Since the first offender rehabilitation treatments, all theoretical approaches have been focused on reducing risk factors that may influence recidivism, without obtaining good results. Recent resilience researches have instead shown the important mediating or moderating role of protective factors and provided the theoretical principles for the Good Lives Model Comprehensive (GLM-C). This holistic model suggests the importance of integrating the reduction of risk factors with the reinforcement of protective factors in offender treatments programmes. This combined action is considered the main condition through which offenders are motivated to change their life and develop a sense of agency on their current life conditions. This paper presents a pilot study, aimed at analyzing the feasibility of a psychosocial interven-tion, based on graphic workshops. The purpose of the intervention is helping prisoners striv-ing toward adaptation in jail, and facilitating the redesign of their life beyond bars. The drawing activities allowed the prisoners enhancing their own internal and external re-sources, and recognizing the risk and protective factors that could influence their successful reintegration into society. The main limit of this study is directly linked to the setting of the penitentiary institution where the study was conducted, which is characterized by a high pris-oners’ turn over.

Dai primi tentativi di riabilitazione” dei detenuti ad oggi, tutti gli approcci si sono con-centrati sul tentativo di ridurre i fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di una recidiva dell’atto criminale, riuscendo però ad ottenere scarsi risultati. Le più recenti ricerche sulla resilienza, invece, hanno dimostrato l’importante ruolo mediatore o moderatore dei fattori di protezione, fornendo così le basi teoriche per il Good Lives Model-Comprehensive (GLM-C). Questo modello propone di affiancare alla riduzione dei fattori di rischio l’azione complementare dell’implementazione di fattori protettivi, condizione necessaria affinché possa maturare nel detenuto quell’indispensabile motivazione al cambiamento, che lo spinge ad attivarsi in prima persona per il miglioramento della propria condizione di vita. L’articolo presenta uno studio pilota, finalizzato a verificare la fattibilità di un intervento psico-sociale basato sull’utilizzo di laboratori grafici. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di faci-litare nei detenuti una riprogettazione della propria vita oltre l’esperienza del carcere. I laboratori realizzati hanno permesso loro di recuperare e rafforzare le proprie risorse interne ed esterne e di riconoscere i fattori di rischio che possono maggiormente influire sul successo del loro reinserimento sociale. Il principale limite dello studio è riconducibile al setting dell’intervento della Casa Circondariale, che si caratterizza per un alto turn over dei propri o-spiti.

Cesana, M. L., Giordano, F., Boerchi, D., Rivolta, M., Castelli, C., Disegnare per ricostruire. Studio pilota sul riconoscimento delle risorse interne ed esterne dei detenuti in una Casa Circondariale, <<NARRARE I GRUPPI>>, 2015; (10(3)): 270-289 [http://hdl.handle.net/10807/70706]

Disegnare per ricostruire. Studio pilota sul riconoscimento delle risorse interne ed esterne dei detenuti in una Casa Circondariale

Cesana;Maria Letizia; Giordano;Francesca; Boerchi;Diego; Rivolta;
2015

Abstract

Dai primi tentativi di riabilitazione” dei detenuti ad oggi, tutti gli approcci si sono con-centrati sul tentativo di ridurre i fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di una recidiva dell’atto criminale, riuscendo però ad ottenere scarsi risultati. Le più recenti ricerche sulla resilienza, invece, hanno dimostrato l’importante ruolo mediatore o moderatore dei fattori di protezione, fornendo così le basi teoriche per il Good Lives Model-Comprehensive (GLM-C). Questo modello propone di affiancare alla riduzione dei fattori di rischio l’azione complementare dell’implementazione di fattori protettivi, condizione necessaria affinché possa maturare nel detenuto quell’indispensabile motivazione al cambiamento, che lo spinge ad attivarsi in prima persona per il miglioramento della propria condizione di vita. L’articolo presenta uno studio pilota, finalizzato a verificare la fattibilità di un intervento psico-sociale basato sull’utilizzo di laboratori grafici. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di faci-litare nei detenuti una riprogettazione della propria vita oltre l’esperienza del carcere. I laboratori realizzati hanno permesso loro di recuperare e rafforzare le proprie risorse interne ed esterne e di riconoscere i fattori di rischio che possono maggiormente influire sul successo del loro reinserimento sociale. Il principale limite dello studio è riconducibile al setting dell’intervento della Casa Circondariale, che si caratterizza per un alto turn over dei propri o-spiti.
Italiano
Cesana, M. L., Giordano, F., Boerchi, D., Rivolta, M., Castelli, C., Disegnare per ricostruire. Studio pilota sul riconoscimento delle risorse interne ed esterne dei detenuti in una Casa Circondariale, <<NARRARE I GRUPPI>>, 2015; (10(3)): 270-289 [http://hdl.handle.net/10807/70706]
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