La ricostruzione della storia filologica della Vita dell’umile Servo di Dio Benedetto Giacobini Proposto di Varallo, e Vicario generale della Valle di Sesia, biografia muratoriana del 1747, è assai complessa, come testimoniano gli ultimi lavori aggiornati sul testo a cura di Angelo Stoppa (1977) e Anna Burlini Calapaj (1994). I manoscritti di diverse mani ed autori e gli spostamenti archivistici si intrecciano contribuendo, loro malgrado, a complicare una storia già di per sé intricata. Nonostante queste difficoltà, il censimento e lo studio filologico e linguistico di questo materiale preparatorio, attualmente in atto, stanno restituendo un quadro assai ricco di spunti per la riflessione sull’usus scribendi e sul metodo compositivo del Muratori, ma anche sulla lingua corrente del tempo. La perdita di dati registrati su supporti deperiti, come i microfilm, ma anche le nuove acquisizioni archivistiche mai catalogate e i cambi di registrazione bibliografica mi hanno spinto a ricercare e definire un regesto aggiornato dei documenti manoscritti relativi a quest’opera e a proporre alcune iniziali osservazioni relative ai contenuti di alcuni di questi, nella loro relazione con il testo principale. Le mie osservazioni saranno divise in due articoli distinti, in quanto il materiale è corposo e in corso di studio. In questo primo intervento mi occuperò dei documenti custoditi a Modena e Novara, mentre nel successivo concluderò con le osservazioni relative a Borgomanero e gli archivi parrocchiali di Cressa e Varallo.

Polita, M., La vita dell’umile Servo di Dio Benedetto Giacobini, regesto e note filologiche, <<MURATORIANA ONLINE>>, 2013; (n/a): 27-61 [http://hdl.handle.net/10807/66409]

La vita dell’umile Servo di Dio Benedetto Giacobini, regesto e note filologiche

Polita, Maria
2013

Abstract

La ricostruzione della storia filologica della Vita dell’umile Servo di Dio Benedetto Giacobini Proposto di Varallo, e Vicario generale della Valle di Sesia, biografia muratoriana del 1747, è assai complessa, come testimoniano gli ultimi lavori aggiornati sul testo a cura di Angelo Stoppa (1977) e Anna Burlini Calapaj (1994). I manoscritti di diverse mani ed autori e gli spostamenti archivistici si intrecciano contribuendo, loro malgrado, a complicare una storia già di per sé intricata. Nonostante queste difficoltà, il censimento e lo studio filologico e linguistico di questo materiale preparatorio, attualmente in atto, stanno restituendo un quadro assai ricco di spunti per la riflessione sull’usus scribendi e sul metodo compositivo del Muratori, ma anche sulla lingua corrente del tempo. La perdita di dati registrati su supporti deperiti, come i microfilm, ma anche le nuove acquisizioni archivistiche mai catalogate e i cambi di registrazione bibliografica mi hanno spinto a ricercare e definire un regesto aggiornato dei documenti manoscritti relativi a quest’opera e a proporre alcune iniziali osservazioni relative ai contenuti di alcuni di questi, nella loro relazione con il testo principale. Le mie osservazioni saranno divise in due articoli distinti, in quanto il materiale è corposo e in corso di studio. In questo primo intervento mi occuperò dei documenti custoditi a Modena e Novara, mentre nel successivo concluderò con le osservazioni relative a Borgomanero e gli archivi parrocchiali di Cressa e Varallo.
Italiano
Polita, M., La vita dell’umile Servo di Dio Benedetto Giacobini, regesto e note filologiche, <<MURATORIANA ONLINE>>, 2013; (n/a): 27-61 [http://hdl.handle.net/10807/66409]
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