The essay reinterprets, in a critical key, the artistic production linked to the political-religious image of the bishop of Brescia, Berardo Maggi (1275-1308), and shows the iconographic program relating to the episcopal figure, in a wide territorial framework connected to municipal Italy, to the Papacy, in Rome and to the Angevin court. Specifically, the analysis focuses on the sarcophagus, now at the entrance to the Old Cathedral, on the "political" fresco of the Town Hall in the Broletto and on the statue of the fountain in the convent of San Barnaba, currently in the city Museum of Santa Giulia. On the basis of the historical-artistic results, the essay tackles- thanks to the new archival-documentary acquisitions and the material sources on the city’s monumental transformations of the nineteenth-twentieth century - the story of the various works over the centuries, their acquisition in museums, the transformations, the recovery of individual parts for the creation of new liturgical furnishings, in style (such as the main altar of the Rotonda di Brescia) and the recomposition “ad pristinum” of lost sculptural portions. Similar operations reveal how urban-architectural planning and the conservation of the monumental historical-artistic heritage in the post-unification age transform the city and its major monuments into an original story in a museographic key.

Il contributo rilegge in chiave critica la produzione artistica legata all’immagine politico-religiosa del vescovo di Brescia, Berardo Maggi (1275-1308), e mostra il programma iconografico relativo alla figura episcopale in un ampio quadro connesso all’Italia comunale, al Papato, a Roma e alla corte angioina. In modo specifico l’analisi verte sul sarcofago lapideo, ora all’ingresso del Duomo Vecchio, sull’affresco "politico" del Palazzo comunale nel Broletto e sulla statua della fontana nel convento di San Barnaba, attualmente al Museo della città di Santa Giulia. Sulla base dei risultati storico-artistici il saggio affronta – grazie alle nuove acquisizioni archivistico-documentarie e alle fonti materiali sulle trasformazioni monumentali otto-novecentesche – la vicenda delle varie opere nel corso dei secoli, la loro acquisizione nei musei, le trasformazioni, il recupero di singole parti per la realizzazione in stile di nuovi arredi liturgici (come l’altare maggiore della Rotonda di Brescia) e la ricomposizione “ad pristinum” di porzioni scultoree perdute. Simili operazioni rivelano come la progettazione urbanistico-architettonica e la conservazione del patrimonio storico-artistico in età postunitaria trasformino la città e i suoi maggiori monumenti in un racconto originale in chiave museografica.

Stroppa, F., Immagine e buon governo nell’ideologia politica e nella memoria visiva del vescovo Berardo Maggi (Brescia, 1275-1308), <<HORTUS ARTIUM MEDIEVALIUM>>, 2015; 21 (Maggio): 168-188 [http://hdl.handle.net/10807/71767]

Immagine e buon governo nell’ideologia politica e nella memoria visiva del vescovo Berardo Maggi (Brescia, 1275-1308)

Stroppa, Francesca
2015

Abstract

Il contributo rilegge in chiave critica la produzione artistica legata all’immagine politico-religiosa del vescovo di Brescia, Berardo Maggi (1275-1308), e mostra il programma iconografico relativo alla figura episcopale in un ampio quadro connesso all’Italia comunale, al Papato, a Roma e alla corte angioina. In modo specifico l’analisi verte sul sarcofago lapideo, ora all’ingresso del Duomo Vecchio, sull’affresco "politico" del Palazzo comunale nel Broletto e sulla statua della fontana nel convento di San Barnaba, attualmente al Museo della città di Santa Giulia. Sulla base dei risultati storico-artistici il saggio affronta – grazie alle nuove acquisizioni archivistico-documentarie e alle fonti materiali sulle trasformazioni monumentali otto-novecentesche – la vicenda delle varie opere nel corso dei secoli, la loro acquisizione nei musei, le trasformazioni, il recupero di singole parti per la realizzazione in stile di nuovi arredi liturgici (come l’altare maggiore della Rotonda di Brescia) e la ricomposizione “ad pristinum” di porzioni scultoree perdute. Simili operazioni rivelano come la progettazione urbanistico-architettonica e la conservazione del patrimonio storico-artistico in età postunitaria trasformino la città e i suoi maggiori monumenti in un racconto originale in chiave museografica.
Italiano
Il saggio fa parte del convegno internazionale del 21st Annual International Scientific Symposium of the International Research Center for Late Antiquity and Middle Ages (Poreč, 29-31 maggio 2014) promosso dall’University di Zagabria, curato da Vinni Lucherini e Miljenko Jurković e dedicato a "Performing Power through Visual Narratives in Late Medieval Europe: an Interdisciplinary Approach"; l’incontro è stato pubblicato nella rivista «Hortus artium medievalium», volume 21, dell’editore Brepols nel 2015.
Stroppa, F., Immagine e buon governo nell’ideologia politica e nella memoria visiva del vescovo Berardo Maggi (Brescia, 1275-1308), <<HORTUS ARTIUM MEDIEVALIUM>>, 2015; 21 (Maggio): 168-188 [http://hdl.handle.net/10807/71767]
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