Il contributo presenta una ricerca qualitativa condotta nell’ambito di un progetto sperimentale per l’introduzione della pratica dell’advocacy professionale indipendente in un Centro diurno per bambini e ragazzi seguiti dai servizi di tutela minorile in Piemonte. Dopo un’iniziale introduzione sul concetto di advocacy a supporto della partecipazione delle persone di minore età ai processi decisionali, il paper presenta i risultati della ricerca che ha studiato il servizio sperimentale attraverso interviste agli operatori e un focus group con i ragazzi che hanno fruito del supporto del portavoce presso il Centro diurno. I risultati evidenziano che la presenza del portavoce indipendente favorisce l’espressione autentica dei bambini e dei ragazzi e migliora la qualità dei progetti educativi. Centrale risulta la costruzione di relazioni di fiducia, basate su riservatezza e indipendenza. Tuttavia, emergono criticità legate alla resistenza culturale degli adulti e alla necessità di un lavoro sistemico di sensibilizzazione. Si riflette infine sulle strategie utilizzate per fronteggiare tali fisiologiche difficoltà legate all’introduzione di una pratica partecipativa nel sistema di tutela minorile.
Calcaterra, V., Il visiting advocacy in un Centro Diurno per bambini e ragazzi. Analisi di una esperienza, <<STUDI E RICERCHE DI LAVORO SOCIALE>>, 2026; Vol. 3 (n. 1): 4-26. [doi:10.14605/SrLS312601] [https://hdl.handle.net/10807/343062]
Il visiting advocacy in un Centro Diurno per bambini e ragazzi. Analisi di una esperienza
Calcaterra, Valentina
2026
Abstract
Il contributo presenta una ricerca qualitativa condotta nell’ambito di un progetto sperimentale per l’introduzione della pratica dell’advocacy professionale indipendente in un Centro diurno per bambini e ragazzi seguiti dai servizi di tutela minorile in Piemonte. Dopo un’iniziale introduzione sul concetto di advocacy a supporto della partecipazione delle persone di minore età ai processi decisionali, il paper presenta i risultati della ricerca che ha studiato il servizio sperimentale attraverso interviste agli operatori e un focus group con i ragazzi che hanno fruito del supporto del portavoce presso il Centro diurno. I risultati evidenziano che la presenza del portavoce indipendente favorisce l’espressione autentica dei bambini e dei ragazzi e migliora la qualità dei progetti educativi. Centrale risulta la costruzione di relazioni di fiducia, basate su riservatezza e indipendenza. Tuttavia, emergono criticità legate alla resistenza culturale degli adulti e alla necessità di un lavoro sistemico di sensibilizzazione. Si riflette infine sulle strategie utilizzate per fronteggiare tali fisiologiche difficoltà legate all’introduzione di una pratica partecipativa nel sistema di tutela minorile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



