I sistemi di pagamento Buy Now, Pay Later (BNPL) stanno cambiando il rapportodei consumatori con il debito. Acquistare in tre o quattro rate senza interessi nonviene più vissuto necessariamente come segnale di una mancanza di liquidità, macome uno strumento ordinario di gestione delle spese. Il credito non si presentacome un prestito, ma come una scelta al momento del pagamento. Il debito passacosì dall’essere associato a una necessità economica, talvolta a una diffi coltà,all’essere parte dell’esperienza d’acquisto. La trasformazione digitale dei pagamentiha reso possibile questo passaggio. App, wallet, siti di e-commerce e pagamentiintegrati hanno ridotto le frizioni che un tempo separavano l’acquisto dalfi nanziamento. Non si entra in banca, non si compila una richiesta formale: siselezione un’opzione. Questa semplicità spiega la popolarità del “paga in tre rate”,soprattutto tra Millennials e GenZ, cresciuti in un ambiente digitale in cuicomprare, pagare, iscriversi a un servizio o modifi care un abbonamento avviene inpochi clic. In questo contesto, distribuire una spesa nel tempo può apparire unaforma di gestione del denario e non una scelta eccezionale. Il “paga in tre rate”, proprio per la sua immediatezza, riduce lo stigma sociale delcredito perché lo separa dall’immagine tradizionale del prestito. Non dice “nonposso permettermelo”, ma “preferisco gestire in modo diverso il mio denaro”. Nonaccompagna poi soltanto grandi acquisti, come accadeva per molte formetradizionali di credito al consumo. Si inserisce invece in spese più frequenti legate amoda, elettronica, design, cosmetici, viaggi e servizi. In questo modo la micro-rateizzazione diventa una praticaordinaria. Un’indagine su consumi, alfabetizzazione fi nanziaria e BNPL condotto su 305rispondenti della GenZ e Millenials residenti nel Nord Italia, conferma questanormalizzazione. Il servizio è ampiamente conosciuto: quasi nove persone su diecidichiarano di averne sentito parlare o di aver visto comparire l’opzione al momentodell’acquisto. Più di una su tre, tra chi ha fatto almeno un acquisto onlinenell’ultimo anno, lo ha utilizzato almeno una volta. Ancora più rilevante è ilcomportamento successivo: chi lo prova tende a riutilizzarlo, segno che larateizzazione digitale non resta un’esperienza isolata, ma può diventareun’abitudine. Questa trasformazione produce benefi ci evidenti. Per i consumatori può offrirefl essibilità nella gestione delle uscite; per i commercianti può ridurre l’abbandonodel carrello. Ma la stessa facilità che rende il BNPL attraente ne costituisce anche ilprincipale rischio. Se il credito appare come un semplice pulsante, la percezionedell’impegno fi nanziario può attenuarsi. Il rischio non è necessariamente il grandeindebitamento immediato, ma l’accumulo di micro-obblighi diffi cili da percepirenel loro insieme. Questo aspetto è particolarmente importante perché l’utilizzo delBNPL non sembra dipendere soltanto dal livello di alfabetizzazione fi nanziaria. Iconsumatori con competenze diverse possono usare il servizio in modo simile.Spesso ciò che conta è l’esperienza digitale dove a fare la differenza sono messaggirassicuranti, processi rapidi, assenza apparente di costi, integrazione nel momentodell’acquisto. In altre parole, la piattaforma non si limita a offrire un servizio ma neorienta la percezione. Non è la prima volta che il digitale modifi ca il rapporto deiconsumatori con i mezzi di pagamento. I siti di e-commerce e le piattaforme distreaming, avevano abituato gli utenti a registrare online la propria carta di credito,contribuendo ad aumentare la fi ducia in un gesto che in passato poteva generarediffi denza. Il BNPL compie un passaggio ulteriore: mostra come il digitale nonabbia cambiato soltanto gli strumenti di pagamento, ma anche il signifi cato socialedel debito. Lo rende meno visibile, più accettabile, più integrato nella quotidianità.La sua forza sta proprio nella normalità con cui si presenta: non comefi nanziamento, ma come una modalità tra le altre per concludere un acquisto. Ladigitalizzazione dei pagamenti non si limita quindi a innovare gli strumentidisponibili, ma contribuisce a cambiare il modo in cui alcune pratiche economichevengono percepite, accettate e integrate nell’esperienza di consumo.

Manzo, C., Pagare in tre rate: l’e-commerce toglie lo stigmadel debito, <<IL SOLE 24 ORE>>, 2026-09-05 [https://hdl.handle.net/10807/346086]

Pagare in tre rate: l’e-commerce toglie lo stigmadel debito

Manzo, Cecilia
2026

Abstract

I sistemi di pagamento Buy Now, Pay Later (BNPL) stanno cambiando il rapportodei consumatori con il debito. Acquistare in tre o quattro rate senza interessi nonviene più vissuto necessariamente come segnale di una mancanza di liquidità, macome uno strumento ordinario di gestione delle spese. Il credito non si presentacome un prestito, ma come una scelta al momento del pagamento. Il debito passacosì dall’essere associato a una necessità economica, talvolta a una diffi coltà,all’essere parte dell’esperienza d’acquisto. La trasformazione digitale dei pagamentiha reso possibile questo passaggio. App, wallet, siti di e-commerce e pagamentiintegrati hanno ridotto le frizioni che un tempo separavano l’acquisto dalfi nanziamento. Non si entra in banca, non si compila una richiesta formale: siselezione un’opzione. Questa semplicità spiega la popolarità del “paga in tre rate”,soprattutto tra Millennials e GenZ, cresciuti in un ambiente digitale in cuicomprare, pagare, iscriversi a un servizio o modifi care un abbonamento avviene inpochi clic. In questo contesto, distribuire una spesa nel tempo può apparire unaforma di gestione del denario e non una scelta eccezionale. Il “paga in tre rate”, proprio per la sua immediatezza, riduce lo stigma sociale delcredito perché lo separa dall’immagine tradizionale del prestito. Non dice “nonposso permettermelo”, ma “preferisco gestire in modo diverso il mio denaro”. Nonaccompagna poi soltanto grandi acquisti, come accadeva per molte formetradizionali di credito al consumo. Si inserisce invece in spese più frequenti legate amoda, elettronica, design, cosmetici, viaggi e servizi. In questo modo la micro-rateizzazione diventa una praticaordinaria. Un’indagine su consumi, alfabetizzazione fi nanziaria e BNPL condotto su 305rispondenti della GenZ e Millenials residenti nel Nord Italia, conferma questanormalizzazione. Il servizio è ampiamente conosciuto: quasi nove persone su diecidichiarano di averne sentito parlare o di aver visto comparire l’opzione al momentodell’acquisto. Più di una su tre, tra chi ha fatto almeno un acquisto onlinenell’ultimo anno, lo ha utilizzato almeno una volta. Ancora più rilevante è ilcomportamento successivo: chi lo prova tende a riutilizzarlo, segno che larateizzazione digitale non resta un’esperienza isolata, ma può diventareun’abitudine. Questa trasformazione produce benefi ci evidenti. Per i consumatori può offrirefl essibilità nella gestione delle uscite; per i commercianti può ridurre l’abbandonodel carrello. Ma la stessa facilità che rende il BNPL attraente ne costituisce anche ilprincipale rischio. Se il credito appare come un semplice pulsante, la percezionedell’impegno fi nanziario può attenuarsi. Il rischio non è necessariamente il grandeindebitamento immediato, ma l’accumulo di micro-obblighi diffi cili da percepirenel loro insieme. Questo aspetto è particolarmente importante perché l’utilizzo delBNPL non sembra dipendere soltanto dal livello di alfabetizzazione fi nanziaria. Iconsumatori con competenze diverse possono usare il servizio in modo simile.Spesso ciò che conta è l’esperienza digitale dove a fare la differenza sono messaggirassicuranti, processi rapidi, assenza apparente di costi, integrazione nel momentodell’acquisto. In altre parole, la piattaforma non si limita a offrire un servizio ma neorienta la percezione. Non è la prima volta che il digitale modifi ca il rapporto deiconsumatori con i mezzi di pagamento. I siti di e-commerce e le piattaforme distreaming, avevano abituato gli utenti a registrare online la propria carta di credito,contribuendo ad aumentare la fi ducia in un gesto che in passato poteva generarediffi denza. Il BNPL compie un passaggio ulteriore: mostra come il digitale nonabbia cambiato soltanto gli strumenti di pagamento, ma anche il signifi cato socialedel debito. Lo rende meno visibile, più accettabile, più integrato nella quotidianità.La sua forza sta proprio nella normalità con cui si presenta: non comefi nanziamento, ma come una modalità tra le altre per concludere un acquisto. Ladigitalizzazione dei pagamenti non si limita quindi a innovare gli strumentidisponibili, ma contribuisce a cambiare il modo in cui alcune pratiche economichevengono percepite, accettate e integrate nell’esperienza di consumo.
Italiano
5-set-2026
Manzo, C., Pagare in tre rate: l’e-commerce toglie lo stigmadel debito, <<IL SOLE 24 ORE>>, 2026-09-05 [https://hdl.handle.net/10807/346086]
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