Social media intelligence (SOCMINT, Omand et al., 2012), is the youngest component of the intelligence cycle, that is focused on the collection and analysis of information produced and exchanged through social media. However, despite SOCMINT value is recognised, analysts quite often criticise the lack of a strategy, a doctrine or best practices on the use of this specific instrument. The dynamic change of the environment characterising the social media domain, makes necessary a flexible approach, that is able to adapt to technological changes and their utilisation culture as well. It is in fact shared the position according to which a defined prototype of the use of this discipline does not exist, it needs, instead, to be asked the following questions: Which is the platform supporting the conversation? Which is the nature of the interaction? What is the research object? Demands that, thanks to their answers, define the instrumental nature of the subject, that may not avoid a wider vision, integrating the process of developing a detailed analysis of the information gathered with a sociological framing, through a synthetic effort DALLA SOCMINT ALLA DIGITAL HUMINT 103 that we define as DIGITAL HUMINT, fruitful union between the HUMINT practice, primary constituent, since its very origin, of the intelligence cycle and the approach connected to social media sources. Within this note, some peculiarities related to both of the domains will be discussed, with the aim of underlining the choice’s motivation, and the usefulness of adopting a holistic vision of formerly independent instruments within a new framework, DIGITAL HUMINT again.

La Social media intelligence, o SOCMINT come è stata definita (Omand et al., 2012), è la più recente componente del ciclo di intelligence che si concentra sulla raccolta e l’analisi delle informazioni che vengono prodotte e scambiate attraverso i social media. A ogni modo, sebbene il potenziale della SOCMINT si riconosciuto, gli analisti e i professionisti di intelligence spesso criticano l’assenza di una strategia, di una dottrina o di pratiche assodate sull’utilizzo di questo strumento di analisi. Il cambiamento dinamico del panorama che caratterizza l’ambito legato ai social media rende infatti necessario un approccio flessibile, in grado di adattarsi sia ai cambiamenti tecnologici che alla cultura legata all’utilizzo degli stessi. È infatti condivisa la posizione secondo cui non esista un prototipo definito di utilizzo di questa disciplina che deve invece rivolgersi le seguenti domande: su quale piattaforma sta avendo luogo la conversazione? Qual è la natura dell’interazione? Qual è l’oggetto della ricerca? Domande che, attraverso le loro risposte, definiscono la natura strumentale della disciplina che non può prescindere da una visione più ampia, che coniughi il processo di analisi puntale delle informazioni con una contestualizzazione sociologica attraverso un processo sintetico che abbiamo definito DIGITAL HUMINT, connubio fruttuoso tra la pratica della Humint (Human Intelligence), parte costituente a pieno titolo e sin dalla sua origine del ciclo di intelligence, e l’approccio legato alle nuove fonti social.

Lombardi, M., Burato, A., Maiolino, M., From SOCMINT to Digital Humint. Re-frame the use of social media within the Intelligent Cycle., <<SICUREZZA, TERRORISMO E SOCIETÀ>>, 2015; 1 (Dicembre): 95-107 [http://hdl.handle.net/10807/69298]

From SOCMINT to Digital Humint. Re-frame the use of social media within the Intelligent Cycle.

Lombardi;Marco; Burato;
2015

Abstract

La Social media intelligence, o SOCMINT come è stata definita (Omand et al., 2012), è la più recente componente del ciclo di intelligence che si concentra sulla raccolta e l’analisi delle informazioni che vengono prodotte e scambiate attraverso i social media. A ogni modo, sebbene il potenziale della SOCMINT si riconosciuto, gli analisti e i professionisti di intelligence spesso criticano l’assenza di una strategia, di una dottrina o di pratiche assodate sull’utilizzo di questo strumento di analisi. Il cambiamento dinamico del panorama che caratterizza l’ambito legato ai social media rende infatti necessario un approccio flessibile, in grado di adattarsi sia ai cambiamenti tecnologici che alla cultura legata all’utilizzo degli stessi. È infatti condivisa la posizione secondo cui non esista un prototipo definito di utilizzo di questa disciplina che deve invece rivolgersi le seguenti domande: su quale piattaforma sta avendo luogo la conversazione? Qual è la natura dell’interazione? Qual è l’oggetto della ricerca? Domande che, attraverso le loro risposte, definiscono la natura strumentale della disciplina che non può prescindere da una visione più ampia, che coniughi il processo di analisi puntale delle informazioni con una contestualizzazione sociologica attraverso un processo sintetico che abbiamo definito DIGITAL HUMINT, connubio fruttuoso tra la pratica della Humint (Human Intelligence), parte costituente a pieno titolo e sin dalla sua origine del ciclo di intelligence, e l’approccio legato alle nuove fonti social.
Inglese
Italiano
Lombardi, M., Burato, A., Maiolino, M., From SOCMINT to Digital Humint. Re-frame the use of social media within the Intelligent Cycle., <<SICUREZZA, TERRORISMO E SOCIETÀ>>, 2015; 1 (Dicembre): 95-107 [http://hdl.handle.net/10807/69298]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10807/69298
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact