Introduzione. Il conflitto armato tra Russia e Ucraina ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione locale, tra cui i professionisti della salute mentale, che vivono la complessità del fornire supporto psicologico in un contesto emergenziale. Nonostante ciò, diversi studi suggeriscono che molti operatori riescono a mantenere un funzionamento resiliente anche in contesti di guerra. Negli ultimi anni, la ricerca ha progressivamente superato una concezione statica e monodimensionale della resilienza, orientandosi verso modelli teorici che ne descrivono la natura dinamica e processuale. In questa cornice, risulta centrale l’identificazione dei meccanismi che sottendono il processo di adattamento resiliente, intesi come processi fondamentali che ne costituiscono l’architettura funzionale. La letteratura ha individuato diversi meccanismi potenzialmente rilevanti, tra cui la riformulazione cognitiva positiva (positive reframing), l’empowerment, il senso di agency, il processo di recovery e la presenza di relazioni significative di supporto. Tuttavia, rimane ancora poco chiaro quali tra questi assumano un ruolo cruciale nel sostenere la resilienza dei professionisti della salute mentale che operano in contesti di emergenza bellica. Alla luce di queste premesse, il presente studio ha inteso esplorare i processi di adattamento resiliente in un gruppo di Metodo. I partecipanti (N=190 donne perinatali statunitensi) hanno completato un questionario che ha rilevato: esperienze legate al COVID-19 (COVID-19-related experiences Questionnaire; Jiang et al., 2024), salute mentale (Center for Epidemiological Studies-Depression scale; Radloff, 1977; Generalized Anxiety Disorder Scale; Spitzer et al., 2006), autoefficacia materna (Self-Efficacy for Parenting Tasks Index-Toddler Scale; Coleman et al., 2003), ed eventi di vita (Life Events Measure; Shulman et al., 2018). Il supporto del partner e la presenza di Long-COVID sono stati valutati attraverso due quesiti ad hoc. Risultati. I sintomi ansiosi sono risultati associati sia alla presenza di Long-COVID (b=2.12, p=.008) sia a un minor supporto del partner (b=-.52, p=.035); sia i sintomi depressivi (b=-.01, p=.031) che quelli ansiosi (b=-.12, p=.000) sono risultati associati a una minore autoefficacia materna. Un numero maggiore di esperienze legate al COVID-19 nel peripartum si è associato a livelli più elevati di sintomi depressivi (b=.15, p=.000) e ansiosi (b=.07, p=.000) a lungo termine. Il Long-COVID ha amplificato tali associazioni (b=.14, p=.000, b=.18, p=.000, per depressione e ansia, rispettivamente), mentre il supporto del partner ha mostrato un effetto protettivo (b=.19, p=.000, b=.10, p=.000, per depressione e ansia, rispettivamente). L’autoefficacia materna ha attenuato l’associazione tra esperienze legate al COVID-19 e sintomi depressivi (b=.16, p=.000), ma non quella con sintomi ansiosi (b=-.01, p=ns). Discussione. I risultati evidenziano gli effetti duraturi della pandemia sulla salute mentale delle donne perinatali e il ruolo protettivo di fattori di resilienza, come il supporto del partner e l’autoefficacia materna, sottolineando l’importanza di interventi mirati a potenziare tali risorse modificabili.

Giordano, F., Zambelli, M., Tagliabue, S., Resilience in Mental Health Professionals in Ukraine: Understanding Mechanisms and Processes through Multilevel Network Psychometrics, Abstract de <<XXXVII CONGRESSO NAZIONALE AIP SEZIONE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE>>, (Udine, 15-17 September 2025 ), Forum Editrice Universitaria Udinese S.r.l., Udine 2025: 249-250 [https://hdl.handle.net/10807/340803]

Resilience in Mental Health Professionals in Ukraine: Understanding Mechanisms and Processes through Multilevel Network Psychometrics

Giordano, Francesca
Conceptualization
;
Zambelli, Michela
Methodology
;
Tagliabue, Semira
Formal Analysis
2025

Abstract

Introduzione. Il conflitto armato tra Russia e Ucraina ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione locale, tra cui i professionisti della salute mentale, che vivono la complessità del fornire supporto psicologico in un contesto emergenziale. Nonostante ciò, diversi studi suggeriscono che molti operatori riescono a mantenere un funzionamento resiliente anche in contesti di guerra. Negli ultimi anni, la ricerca ha progressivamente superato una concezione statica e monodimensionale della resilienza, orientandosi verso modelli teorici che ne descrivono la natura dinamica e processuale. In questa cornice, risulta centrale l’identificazione dei meccanismi che sottendono il processo di adattamento resiliente, intesi come processi fondamentali che ne costituiscono l’architettura funzionale. La letteratura ha individuato diversi meccanismi potenzialmente rilevanti, tra cui la riformulazione cognitiva positiva (positive reframing), l’empowerment, il senso di agency, il processo di recovery e la presenza di relazioni significative di supporto. Tuttavia, rimane ancora poco chiaro quali tra questi assumano un ruolo cruciale nel sostenere la resilienza dei professionisti della salute mentale che operano in contesti di emergenza bellica. Alla luce di queste premesse, il presente studio ha inteso esplorare i processi di adattamento resiliente in un gruppo di Metodo. I partecipanti (N=190 donne perinatali statunitensi) hanno completato un questionario che ha rilevato: esperienze legate al COVID-19 (COVID-19-related experiences Questionnaire; Jiang et al., 2024), salute mentale (Center for Epidemiological Studies-Depression scale; Radloff, 1977; Generalized Anxiety Disorder Scale; Spitzer et al., 2006), autoefficacia materna (Self-Efficacy for Parenting Tasks Index-Toddler Scale; Coleman et al., 2003), ed eventi di vita (Life Events Measure; Shulman et al., 2018). Il supporto del partner e la presenza di Long-COVID sono stati valutati attraverso due quesiti ad hoc. Risultati. I sintomi ansiosi sono risultati associati sia alla presenza di Long-COVID (b=2.12, p=.008) sia a un minor supporto del partner (b=-.52, p=.035); sia i sintomi depressivi (b=-.01, p=.031) che quelli ansiosi (b=-.12, p=.000) sono risultati associati a una minore autoefficacia materna. Un numero maggiore di esperienze legate al COVID-19 nel peripartum si è associato a livelli più elevati di sintomi depressivi (b=.15, p=.000) e ansiosi (b=.07, p=.000) a lungo termine. Il Long-COVID ha amplificato tali associazioni (b=.14, p=.000, b=.18, p=.000, per depressione e ansia, rispettivamente), mentre il supporto del partner ha mostrato un effetto protettivo (b=.19, p=.000, b=.10, p=.000, per depressione e ansia, rispettivamente). L’autoefficacia materna ha attenuato l’associazione tra esperienze legate al COVID-19 e sintomi depressivi (b=.16, p=.000), ma non quella con sintomi ansiosi (b=-.01, p=ns). Discussione. I risultati evidenziano gli effetti duraturi della pandemia sulla salute mentale delle donne perinatali e il ruolo protettivo di fattori di resilienza, come il supporto del partner e l’autoefficacia materna, sottolineando l’importanza di interventi mirati a potenziare tali risorse modificabili.
2025
Italiano
XXXVII CONGRESSO NAZIONALE AIP SEZIONE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE
XXXVII CONGRESSO NAZIONALE AIP SEZIONE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE
Udine
15-set-2025
17-set-2025
Forum Editrice Universitaria Udinese S.r.l.
Giordano, F., Zambelli, M., Tagliabue, S., Resilience in Mental Health Professionals in Ukraine: Understanding Mechanisms and Processes through Multilevel Network Psychometrics, Abstract de <<XXXVII CONGRESSO NAZIONALE AIP SEZIONE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE>>, (Udine, 15-17 September 2025 ), Forum Editrice Universitaria Udinese S.r.l., Udine 2025: 249-250 [https://hdl.handle.net/10807/340803]
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