Il presente studio offre una riflessione sull’interrelazione tra protezione degli azionisti, strutture di ownership e capacità degli investitori di far sentire la propria voce, con particolare riferimento all’esperienza italiana e in una prospettiva di lungo periodo, guardando a dati storici che partono dal 1978. Il caso italiano è emblematico per comprendere come l’equilibrio tra diritti di voto, composizione dell’azionariato e qualità della regolamentazione possa influenzare in modo sostanziale il comportamento dei diversi attori della governance. La tradizionale presenza di assetti azionari concentrati e l’ampio ricorso a meccanismi di rafforzamento del controllo hanno storicamente determinato una sensibile separazione tra proprietà economica e potere decisionale, configurando un contesto in cui i benefici privati del controllo assumono un ruolo centrale. Ciò conduce ad interrogarsi sulla reale capacità degli investitori di incidere in sistemi dove il controllo è storicamente concentrato e dove le scelte normative e/o statutarie possono rafforzare o indebolire la loro influenza.
Belcredi, M., Rigamonti, S., Voci squillanti e voci afone: assetti azionari e regole del gioco, <<RIVISTA DELLE SOCIETÀ>>, 2026; 71 (1-2): 236-255 [https://hdl.handle.net/10807/349397]
Voci squillanti e voci afone: assetti azionari e regole del gioco
Belcredi, Massimo;Rigamonti, Silvia
2026
Abstract
Il presente studio offre una riflessione sull’interrelazione tra protezione degli azionisti, strutture di ownership e capacità degli investitori di far sentire la propria voce, con particolare riferimento all’esperienza italiana e in una prospettiva di lungo periodo, guardando a dati storici che partono dal 1978. Il caso italiano è emblematico per comprendere come l’equilibrio tra diritti di voto, composizione dell’azionariato e qualità della regolamentazione possa influenzare in modo sostanziale il comportamento dei diversi attori della governance. La tradizionale presenza di assetti azionari concentrati e l’ampio ricorso a meccanismi di rafforzamento del controllo hanno storicamente determinato una sensibile separazione tra proprietà economica e potere decisionale, configurando un contesto in cui i benefici privati del controllo assumono un ruolo centrale. Ciò conduce ad interrogarsi sulla reale capacità degli investitori di incidere in sistemi dove il controllo è storicamente concentrato e dove le scelte normative e/o statutarie possono rafforzare o indebolire la loro influenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



