Attualmente le soluzioni prospettate per il rinnovo dell‟olivicoltura italiana sono gli impianti intensivi (300 p/ha) e gli impianti superintensivi con 1600 p/ha ed oltre. Per valutare le risposte produttive ed agronomiche delle due tipologie d‟impianti, nel 2006, sono state postea confronto piante della cv. Arbequina (cultivar di riferimento) e delle cv. Frantoio, Leccino, Moraiolo e Maurino coltivate in due oliveti, differenti solo per densità di impianto, uno intensivo (ca. 300 piante per ettaro) e l‟altro superintensivo (1667 p/ha).Le varietà Arbequina e Maurino hanno mostrato precocità di produzione, mentre le varietà Leccino e Frantoio il maggiore sviluppo. Ciò si è manifestato nelle due tipologie d‟impianto, anche se con differenti valori, in quanto nell‟impianto intensivo vi è stato un maggiore sviluppo vegetativo iniziale a scapito della produzione. Successivamente le piante dell‟oliveto intensivo hanno manifestato maggiori volumi e maggiori produzioni unitarie. La raccolta meccanica è stata applicata nel superintensivo nel 2009 e nel 2010 con scavallatrice, e nel 2010 nell‟intensivo, con vibratore di tronco ed intercettatore, con elevate rese di raccolta nel superintensivo e per tutte le varietà, mentre, nell‟intensivo, Arbequina e Moraiolo hanno avuto percentuali inferiori, rispettivamente, per le ridotte dimensioni dei frutti e per l‟elevata resistenza al distacco. La qualità degli oli, facendo riferimento alla composizione acidica e alla valutazione sensoriale, è stata elevata in tutte le varietà. Per quanto riguarda il contenuto in polifenoli, la cultivar Arbequina ha mostrato, nel 2009 e nel 2010, valori inferiori rispetto alle altre varietà. In conclusione, in Centro Italia, dai dati finora acquisiti, la cultivar Maurino è quella che ha mostrato una migliore risposta, insieme alla cv. Arbequina, alla coltivazione in oliveti ad elevata densità d‟impianto; mentre le altre cultivar osservate, cioè Frantoio, Leccino e, parzialmente, Moraiolo, per elevato vigore oppure per tardiva fruttificazione, hanno presentato una migliore adattabilità per gli oliveti a media densità (300 p/ha).

Farinelli, D., Proietti, P., Googlani, A. J., Tombesi, S., PRIMI RISULTATI DEL CONFRONTO TRA OLIVETO INTENSIVO E SUPERINTENSIVO IN UMBRIA, Poster paper, in Acta Italus Hortus - Atti del II Convegno Nazionale dell'olivo e dell'olio, (Perugia, 21-23 September 2011), SOI, Firenze 2013: 173-176 [http://hdl.handle.net/10807/77680]

PRIMI RISULTATI DEL CONFRONTO TRA OLIVETO INTENSIVO E SUPERINTENSIVO IN UMBRIA

Tombesi, Sergio
2013

Abstract

Attualmente le soluzioni prospettate per il rinnovo dell‟olivicoltura italiana sono gli impianti intensivi (300 p/ha) e gli impianti superintensivi con 1600 p/ha ed oltre. Per valutare le risposte produttive ed agronomiche delle due tipologie d‟impianti, nel 2006, sono state postea confronto piante della cv. Arbequina (cultivar di riferimento) e delle cv. Frantoio, Leccino, Moraiolo e Maurino coltivate in due oliveti, differenti solo per densità di impianto, uno intensivo (ca. 300 piante per ettaro) e l‟altro superintensivo (1667 p/ha).Le varietà Arbequina e Maurino hanno mostrato precocità di produzione, mentre le varietà Leccino e Frantoio il maggiore sviluppo. Ciò si è manifestato nelle due tipologie d‟impianto, anche se con differenti valori, in quanto nell‟impianto intensivo vi è stato un maggiore sviluppo vegetativo iniziale a scapito della produzione. Successivamente le piante dell‟oliveto intensivo hanno manifestato maggiori volumi e maggiori produzioni unitarie. La raccolta meccanica è stata applicata nel superintensivo nel 2009 e nel 2010 con scavallatrice, e nel 2010 nell‟intensivo, con vibratore di tronco ed intercettatore, con elevate rese di raccolta nel superintensivo e per tutte le varietà, mentre, nell‟intensivo, Arbequina e Moraiolo hanno avuto percentuali inferiori, rispettivamente, per le ridotte dimensioni dei frutti e per l‟elevata resistenza al distacco. La qualità degli oli, facendo riferimento alla composizione acidica e alla valutazione sensoriale, è stata elevata in tutte le varietà. Per quanto riguarda il contenuto in polifenoli, la cultivar Arbequina ha mostrato, nel 2009 e nel 2010, valori inferiori rispetto alle altre varietà. In conclusione, in Centro Italia, dai dati finora acquisiti, la cultivar Maurino è quella che ha mostrato una migliore risposta, insieme alla cv. Arbequina, alla coltivazione in oliveti ad elevata densità d‟impianto; mentre le altre cultivar osservate, cioè Frantoio, Leccino e, parzialmente, Moraiolo, per elevato vigore oppure per tardiva fruttificazione, hanno presentato una migliore adattabilità per gli oliveti a media densità (300 p/ha).
Italiano
Acta Italus Hortus - Atti del II Convegno Nazionale dell'olivo e dell'olio
II Convegno Nazionale dell'olivo e dell'olio
Perugia
Poster paper
21-set-2011
23-set-2011
978-88-905628-8-4
SOI
Farinelli, D., Proietti, P., Googlani, A. J., Tombesi, S., PRIMI RISULTATI DEL CONFRONTO TRA OLIVETO INTENSIVO E SUPERINTENSIVO IN UMBRIA, Poster paper, in Acta Italus Hortus - Atti del II Convegno Nazionale dell'olivo e dell'olio, (Perugia, 21-23 September 2011), SOI, Firenze 2013: 173-176 [http://hdl.handle.net/10807/77680]
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