The meaning of the myth does not lie in its illusory origin, but in its reception. In Blumenberg’s hermeneutics of myth the research concerning the origin moves rather towards the individuation of its historical task, that is the question about its function and its incidence of its recurrent tale in every historical period. The myth is an inexhaustible reserve of sense to which is possible to draw without impoverishing it. It produces sense every time one draw to it in order to build the actuality. The western culture has traditionally opposed myth and logos, depicting the history as a progressive enlightenment of reality, but the opposition between myth and logos is only a false alternative, because myth and logos are two moments of the same reality. Every myth has been rework by logos and the logos itself has been nourished by the myth. The continuous and never-ended research of sense corresponds to the human reflexion on the impossibility of being its own God.

Il significato del mito non sta nella sua origine illusoria, ma nella sua ricezione. Nell’ermeneutica mitica di Blumenberg la ricerca sull’origine del mito resta sospesa a favore dell’individuazione del suo compito storico, ovvero quale potrebbe essere in ogni epoca la sua funzione, l’incidenza del suo racconto ripetuto. Il mito è una riserva di senso inesauribile a cui si può attingere senza depauperarlo: esso produce senso ogni volta che se ne prende la forma per configurare la realtà. La cultura occidentale ha contrapposto il mito al logos raffigurando la storia come una illuminazione progressiva della realtà, ma quella tra mito e logos è solo una falsa alternativa, poiché mito e logos sono due momenti di una medesima realtà. Ogni mito è stato rielaborato dal logos e lo stesso logos si è formato ed è stato alimentato dal mito. La progressiva ricerca del senso, la sua sempre mancata presa definitiva di possesso equivale alla riflessione dell’uomo sull’impossibilità di essere il proprio Dio.

Marassi, M., Blumenberg. La ragione del mito, <<ITINERA>>, 2015; 5 (9): 80-94 [http://hdl.handle.net/10807/68970]

Blumenberg. La ragione del mito

Marassi, Massimo
2015

Abstract

Il significato del mito non sta nella sua origine illusoria, ma nella sua ricezione. Nell’ermeneutica mitica di Blumenberg la ricerca sull’origine del mito resta sospesa a favore dell’individuazione del suo compito storico, ovvero quale potrebbe essere in ogni epoca la sua funzione, l’incidenza del suo racconto ripetuto. Il mito è una riserva di senso inesauribile a cui si può attingere senza depauperarlo: esso produce senso ogni volta che se ne prende la forma per configurare la realtà. La cultura occidentale ha contrapposto il mito al logos raffigurando la storia come una illuminazione progressiva della realtà, ma quella tra mito e logos è solo una falsa alternativa, poiché mito e logos sono due momenti di una medesima realtà. Ogni mito è stato rielaborato dal logos e lo stesso logos si è formato ed è stato alimentato dal mito. La progressiva ricerca del senso, la sua sempre mancata presa definitiva di possesso equivale alla riflessione dell’uomo sull’impossibilità di essere il proprio Dio.
Italiano
Marassi, M., Blumenberg. La ragione del mito, <<ITINERA>>, 2015; 5 (9): 80-94 [http://hdl.handle.net/10807/68970]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10807/68970
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact