Il capitolo analizza il legame di lungo periodo tra Monti di Pietà, Banche di Credito Cooperativo (BCC) e capitale sociale nei comuni italiani. L’ipotesi è che le istituzioni creditizie promosse dalla predicazione francescana nel Quattrocento abbiano consolidato pratiche di cooperazione, fiducia e solidarietà, favorendo il radicamento del credito mutualistico. La ricerca combina un dataset sulla fondazione dei Monti, sugli itinerari dei predicatori e sui terremoti con informazioni sulla distribuzione delle BCC e su indicatori contemporanei di capitale sociale. Questi ultimi comprendono densità delle associazioni non profit, occupazione nel settore e pagamento del canone televisivo, utilizzato come misura di civismo. Per affrontare l’endogeneità della presenza dei Monti, l’analisi adotta una strategia a variabili strumentali basata sull’interazione tra predicazione francescana ed eventi sismici precedenti. Il meccanismo ipotizzato è che lo shock collettivo accresca la ricettività alla mobilitazione religiosa, facilitando la costituzione di istituzioni comunitarie di credito. I risultati mostrano che la predicazione favorisce la fondazione dei Monti e che la loro presenza storica è associata a livelli più elevati di partecipazione associativa e occupazione non profit. Emerge inoltre un legame positivo con la successiva diffusione delle filiali BCC. Un ulteriore esercizio collega la presenza delle banche cooperative a maggiori livelli di capitale sociale, pur senza consentire una piena interpretazione causale. Il contributo propone una continuità culturale e funzionale tra istituzioni storicamente distinte, evidenziando il ruolo della mobilitazione religiosa nell’innovazione istituzionale. I risultati richiedono cautela per i limiti delle fonti storiche, la sensibilità delle stime e la minore forza degli strumenti nell’analisi finale.
Rossignoli, D., Marconi, C., Dai Monti di Pietà al Credito Cooperativo: l’impatto sul capitale sociale in un’analisi di lungo periodo, in Maria Carmen Mazzili, M. C. M. (ed.), Monti di Pietà, Monti Dotali, Monti Frumentari. Le radici storiche della finanza cooperativa e del credito civile, Ecra srl, Roma 2026: 15- 52 [https://hdl.handle.net/10807/349536]
Dai Monti di Pietà al Credito Cooperativo: l’impatto sul capitale sociale in un’analisi di lungo periodo
Rossignoli, Domenico
Primo
;Marconi, CostanzaSecondo
2026
Abstract
Il capitolo analizza il legame di lungo periodo tra Monti di Pietà, Banche di Credito Cooperativo (BCC) e capitale sociale nei comuni italiani. L’ipotesi è che le istituzioni creditizie promosse dalla predicazione francescana nel Quattrocento abbiano consolidato pratiche di cooperazione, fiducia e solidarietà, favorendo il radicamento del credito mutualistico. La ricerca combina un dataset sulla fondazione dei Monti, sugli itinerari dei predicatori e sui terremoti con informazioni sulla distribuzione delle BCC e su indicatori contemporanei di capitale sociale. Questi ultimi comprendono densità delle associazioni non profit, occupazione nel settore e pagamento del canone televisivo, utilizzato come misura di civismo. Per affrontare l’endogeneità della presenza dei Monti, l’analisi adotta una strategia a variabili strumentali basata sull’interazione tra predicazione francescana ed eventi sismici precedenti. Il meccanismo ipotizzato è che lo shock collettivo accresca la ricettività alla mobilitazione religiosa, facilitando la costituzione di istituzioni comunitarie di credito. I risultati mostrano che la predicazione favorisce la fondazione dei Monti e che la loro presenza storica è associata a livelli più elevati di partecipazione associativa e occupazione non profit. Emerge inoltre un legame positivo con la successiva diffusione delle filiali BCC. Un ulteriore esercizio collega la presenza delle banche cooperative a maggiori livelli di capitale sociale, pur senza consentire una piena interpretazione causale. Il contributo propone una continuità culturale e funzionale tra istituzioni storicamente distinte, evidenziando il ruolo della mobilitazione religiosa nell’innovazione istituzionale. I risultati richiedono cautela per i limiti delle fonti storiche, la sensibilità delle stime e la minore forza degli strumenti nell’analisi finale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



