla struttura molecolare del PBO. Oltre alla valutazione della capacità di queste nuove molecole di inibire i meccanismi di resistenza metabolica di varie specie di interesse agrario e veterinario si è voluto verificare se il loro utilizzo potesse avere ripercussioni negative sui pronubi e in particolare su Apis mellifera L. Sono stati considerati il classico PBO, una serie di derivati del benzodiossolo, indicati rispettivamente come EN1-213, EN1-216, EN1-218, e due derivati del 2,3-diidrobenzofurano, indicati come EN16-55 e EN16-41. E’ stata indagata la capacità di questi composti di inibire l’attività di enzimi di cui è ampiamente nota, in molte specie di artropodi, la capacità di intervenire nei processi di detossificazione e sequestro di varie classi di insetticidi. In questa fase, ancora preliminare, sono state prese in considerazione le esterasi e le glutatione S-transferasi. È stata anche indagata la possibilità che questi sinergizzanti possano avere effetti sull’attività delle acetilcolinesterasi. L’attività enzimatica è stata misurata tramite analisi spettrofotometrica in assorbanza sia in presenza che in assenza dei sinergici per poter calcolare l’attività residua, dopo preincubazione dell’omogenato con acetone o con il sinergico. I risultati preliminari indicano che in vitro l’attività degli enzimi studiati è solo parzialmente inibita dai derivati del 2,3-diidrobenzofurano (EN16-41 e EN16-55) e che non lo è dai sinergici derivati dal benzodiossolo (EN1-213, EN1-216 e EN1-218). L’utilizzo in campo di questi ultimi, contro insetti dannosi resistenti agli insetticidi, potrebbe quindi essere considerato sicuro nei confronti delle api. Ulteriori indagini sono in corso per valutare l’effetto “in vitro” di differenti concentrazioni e tempi di esposizione del sinergico, anche su altri sistemi enzimatici come le monossigenasi.

Todeschini, V., Panini, M., Chiesa, O., Mazzoni, E., Studio in vitro sull’inibizione di alcuni sistemi enzimatici di Apis mellifera L. ad opera di nuovi derivati del PBO, Comunicazione, in Atti del XXV Congresso nazionale Italiano di Entomologia, (Padova, 20-24 June 2016), DAFNAE, Padova 2016: 233-233 [http://hdl.handle.net/10807/82348]

Studio in vitro sull’inibizione di alcuni sistemi enzimatici di Apis mellifera L. ad opera di nuovi derivati del PBO

Todeschini, Valeria
Primo
;
Panini, Michela
Secondo
;
Chiesa, Olga
Penultimo
;
Mazzoni, Emanuele
Ultimo
2016

Abstract

I prodotti sinergizzanti (come il piperonil-butossido - PBO) sono molecole senza o con trascurabile attività insetticida ma che quando sono applicate in abbinamento a vari prodotti fitosanitari ne potenziano l’efficacia inibendo i sistemi metabolici di detossificazione dell’insetto bersaglio. Nell’ambito del progetto europeo “Ecosyn” (EcoSyn -Ecofriendly synergists for insecticide formulations, finanziato dal Settimo Programma Quadro dell’Unione Europea – Contratto no 605740) sono stati sviluppati e sintetizzati nuovi sinergizzanti, partendo dalla struttura molecolare del PBO. Oltre alla valutazione della capacità di queste nuove molecole di inibire i meccanismi di resistenza metabolica di varie specie di interesse agrario e veterinario si è voluto verificare se il loro utilizzo potesse avere ripercussioni negative sui pronubi e in particolare su Apis mellifera L. Sono stati considerati il classico PBO, una serie di derivati del benzodiossolo, indicati rispettivamente come EN1-213, EN1-216, EN1-218, e due derivati del 2,3-diidrobenzofurano, indicati come EN16-55 e EN16-41. E’ stata indagata la capacità di questi composti di inibire l’attività di enzimi di cui è ampiamente nota, in molte specie di artropodi, la capacità di intervenire nei processi di detossificazione e sequestro di varie classi di insetticidi. In questa fase, ancora preliminare, sono state prese in considerazione le esterasi e le glutatione S-transferasi. È stata anche indagata la possibilità che questi sinergizzanti possano avere effetti sull’attività delle acetilcolinesterasi. L’attività enzimatica è stata misurata tramite analisi spettrofotometrica in assorbanza sia in presenza che in assenza dei sinergici per poter calcolare l’attività residua, dopo preincubazione dell’omogenato con acetone o con il sinergico. I risultati preliminari indicano che in vitro l’attività degli enzimi studiati è solo parzialmente inibita dai derivati del 2,3-diidrobenzofurano (EN16-41 e EN16-55) e che non lo è dai sinergici derivati dal benzodiossolo (EN1-213, EN1-216 e EN1-218). L’utilizzo in campo di questi ultimi, contro insetti dannosi resistenti agli insetticidi, potrebbe quindi essere considerato sicuro nei confronti delle api. Ulteriori indagini sono in corso per valutare l’effetto “in vitro” di differenti concentrazioni e tempi di esposizione del sinergico, anche su altri sistemi enzimatici come le monossigenasi.
Italiano
Atti del XXV Congresso nazionale Italiano di Entomologia
XXV Congresso Nazionale Italiano di Entomologia
Padova
Comunicazione
20-giu-2016
24-giu-2016
DAFNAE
Todeschini, V., Panini, M., Chiesa, O., Mazzoni, E., Studio in vitro sull’inibizione di alcuni sistemi enzimatici di Apis mellifera L. ad opera di nuovi derivati del PBO, Comunicazione, in Atti del XXV Congresso nazionale Italiano di Entomologia, (Padova, 20-24 June 2016), DAFNAE, Padova 2016: 233-233 [http://hdl.handle.net/10807/82348]
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