INDICE. I. Cenni introduttivi al Pascoli cripto-poeta, nonché interprete reticente, dissimulatore e depistante del simbolico «mazzolin di rose e di viole» dionisiache di Leopardi, poeta che, secondo il Pascoli lettore del "Sabato del villaggio", «dissimula»; I.1. Il poeta «non s’impanca a dir tutto, a dichiarar tutto, a spiegar tutto, come un cicerone che parlasse in versi; ma lascia che il lettore pensi e trovi da sé, dopo avergli messo innanzi quanto basta a capire»: il Pascoli cripto-poeta reo confesso nell’autocommento della poesia "Il 21 di aprile" / "XI Kal. Maias" (15 ottobre 1895); I. 2. L’intermezzo sulla vista a raggi X del poeta-ierofante, che illumina le «parvenze velate» e le «essenze celate», nella disquisizione reticente, dissimulatrice e depistante sulle rose e viole del secondo paragrafo dell’articolo "Il sabato del villaggio" (29 marzo 1896); II. Sulle tracce del Pascoli cripto-interprete del simbolico «mazzolin di rose e di viole» dionisiache di Leopardi. Fonti greche delle rose e viole dissimulate nei testi pascoliani sia prima, sia dopo la conferenza leopardiana del 24 marzo 1896: ΣΛΟΩΝ (aprile 1895), "Crisantemi" (12 febbraio 1896), "Dalle tombe egizie. Bacchylides [I]" (25 dicembre 1897), "Digitale purpurea" (20 marzo 1898) e "Il fanciullino" (1903); II.1. Qualche considerazione sul Pascoli cripto-interprete, nei propri versi, del «mazzolin di rose e di viole» di Leopardi e qualche accenno alle rose e viole cripto-dionisiache di Carducci; III. Il Pascoli cripto-interprete del "Sabato del villaggio" nelle lezioni accademiche bolognesi; III.1. La reticenza di Kóré («La donzelletta») e della «festa […] grave» nella “Lezione terza” sul "Sabato del villaggio" dell’a.a. 1905-6; III.2. Verso la soluzione della notazione pascoliana sulle «viole di marzo» che non sarebbero potute stare assieme alle «rose di maggio» in uno stesso «mazzolin»: la reticenza dell’"Idillio XI" di Teocrito nella “Lezione nona” su "A Silvia" dell’a.a. 1907-8; IV. «E gigli bianchi ti porterei, / o teneri papaveri dai rossi petali. / Ma questi fioriscono d’estate, quelli d’inverno, / e così non potrei portarteli tutti assieme». Le argomentazioni del Polifemo di Teocrito ("Idilli", XI, 56-9) riecheggiate dal Pascoli fiorista pedante, critico circa l’abbinamento leopardiano delle «viole di marzo» con le «rose di maggio» (e un accenno all’equivalenza rose+viole=fiori tramandata dai "Deipnosofisti" di Ateneo); IV.1. Dal mazzo di fiori “sbagliati” di Teocrito a quello di Leopardi, passando attraverso le egloghe II e IX di Virgilio; IV.2. La “donzelletta” («κópιoν») di Teocrito XI, 60, destinataria di un mazzo di fiori dall’abbinamento stagionalmente “sbagliato”, e quella di Leopardi, dal «mazzolin» di fiori dall’abbinamento, secondo Pascoli, parimenti stagionalmente “sbagliato”

Villa, A. I., ANGELA IDA VILLA, Sul Pascoli cripto-interprete di Leopardi. La memoria del mazzo floreale del Polifemo dell’Idillio XI di Teocrito nelle notazioni reticenti, dissimulatrici e depistanti circa l’abbinamento “sbagliato” delle «viole di marzo» con le «rose di maggio» nel «mazzolin» del Sabato del villaggio, <<OTTO-NOVECENTO>>, 2014; 2014 (3): 5-62 [http://hdl.handle.net/10807/65209]

ANGELA IDA VILLA, Sul Pascoli cripto-interprete di Leopardi. La memoria del mazzo floreale del Polifemo dell’Idillio XI di Teocrito nelle notazioni reticenti, dissimulatrici e depistanti circa l’abbinamento “sbagliato” delle «viole di marzo» con le «rose di maggio» nel «mazzolin» del Sabato del villaggio

Villa, Angela Ida
2014

Abstract

INDICE. I. Cenni introduttivi al Pascoli cripto-poeta, nonché interprete reticente, dissimulatore e depistante del simbolico «mazzolin di rose e di viole» dionisiache di Leopardi, poeta che, secondo il Pascoli lettore del "Sabato del villaggio", «dissimula»; I.1. Il poeta «non s’impanca a dir tutto, a dichiarar tutto, a spiegar tutto, come un cicerone che parlasse in versi; ma lascia che il lettore pensi e trovi da sé, dopo avergli messo innanzi quanto basta a capire»: il Pascoli cripto-poeta reo confesso nell’autocommento della poesia "Il 21 di aprile" / "XI Kal. Maias" (15 ottobre 1895); I. 2. L’intermezzo sulla vista a raggi X del poeta-ierofante, che illumina le «parvenze velate» e le «essenze celate», nella disquisizione reticente, dissimulatrice e depistante sulle rose e viole del secondo paragrafo dell’articolo "Il sabato del villaggio" (29 marzo 1896); II. Sulle tracce del Pascoli cripto-interprete del simbolico «mazzolin di rose e di viole» dionisiache di Leopardi. Fonti greche delle rose e viole dissimulate nei testi pascoliani sia prima, sia dopo la conferenza leopardiana del 24 marzo 1896: ΣΛΟΩΝ (aprile 1895), "Crisantemi" (12 febbraio 1896), "Dalle tombe egizie. Bacchylides [I]" (25 dicembre 1897), "Digitale purpurea" (20 marzo 1898) e "Il fanciullino" (1903); II.1. Qualche considerazione sul Pascoli cripto-interprete, nei propri versi, del «mazzolin di rose e di viole» di Leopardi e qualche accenno alle rose e viole cripto-dionisiache di Carducci; III. Il Pascoli cripto-interprete del "Sabato del villaggio" nelle lezioni accademiche bolognesi; III.1. La reticenza di Kóré («La donzelletta») e della «festa […] grave» nella “Lezione terza” sul "Sabato del villaggio" dell’a.a. 1905-6; III.2. Verso la soluzione della notazione pascoliana sulle «viole di marzo» che non sarebbero potute stare assieme alle «rose di maggio» in uno stesso «mazzolin»: la reticenza dell’"Idillio XI" di Teocrito nella “Lezione nona” su "A Silvia" dell’a.a. 1907-8; IV. «E gigli bianchi ti porterei, / o teneri papaveri dai rossi petali. / Ma questi fioriscono d’estate, quelli d’inverno, / e così non potrei portarteli tutti assieme». Le argomentazioni del Polifemo di Teocrito ("Idilli", XI, 56-9) riecheggiate dal Pascoli fiorista pedante, critico circa l’abbinamento leopardiano delle «viole di marzo» con le «rose di maggio» (e un accenno all’equivalenza rose+viole=fiori tramandata dai "Deipnosofisti" di Ateneo); IV.1. Dal mazzo di fiori “sbagliati” di Teocrito a quello di Leopardi, passando attraverso le egloghe II e IX di Virgilio; IV.2. La “donzelletta” («κópιoν») di Teocrito XI, 60, destinataria di un mazzo di fiori dall’abbinamento stagionalmente “sbagliato”, e quella di Leopardi, dal «mazzolin» di fiori dall’abbinamento, secondo Pascoli, parimenti stagionalmente “sbagliato”
Italiano
Villa, A. I., ANGELA IDA VILLA, Sul Pascoli cripto-interprete di Leopardi. La memoria del mazzo floreale del Polifemo dell’Idillio XI di Teocrito nelle notazioni reticenti, dissimulatrici e depistanti circa l’abbinamento “sbagliato” delle «viole di marzo» con le «rose di maggio» nel «mazzolin» del Sabato del villaggio, <<OTTO-NOVECENTO>>, 2014; 2014 (3): 5-62 [http://hdl.handle.net/10807/65209]
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Descrizione: A.I.VILLA, Sul Pascoli cripto-interprete di Leopardi_La memoria del mazzo floreale
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