Il rapporto tra tossicodipendenza e reato è stato esplorato in numerosi studi, molti dei quali concettualizzano tale relazione in termini di causalità lineare. Ricerche più recenti, qualitativamente orientate, hanno invece evidenziato la complessità di questo rapporto, con un focus specifico sui diversi percorsi di vita (pathways). A tale prospettiva si ispira il presente lavoro, finalizzato allo studio dell’esperienza vissuta di droga e reato su un campione di 25 detenuti tossicodipendenti, di età compresa tra i 26 e i 68 anni, intervistati in carcere. Le interviste semistrutturate sono state appositamente predisposte con un approccio narrativo, vale a dire incoraggiando i partecipanti a raccontare la propria storia con particolare riferimento al consumo di droga e al reato. La cornice teorica e metodologica di riferimento è quella fenomenologico-ermeneutica e l’analisi testuale delle trascrizioni delle interviste è stata effettuata secondo il metodo descritto da Lindseth e Norberg (2004). Tali analisi hanno consentito d’individuare alcuni nuclei tematici caratterizzanti le storie di vita degli intervistati: un’infanzia difficile in famiglie multiproblematiche e in contesti sociali devianti; un primo utilizzo occasionale di sostanze in ambito ricreativo (ad esempio in discoteca), privilegiando l’ecstasy o la cocaina come droghe di elezione; il piacere provocato dall’assunzione della sostanza quale potente incentivo a passare da un uso occasionale all’utilizzo regolare. Sono stati poi evidenziati tre pathways caratterizzanti il passaggio dall’abuso (utilizzo regolare) alla dipendenza: "narcisistico" (utilizzo incontrollato di cocaina per sentirsi potenti e senza limiti), "post-traumatico" (drammatico incremento dell’uso di sostanze a seguito di un trauma, con finalità autodistruttiva) e "anestetico" (poliabuso di sostanze per alleviare il dolore fisico e psicologico). Il secondo e il terzo pathway sono risultati maggiormente associati alla necessità di commettere reati per “sostenere” economicamente la tossicodipendenza. I tre pathways vengono infine interpretati alla luce di alcune concettualizzazioni psiconeurobiologiche convalidate in letteratura (Salvini e Faccio, 2002).

Facchin, F., Margola, D., Droga e reato: uno studio fenomenologico-ermeneutico su detenuti tossicodipendenti, Abstract de <<XI Congresso Nazionale della S.I.P.Sa - Società Italiana Psicologia della Salute>>, (Catania, 28-30 May 2015 ), Bonanno Editore, Catania 2015: 67-68 [http://hdl.handle.net/10807/67329]

Droga e reato: uno studio fenomenologico-ermeneutico su detenuti tossicodipendenti

Facchin, Federica;Margola, Davide
2015

Abstract

Il rapporto tra tossicodipendenza e reato è stato esplorato in numerosi studi, molti dei quali concettualizzano tale relazione in termini di causalità lineare. Ricerche più recenti, qualitativamente orientate, hanno invece evidenziato la complessità di questo rapporto, con un focus specifico sui diversi percorsi di vita (pathways). A tale prospettiva si ispira il presente lavoro, finalizzato allo studio dell’esperienza vissuta di droga e reato su un campione di 25 detenuti tossicodipendenti, di età compresa tra i 26 e i 68 anni, intervistati in carcere. Le interviste semistrutturate sono state appositamente predisposte con un approccio narrativo, vale a dire incoraggiando i partecipanti a raccontare la propria storia con particolare riferimento al consumo di droga e al reato. La cornice teorica e metodologica di riferimento è quella fenomenologico-ermeneutica e l’analisi testuale delle trascrizioni delle interviste è stata effettuata secondo il metodo descritto da Lindseth e Norberg (2004). Tali analisi hanno consentito d’individuare alcuni nuclei tematici caratterizzanti le storie di vita degli intervistati: un’infanzia difficile in famiglie multiproblematiche e in contesti sociali devianti; un primo utilizzo occasionale di sostanze in ambito ricreativo (ad esempio in discoteca), privilegiando l’ecstasy o la cocaina come droghe di elezione; il piacere provocato dall’assunzione della sostanza quale potente incentivo a passare da un uso occasionale all’utilizzo regolare. Sono stati poi evidenziati tre pathways caratterizzanti il passaggio dall’abuso (utilizzo regolare) alla dipendenza: "narcisistico" (utilizzo incontrollato di cocaina per sentirsi potenti e senza limiti), "post-traumatico" (drammatico incremento dell’uso di sostanze a seguito di un trauma, con finalità autodistruttiva) e "anestetico" (poliabuso di sostanze per alleviare il dolore fisico e psicologico). Il secondo e il terzo pathway sono risultati maggiormente associati alla necessità di commettere reati per “sostenere” economicamente la tossicodipendenza. I tre pathways vengono infine interpretati alla luce di alcune concettualizzazioni psiconeurobiologiche convalidate in letteratura (Salvini e Faccio, 2002).
Italiano
Psicologia della salute e salute della psicologia. Atti del XI Congresso Nazionale della S.I.P.Sa - Società Italiana Psicologia della Salute Catania, 28-30 maggio 2015
XI Congresso Nazionale della S.I.P.Sa - Società Italiana Psicologia della Salute
Catania
28-mag-2015
30-mag-2015
978-88-631-8008-4
Facchin, F., Margola, D., Droga e reato: uno studio fenomenologico-ermeneutico su detenuti tossicodipendenti, Abstract de <<XI Congresso Nazionale della S.I.P.Sa - Società Italiana Psicologia della Salute>>, (Catania, 28-30 May 2015 ), Bonanno Editore, Catania 2015: 67-68 [http://hdl.handle.net/10807/67329]
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