Over the past years, many scholars have advocated the need to overtake the impunity granted to self-launderers under article 648-bis of the Italian Criminal Code. This position originated from the impossibility to find a rationale for such provision. More recently, the discussion on this topic expanded well beyond the academic circles to become a core issue in every political debate on criminal law: self-laundering was presented as a crucial instrument to duly prosecute some of the most serious crimes. From this new perspective, the debate lost clarity of thought, to the point that the crime introduced last December raises a number of interpretative issues. This essay analyzes some of the potentially critical aspects of the new crime, focusing on its scope and on the connections with the crime of money laundering.

Da più parti si avvertiva la necessità di un ripensamento del cosiddetto “privilegio di autoriciclaggio”, non riconoscendo più un valido fondamento dommatico alla clausola di riserva prevista dall’art. 648-bis c.p. Nei tempi più recenti, il tema aveva smesso di interessare solo gli studiosi del diritto penale ed era divenuto una sorta di tòpos del dibattito politico, presentato come strumento indefettibile di contrasto alle forme più allarmanti di criminalità. In tale contesto, l’analisi ha perso di lucidità e si è arrivati all’introduzione di una fattispecie di reato che solleva non poche criticità interpretative. Il contributo, analizzando una serie di profili potenzialmente problematici, si sofferma, in particolare, sul perimetro del nuovo art. 648-ter.1 c.p. e sulle difficoltà di coordinamento con la fattispecie madre.

Dell'osso, A. M., Il reato di autoriciclaggio: la politica criminale cede il passo a esigenze mediatiche e investigative, <<RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE>>, 2015; (2): 797-817 [http://hdl.handle.net/10807/67813]

Il reato di autoriciclaggio: la politica criminale cede il passo a esigenze mediatiche e investigative

Dell'Osso, Alain Maria
2015

Abstract

Da più parti si avvertiva la necessità di un ripensamento del cosiddetto “privilegio di autoriciclaggio”, non riconoscendo più un valido fondamento dommatico alla clausola di riserva prevista dall’art. 648-bis c.p. Nei tempi più recenti, il tema aveva smesso di interessare solo gli studiosi del diritto penale ed era divenuto una sorta di tòpos del dibattito politico, presentato come strumento indefettibile di contrasto alle forme più allarmanti di criminalità. In tale contesto, l’analisi ha perso di lucidità e si è arrivati all’introduzione di una fattispecie di reato che solleva non poche criticità interpretative. Il contributo, analizzando una serie di profili potenzialmente problematici, si sofferma, in particolare, sul perimetro del nuovo art. 648-ter.1 c.p. e sulle difficoltà di coordinamento con la fattispecie madre.
Italiano
Dell'osso, A. M., Il reato di autoriciclaggio: la politica criminale cede il passo a esigenze mediatiche e investigative, <<RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE>>, 2015; (2): 797-817 [http://hdl.handle.net/10807/67813]
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