Nel presente contributo verrà descritto un intervento che utilizza tecniche fotografiche in attività trattamentali rivolte a soggetti in condizione di detenzione, attività le cui finalità sono la risocializzazione e la rieducazione del reo. Scopo dell'intervento è favorire lo sviluppo dell'in-telligenza emotiva (IE), intesa come la capacità di comprendere e riconoscere i propri e gli al-trui stati emotivi; essa infatti è associata in letteratura ad una riduzione della recidiva e ad un aumentato benessere dei soggetti reclusi. A tal fine sono utilizzate tecniche fotografiche che costituiscono uno strumento in grado di superare barriere linguistico-culturali ed eventuali resi-stenze individuali per far emergere contenuti simbolici connessi a stati emotivi, credenze o per-cezioni. L'intervento descritto prevede incontri di gruppo, una tipologia di setting che diviene possibile strumento di apprendimento, riflessione sul sé, oltre che luogo di confronto e possibile crescita personale. La struttura degli incontri è tale da perseguire sia l'obiettivo generale (sviluppo dell'IE) che o-biettivi più specifici, calibrati su differenti categorie di detenuti. Ad esempio, favorire il reinse-rimento dopo la detenzione in caso di pene medio/brevi, piuttosto che l’accettazione della pe-na e l’adattamento alla vita carceraria, nel caso di pene più lunghe. Il contributo si chiude con un’apertura sulle possibili modalità di valutazione di tale intervento, al fine di giungere alla formulazione di un protocollo generalizzabile e applicabile a differenti contesti

Saita, E., Accordini, M., Fenaroli, V., Immagini dietro le sbarre: l’utilizzo della fotografia per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei detenuti, <<NARRARE I GRUPPI>>, 2015; 2015 (10): 292-305 [http://hdl.handle.net/10807/69302]

Immagini dietro le sbarre: l’utilizzo della fotografia per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei detenuti

Saita;Emanuela; Accordini;Monica; Fenaroli
2015

Abstract

Nel presente contributo verrà descritto un intervento che utilizza tecniche fotografiche in attività trattamentali rivolte a soggetti in condizione di detenzione, attività le cui finalità sono la risocializzazione e la rieducazione del reo. Scopo dell'intervento è favorire lo sviluppo dell'in-telligenza emotiva (IE), intesa come la capacità di comprendere e riconoscere i propri e gli al-trui stati emotivi; essa infatti è associata in letteratura ad una riduzione della recidiva e ad un aumentato benessere dei soggetti reclusi. A tal fine sono utilizzate tecniche fotografiche che costituiscono uno strumento in grado di superare barriere linguistico-culturali ed eventuali resi-stenze individuali per far emergere contenuti simbolici connessi a stati emotivi, credenze o per-cezioni. L'intervento descritto prevede incontri di gruppo, una tipologia di setting che diviene possibile strumento di apprendimento, riflessione sul sé, oltre che luogo di confronto e possibile crescita personale. La struttura degli incontri è tale da perseguire sia l'obiettivo generale (sviluppo dell'IE) che o-biettivi più specifici, calibrati su differenti categorie di detenuti. Ad esempio, favorire il reinse-rimento dopo la detenzione in caso di pene medio/brevi, piuttosto che l’accettazione della pe-na e l’adattamento alla vita carceraria, nel caso di pene più lunghe. Il contributo si chiude con un’apertura sulle possibili modalità di valutazione di tale intervento, al fine di giungere alla formulazione di un protocollo generalizzabile e applicabile a differenti contesti
Italiano
Saita, E., Accordini, M., Fenaroli, V., Immagini dietro le sbarre: l’utilizzo della fotografia per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei detenuti, <<NARRARE I GRUPPI>>, 2015; 2015 (10): 292-305 [http://hdl.handle.net/10807/69302]
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