This note to judgement examines in a critical way the provisory measure issued by the Court of Rome (August 8th, 2014) on a case of mistaken embryos, occurred while two couples were undergoing homologous in vitro fertilization. While the Court assumes that under the laws in force the woman who gave birth to the twins is entitled to be recognized as the mother, the A. holds that in this case the legal system shows a regulatory gap, to be filled through a general principle. Having argued the impossibility of proving that the criterion of childbirth prevails over the genetic one, and vice versa, in order to identify motherhood, the author consequently proposes to solve the case by granting the status of legal mother at the same time to the woman who gave birth to the children and to the one to whom the genetic contribution refers.

La nota esamina criticamente l’ordinanza cautelare del Tribunale di Roma 8 agosto 2014, relativa ad un caso di scambio di embrioni verificatosi nel corso della sottoposizione da parte di due coppie a tecniche di PMA omologa in vitro. Mentre il Tribunale assume che secondo l’ordinamento vigente la maternità spetti alla donna che ha partorito i gemelli, l’autore ritiene che si sia in presenza di una lacuna normativa, da colmare attraverso un principio generale dell’ordinamento. Dopo aver argomentato l’impossibilità di dimostrare la prevalenza tanto del criterio del parto quanto di quello genetico nell’identificazione della maternità, propone conseguentemente di risolvere il caso riconoscendo lo status di madre sia alla donna che ha partorito che a quella alla quale è riferibile il contributo genetico.

Renda, A., Lo scambio di embrioni e il dilemma della maternità divisa, <<DIRITTO DELLE SUCCESSIONI E DELLA FAMIGLIA>>, 2015; (1): 206-243 [http://hdl.handle.net/10807/65432]

Lo scambio di embrioni e il dilemma della maternità divisa

Renda, Andrea
2015

Abstract

La nota esamina criticamente l’ordinanza cautelare del Tribunale di Roma 8 agosto 2014, relativa ad un caso di scambio di embrioni verificatosi nel corso della sottoposizione da parte di due coppie a tecniche di PMA omologa in vitro. Mentre il Tribunale assume che secondo l’ordinamento vigente la maternità spetti alla donna che ha partorito i gemelli, l’autore ritiene che si sia in presenza di una lacuna normativa, da colmare attraverso un principio generale dell’ordinamento. Dopo aver argomentato l’impossibilità di dimostrare la prevalenza tanto del criterio del parto quanto di quello genetico nell’identificazione della maternità, propone conseguentemente di risolvere il caso riconoscendo lo status di madre sia alla donna che ha partorito che a quella alla quale è riferibile il contributo genetico.
Italiano
Renda, A., Lo scambio di embrioni e il dilemma della maternità divisa, <<DIRITTO DELLE SUCCESSIONI E DELLA FAMIGLIA>>, 2015; (1): 206-243 [http://hdl.handle.net/10807/65432]
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