Un luogo peculiare per comprendere l’attuale tendenza mediale all’incorporazione, possibile attraverso una progressiva invisibilità e indossabilità, è rappresentato dal profumo. Si tratta di un’esperienza culturalmente progettata e codificata e quindi passibile di analisi nonostante la sua natura effimera. La presente ricerca analizza i tentativi storici di cattura mediale dell’universo olfattivo, che passano tanto attraverso la traduzione dell’odore in codici visivi quanto attraverso una vera e propria integrazione dell’olfatto all’interno del dispositivo. L’obiettivo è ricostruire un’archeologia del rapporto tra media e sensi inferiori. L’indagine si radicherà sull’analisi di testi audiovisivi (in particolare Black Narcissus di Powell e Pressurger, 1947, il cui senso viene letto a partire dal ruolo sotterraneo svolto in esso da un profumo commercializzato da Caron con lo stesso nome nel 1911) e sulla (quasi sempre fallimentare) storia dei dispositivi cinematografici odorosi (AromaRama, Smell-O-Vision, Odorama), confrontata con la relazione che i nuovi media instaurano con il regno olfattivo. Attraverso questi passaggi, si delineerà un preciso rapporto che l’olfatto intrattiene con i processi psichici legati alla rimozione, alla luce del quale viene letta l’utopia di un medium invisibile e indossabile.

Grossi, G. M., Invisibile e indossabile: il profumo come medium utopico, <<VISUAL CULTURE STUDIES>>, 2025; (8): 73-89 [https://hdl.handle.net/10807/341008]

Invisibile e indossabile: il profumo come medium utopico

Grossi, Giancarlo Maria
2025

Abstract

Un luogo peculiare per comprendere l’attuale tendenza mediale all’incorporazione, possibile attraverso una progressiva invisibilità e indossabilità, è rappresentato dal profumo. Si tratta di un’esperienza culturalmente progettata e codificata e quindi passibile di analisi nonostante la sua natura effimera. La presente ricerca analizza i tentativi storici di cattura mediale dell’universo olfattivo, che passano tanto attraverso la traduzione dell’odore in codici visivi quanto attraverso una vera e propria integrazione dell’olfatto all’interno del dispositivo. L’obiettivo è ricostruire un’archeologia del rapporto tra media e sensi inferiori. L’indagine si radicherà sull’analisi di testi audiovisivi (in particolare Black Narcissus di Powell e Pressurger, 1947, il cui senso viene letto a partire dal ruolo sotterraneo svolto in esso da un profumo commercializzato da Caron con lo stesso nome nel 1911) e sulla (quasi sempre fallimentare) storia dei dispositivi cinematografici odorosi (AromaRama, Smell-O-Vision, Odorama), confrontata con la relazione che i nuovi media instaurano con il regno olfattivo. Attraverso questi passaggi, si delineerà un preciso rapporto che l’olfatto intrattiene con i processi psichici legati alla rimozione, alla luce del quale viene letta l’utopia di un medium invisibile e indossabile.
2025
Italiano
Grossi, G. M., Invisibile e indossabile: il profumo come medium utopico, <<VISUAL CULTURE STUDIES>>, 2025; (8): 73-89 [https://hdl.handle.net/10807/341008]
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