Nel mondo globale e digitalizzato di oggi, sono saltati i confini che in passato separavano luoghi e settori, creando spazi aperti - trans-territoriali e trans-settoriali - in cui ci sono molte opportunità, ma anche molta confusione. Per rispondere a questo mutato contesto, occorre sempre più abilitare forme di intelligenza relazionale in grado di mettere in connessione chi è dotato di capacità (conoscenze, risorse finanziarie, competenze professionali, legami, macchine, prodotti materiali ecc.) con chi potrebbe usare utilmente quelle capacità per rispondere alle proprie esigenze o ai propri bisogni. L'intelligenza relazionale è, quindi, una risorsa connettiva che, nelle filiere globali e differenziate di oggi, ha sempre più valore, perché i collegamenti tra chi offre e chi domanda non sono più dati o scontati, ma vanno di volta in volta ripensati e costruiti anche a distanza, scegliendo tra una molteplicità di possibili soluzioni. Non è facile farlo in modo efficace e con un esito garantito, o per lo meno affidabile: questo crea lo spazio per investimenti cognitivi e strutture organizzate che mettono a disposizione l'intelligenza relazionale di cui c'è bisogno nelle filiere di oggi. In questo volume i ricercatori del T-Lab del CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario) hanno voluto affrontare questo tema di frontiera, attraverso l'analisi di una serie di casi di successo nell'uso creativo dell'intelligenza relazionale nelle diverse forme in cui questa può declinarsi. Ciò che emerge è la prospettiva di una economia dei servizi che - grazie all'investimento in intelligenza relazionale - costruisce trame flessibili e abilita un'ingegnosità collettiva, capaci di sfruttare il crescente potenziale che il contesto complesso in cui si muovono le organizzazioni e gli individui può offrire.

Rullani, E., Sebastiani, R., Corsaro, D., Mele, C., Intelligenza relazionale. Nuove idee per l'economia dei servizi, Franco Angeli, Milano 2015: 186 [http://hdl.handle.net/10807/69926]

Intelligenza relazionale. Nuove idee per l'economia dei servizi

Sebastiani, Roberta;Corsaro, Daniela;
2015

Abstract

Nel mondo globale e digitalizzato di oggi, sono saltati i confini che in passato separavano luoghi e settori, creando spazi aperti - trans-territoriali e trans-settoriali - in cui ci sono molte opportunità, ma anche molta confusione. Per rispondere a questo mutato contesto, occorre sempre più abilitare forme di intelligenza relazionale in grado di mettere in connessione chi è dotato di capacità (conoscenze, risorse finanziarie, competenze professionali, legami, macchine, prodotti materiali ecc.) con chi potrebbe usare utilmente quelle capacità per rispondere alle proprie esigenze o ai propri bisogni. L'intelligenza relazionale è, quindi, una risorsa connettiva che, nelle filiere globali e differenziate di oggi, ha sempre più valore, perché i collegamenti tra chi offre e chi domanda non sono più dati o scontati, ma vanno di volta in volta ripensati e costruiti anche a distanza, scegliendo tra una molteplicità di possibili soluzioni. Non è facile farlo in modo efficace e con un esito garantito, o per lo meno affidabile: questo crea lo spazio per investimenti cognitivi e strutture organizzate che mettono a disposizione l'intelligenza relazionale di cui c'è bisogno nelle filiere di oggi. In questo volume i ricercatori del T-Lab del CFMT (Centro di Formazione Management del Terziario) hanno voluto affrontare questo tema di frontiera, attraverso l'analisi di una serie di casi di successo nell'uso creativo dell'intelligenza relazionale nelle diverse forme in cui questa può declinarsi. Ciò che emerge è la prospettiva di una economia dei servizi che - grazie all'investimento in intelligenza relazionale - costruisce trame flessibili e abilita un'ingegnosità collettiva, capaci di sfruttare il crescente potenziale che il contesto complesso in cui si muovono le organizzazioni e gli individui può offrire.
Italiano
Monografia o trattato scientifico
Franco Angeli
Rullani, E., Sebastiani, R., Corsaro, D., Mele, C., Intelligenza relazionale. Nuove idee per l'economia dei servizi, Franco Angeli, Milano 2015: 186 [http://hdl.handle.net/10807/69926]
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