In seguito ad un incidente stradale, un giovane subisce gravi lesioni e deve essere costantemente assistito. La madre decide pertanto di lasciare il lavoro per prendersi cura del figlio. Oltre ad una profonda sofferenza interiore, la donna ha subito un evidente sconvolgimento della propria vita. Il problema che si pone nel caso in questione è quello della prova del pregiudizio sofferto. La Suprema Corte accorda il risarcimento richiesto dalla madre e motiva la propria decisione evidenziando la possibilità di dimostrare il danno non patrimoniale attraverso tutti i mezzi di prova. In quest’ottica, il danno, adeguatamente allegato, può essere infatti provato attraverso il ricorso alle presunzioni. In particolare, si approfondiscono tre profili: i rapporti tra danno biologico e le altre voci di danno non patrimoniale, il problema della prova del danno non patrimoniale da lesione dello stretto congiunto e, infine, la distinzione tra pregiudizi non patrimoniali in presenza o in assenza di reato. Quest’ultima distinzione risulta però superflua: la madre avrebbe ugualmente ottenuto il risarcimento del danno, pur in assenza di reato, in seguito alla lesione dei diritti inviolabili della famiglia, tutelati dagli artt. 2, 29 e 30 Cost.

Tuccari, E., La prova del pregiudizio non patrimoniale attraverso le presunzioni, <<LA NUOVA GIURISPRUDENZA CIVILE COMMENTATA>>, 2011; (Ottobre): 1012-1022 [http://hdl.handle.net/10807/65517]

La prova del pregiudizio non patrimoniale attraverso le presunzioni

Tuccari, Emanuele
2011

Abstract

In seguito ad un incidente stradale, un giovane subisce gravi lesioni e deve essere costantemente assistito. La madre decide pertanto di lasciare il lavoro per prendersi cura del figlio. Oltre ad una profonda sofferenza interiore, la donna ha subito un evidente sconvolgimento della propria vita. Il problema che si pone nel caso in questione è quello della prova del pregiudizio sofferto. La Suprema Corte accorda il risarcimento richiesto dalla madre e motiva la propria decisione evidenziando la possibilità di dimostrare il danno non patrimoniale attraverso tutti i mezzi di prova. In quest’ottica, il danno, adeguatamente allegato, può essere infatti provato attraverso il ricorso alle presunzioni. In particolare, si approfondiscono tre profili: i rapporti tra danno biologico e le altre voci di danno non patrimoniale, il problema della prova del danno non patrimoniale da lesione dello stretto congiunto e, infine, la distinzione tra pregiudizi non patrimoniali in presenza o in assenza di reato. Quest’ultima distinzione risulta però superflua: la madre avrebbe ugualmente ottenuto il risarcimento del danno, pur in assenza di reato, in seguito alla lesione dei diritti inviolabili della famiglia, tutelati dagli artt. 2, 29 e 30 Cost.
Italiano
Tuccari, E., La prova del pregiudizio non patrimoniale attraverso le presunzioni, <<LA NUOVA GIURISPRUDENZA CIVILE COMMENTATA>>, 2011; (Ottobre): 1012-1022 [http://hdl.handle.net/10807/65517]
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