In the last decades agricolture has undergone deep changes that had strong effects on the environment. Agriculture has been intensified in some areas, while in others has been abandoned. The environment has been influenced by the interaction of social, economic and demographic changes, together with climatic modifications.Intensive agriculture requires an increasing attention for the phytosanitary management, taking into account its environmental impact after the overuse of chemicals in the late sixties of the last century. The control of pests and diseases is now mainly organized in the frame of Integrated Production (IP), that has lead to an impressive reduction of both the load of chemical pollution and pest pressure. In this situation, wild animals, such as wild boars and roes, increase their populations, causing damages to the crops, especially in hilly and mountain areas, that are mostly uncultivated. The phytosanitary situation of many crops is continuously changed following the introduction of pests from other continents: Scaphoideus titanus, Diabrotica virgifera virgifera, Metcalfa pruinosa, Dryocosmus kuriphilus, Tuta absoluta, are new pests for grape, corn, chestnut and tomato; another arthropod is an American crayfish and among vertebrates coypu is widespread. The urbanization of rural areas makes the waste problem worst. Many bird species living in the urban areas move easily to cause damage to agricultural production.

Negli ultimi decenni l’agricoltura è stata caratterizzata da profondi cambiamenti che hanno avuto rilevanti conseguenze sull’ambiente. All’intensificazione produttiva di alcune aree si è accompagnato un sostanziale abbandono di ampie zone collinari e montane. Cause sociali, economiche e demografiche hanno agito congiuntamente sull’ambiente con effetti complessi. A questi si sono aggiunti quelli sempre più evidenti del cambiamento climatico. Il progresso delle tecniche agricole verso sistemi più intensivi ha acutizzato la problematica della difesa antiparassitaria che, dopo un periodo di abuso dei mezzi chimici, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, ha reso necessario un ripensamento sulle strategie da adottare e una maggiore attenzione alle ripercussioni ambientali del processo produttivo. Il miglioramento della difesa antiparassitaria ha poi coinvolto l’intero processo produttivo in agricoltura giungendo alla situazione attuale in cui l’applicazione delle strategie di produzione integrata si è ampiamente estesa. Gli effetti positivi derivanti dall’uso razionale dei mezzi chimici dotati di basso potere di contaminazione dell’ambiente sono progressivamente apparsi evidenti. Le problematiche fitosanitarie si sono in molti casi ridimensionate, sicché i rischi per la salute degli operatori agricoli sono sensibilmente diminuiti, ma ci sono state anche altre vistose conseguenze. Nelle zone in cui l’agricoltura è più intensiva è aumentata la fauna selvatica tanto da creare, in alcune circostanze, danni alle coltivazioni. Contemporaneamente le colline e le montagne, sempre meno coltivate, sono state occupate da specie quali il cinghiale e il capriolo che hanno spesso rapporti difficili con le attività agricole e forestali. Un capitolo sempre più ricco è poi rappresentato da specie accidentalmente introdotte da altri continenti. Oltre a varie specie di insetti che stanno modificando il quadro fitosanitario di colture importanti quali vite, mais, pomodoro e castagno, per le quali si possono citare: Scaphoideus titanus, Diabrotica virgifera virgifera, Metcalfa pruinosa, Dryocosmus kuriphilus, Tuta absoluta, meritano di essere ricordati tra gli Artropodi alcuni gamberi di origine americana e tra i Vertebrati la nutria. Il loro impatto sull’agricoltura e sull’ambiente è importante ma non sempre adeguatamente considerato. Da ultimo si segnala una progressiva urbanizzazione delle campagne e l’elevata produzione di rifiuti. Le specie, particolarmente di uccelli, che frequentano le aree urbane mantengono contatti con le campagne e spesso provocano danni rilevanti all’agricoltura. La complessità delle situazioni evidenziate richiama l’attenzione sull’importanza di avviare studi interdisciplinari per seguire l’evoluzione dei cambiamenti ambientali, spesso molto rapidi, le cui cause sono spesso molteplici e difficili da individuare.

Cravedi, P., Molinari, F., Mazzoni, E., Effetti dei cambiamenti ambientali sulla fauna selvatica e sull'entomofauna dei sistemi agricoli e forestali, <<ITALIAN JOURNAL OF AGRONOMY>>, 2010; 2010 (supplemento 4): 23-27 [http://hdl.handle.net/10807/5326]

Effetti dei cambiamenti ambientali sulla fauna selvatica e sull'entomofauna dei sistemi agricoli e forestali

Cravedi, Piero;Molinari, Fabio;Mazzoni, Emanuele
2010

Abstract

Negli ultimi decenni l’agricoltura è stata caratterizzata da profondi cambiamenti che hanno avuto rilevanti conseguenze sull’ambiente. All’intensificazione produttiva di alcune aree si è accompagnato un sostanziale abbandono di ampie zone collinari e montane. Cause sociali, economiche e demografiche hanno agito congiuntamente sull’ambiente con effetti complessi. A questi si sono aggiunti quelli sempre più evidenti del cambiamento climatico. Il progresso delle tecniche agricole verso sistemi più intensivi ha acutizzato la problematica della difesa antiparassitaria che, dopo un periodo di abuso dei mezzi chimici, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, ha reso necessario un ripensamento sulle strategie da adottare e una maggiore attenzione alle ripercussioni ambientali del processo produttivo. Il miglioramento della difesa antiparassitaria ha poi coinvolto l’intero processo produttivo in agricoltura giungendo alla situazione attuale in cui l’applicazione delle strategie di produzione integrata si è ampiamente estesa. Gli effetti positivi derivanti dall’uso razionale dei mezzi chimici dotati di basso potere di contaminazione dell’ambiente sono progressivamente apparsi evidenti. Le problematiche fitosanitarie si sono in molti casi ridimensionate, sicché i rischi per la salute degli operatori agricoli sono sensibilmente diminuiti, ma ci sono state anche altre vistose conseguenze. Nelle zone in cui l’agricoltura è più intensiva è aumentata la fauna selvatica tanto da creare, in alcune circostanze, danni alle coltivazioni. Contemporaneamente le colline e le montagne, sempre meno coltivate, sono state occupate da specie quali il cinghiale e il capriolo che hanno spesso rapporti difficili con le attività agricole e forestali. Un capitolo sempre più ricco è poi rappresentato da specie accidentalmente introdotte da altri continenti. Oltre a varie specie di insetti che stanno modificando il quadro fitosanitario di colture importanti quali vite, mais, pomodoro e castagno, per le quali si possono citare: Scaphoideus titanus, Diabrotica virgifera virgifera, Metcalfa pruinosa, Dryocosmus kuriphilus, Tuta absoluta, meritano di essere ricordati tra gli Artropodi alcuni gamberi di origine americana e tra i Vertebrati la nutria. Il loro impatto sull’agricoltura e sull’ambiente è importante ma non sempre adeguatamente considerato. Da ultimo si segnala una progressiva urbanizzazione delle campagne e l’elevata produzione di rifiuti. Le specie, particolarmente di uccelli, che frequentano le aree urbane mantengono contatti con le campagne e spesso provocano danni rilevanti all’agricoltura. La complessità delle situazioni evidenziate richiama l’attenzione sull’importanza di avviare studi interdisciplinari per seguire l’evoluzione dei cambiamenti ambientali, spesso molto rapidi, le cui cause sono spesso molteplici e difficili da individuare.
ita
http://www.agronomy.it/index.php/agro/article/view/ija.2010.s4/229
Cravedi, P., Molinari, F., Mazzoni, E., Effetti dei cambiamenti ambientali sulla fauna selvatica e sull'entomofauna dei sistemi agricoli e forestali, <>, 2010; 2010 (supplemento 4): 23-27 [http://hdl.handle.net/10807/5326]
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