Il contributo e´incentrato su una fase poco indagata della fortuna critica alfieriana in Germania. Protagonisti di questa ondata di mediazione (1800-1805) sono due letterati: Friedrich Buchholz, che predilige tematiche politico-sociologiche, si dedica prevalentemente ai trattati di Alfieri; Philipp Joseph Rehfues, invece, con piu´ spiccato approccio letterario, ne promuove, da Livorno, il teatro tragico. Buchholz e´ protagonista del giornalismo berlinese, nonche´ acceso sostenitore del bonapartismo. Il suo impegno a promuovere l´opera di Alfieri trova il principale riscontro nella traduzione di "Del principe e delle lettere" ("Der Fürst und die Wissenschaften"), rimasta pero´ inedita e pubblicata solo di recente (2011). Quale collaboratore di autorevoli periodici dell´epoca ("Eunomia", "Europäische Annalen") si e´ altresi´ applicato, con alcuni saggi, al pensiero politico dell´Astigiano. Pur prendendo le distanze dal pensiero di un aristocratico in veste repubblicana, e´ attratto dalle sue pungenti osservazioni sul rapporto tra letterati e potere; ne condivide l´afflato ideale che lo spinge a opporsi a ogni forma di limitazione alla liberta´ dello scrittore. L´analisi degli scritti, e l´ausilio di nuove fonti, recano nuovi elementi alla tesi che il romanzo, pubblicato anonimo con il goethiano titolo "Bekenntnisse einer schönen Seele" (1806), sia da attribuirsi a Buchholz: nella terza parte, il ritratto di Alfieri ricalca in un gioco intertestuale le osservazioni contenute nei saggi.

Dilk, E. Y., "Comunque vada, l´opera di Alfieri si stampera´". Friedrich Buchholz e il "Del principe e delle lettere", <<GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA>>, 2012; CLXXXIX (626): 221-235 [http://hdl.handle.net/10807/57402]

"Comunque vada, l´opera di Alfieri si stampera´". Friedrich Buchholz e il "Del principe e delle lettere"

Dilk, Enrica Yvonne
2012

Abstract

Il contributo e´incentrato su una fase poco indagata della fortuna critica alfieriana in Germania. Protagonisti di questa ondata di mediazione (1800-1805) sono due letterati: Friedrich Buchholz, che predilige tematiche politico-sociologiche, si dedica prevalentemente ai trattati di Alfieri; Philipp Joseph Rehfues, invece, con piu´ spiccato approccio letterario, ne promuove, da Livorno, il teatro tragico. Buchholz e´ protagonista del giornalismo berlinese, nonche´ acceso sostenitore del bonapartismo. Il suo impegno a promuovere l´opera di Alfieri trova il principale riscontro nella traduzione di "Del principe e delle lettere" ("Der Fürst und die Wissenschaften"), rimasta pero´ inedita e pubblicata solo di recente (2011). Quale collaboratore di autorevoli periodici dell´epoca ("Eunomia", "Europäische Annalen") si e´ altresi´ applicato, con alcuni saggi, al pensiero politico dell´Astigiano. Pur prendendo le distanze dal pensiero di un aristocratico in veste repubblicana, e´ attratto dalle sue pungenti osservazioni sul rapporto tra letterati e potere; ne condivide l´afflato ideale che lo spinge a opporsi a ogni forma di limitazione alla liberta´ dello scrittore. L´analisi degli scritti, e l´ausilio di nuove fonti, recano nuovi elementi alla tesi che il romanzo, pubblicato anonimo con il goethiano titolo "Bekenntnisse einer schönen Seele" (1806), sia da attribuirsi a Buchholz: nella terza parte, il ritratto di Alfieri ricalca in un gioco intertestuale le osservazioni contenute nei saggi.
2012
Italiano
Dilk, E. Y., "Comunque vada, l´opera di Alfieri si stampera´". Friedrich Buchholz e il "Del principe e delle lettere", <<GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA>>, 2012; CLXXXIX (626): 221-235 [http://hdl.handle.net/10807/57402]
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