Negli ultimi anni diversi studi a livello internazionale (Berger et al. 2011; Borgonovi & Pal, 2016; Govorova et al., 2020) hanno sottolineato la centralità dei concetti di benessere, partecipazione e cittadinanza attiva per il discorso pedagogico e didattico rivolto alla scuola, evidenziando come essi non solo siano tra loro intimamente legati, ma anche in stretta connessione con il grande tema degli apprendimenti e del successo scolastico (academic proficiency). Questo cambiamento di prospettiva è testimoniato dalle ultime prove OCSE-PISA (Borgonovi & Pál, 2016), che per la prima volta hanno integrato la valutazione degli apprendimenti con la rilevazione della percezione di benessere e della qualità del clima sociale della scuola – ritenute variabili centrali nell’influenzare la motivazione ad apprendere e, di conseguenza, anche la prestazione scolastica. La consapevolezza di questa circolarità virtuosa tra partecipazione, agency, benessere nella scuola e apprendimenti, che colloca l’esperienza scolastica in una cornice più ampia, olistica e multidimensionale rispetto a visioni riduzionistiche incentrate unicamente sugli outcome e la performance, emerge con grande chiarezza anche dalle voci degli studenti, oggi come in passato. Dall’analisi retrospettiva e critica tracciata dagli autori del presente contributo è possibile infatti cogliere un filo rosso che unisce le esperienze di ricerca di matrice Student Voice (Cook-Sather, 2020; Fielding, 2012) condotte dagli autori negli ultimi dieci anni e che hanno coinvolto gli studenti, in particolare di scuola superiore, quali informatori specifici sull’esperienza scolastica nel nostro Paese (Pastori, 2014; Mantovani & Pastori, 2015; Pastori, 2017; Pagani, Maiorano & Pastori, forthcoming). Emerge, in particolare, una continuità – tanto evidente quanto sconfortante – delle criticità rilevate dai giovani partecipanti nel tracciare un bilancio della loro esperienza nella scuola secondaria di II grado italiana: la prevalenza di un’idea depositaria di educazione, preoccupata di impartire nozioni e completare i programmi, e non di promuovere il pensiero critico e il ruolo attivo dei discenti nel processo di apprendimento; una scarsa attenzione alla dimensione sociale, relazionale, emotiva, aspetti ancora considerati semplici accessori e non intrinsecamente connessi alla dimensione cognitiva e intellettuale; una chiusura “sorda” nei confronti dei temi sociali e contemporanei che contribuisce ad avvalorare una percezione di scarsa significatività e di disconnessione con la vita degli studenti; un contesto poco “capacitante” rispetto a una crescita civile e di cittadinanza. In questo contributo si farà in particolare riferimento a due recenti ricerche qualitative, collocate entro il paradigma ecologico e dell’epistemologia fenomenologica (Denzin & Lincoln, 2011; Mortari, 2007) realizzate dagli autori con studenti di scuola secondaria di II grado in Lombardia: 1) La scuola in pandemia. La voce di studenti di scuola superiore, condotta a fine anno scolastico 2020-2021, che ha coinvolto 176 studenti di cinque scuole in focus group online e in presenza tra maggio e giugno 2021, sollecitandoli a riflettere sul significato attribuito al loro ultimo anno scolastico segnato dalla distanza e, in ottica costruttiva, ad avanzare proposte per migliorare la scuola in presenza; 2) Dall’occupazione alla partecipazione. Le riflessioni degli studenti per ripensare la scuola secondaria di II grado, condotta da marzo a giugno del 2022, che ha coinvolto 36 studenti di 10 scuole in una riflessione sul sistema scolastico a partire dall’esperienza di occupazione dei loro istituti che, in molti casi, ha dato luogo alla scrittura di manifesti per il cambiamento della scuola rivolti al mondo adulto (insegnanti, dirigenti e politici). In entrambi gli studi emerge con chiarezza come la pandemia da covid-19 abbia messo a nudo e talora esacerbato fragilità preesistenti del nostro sistema scolastico, rendendo ancora più evidente l’esigenza di un cambiamento profondo e sistemico, fortemente sentita anche dagli studenti. Quali sono le dimensioni centrali nel ripensamento della scuola per gli studenti? Quali esigenze esprimono e quali bi-sogni fondamentali non vedono corrisposti? E quali prospettive di cambiamento tracciano? I risultati mettono in luce come, per ridisegnare la scuola oltre l’emergenza, non ci si possa fermare unicamente a una riorganizzazione didattica, ma sia necessario ripensare e valorizzare la scuola come spazio di relazione e di costruzione di identità, palestra di cittadinanza attiva, luogo in cui benessere, partecipazione e apprendimento sono inscindibilmente legati. Non si tratta di questioni educative nuove, ma è interessante che siano gli studenti stessi a porle con lucidità. È affascinante altresì osservare quanto nelle loro parole, pur nella spontaneità e semplicità del lessico utilizzato, siano presenti nuclei esistenziali pedagogici e didattici formalizzati da grandi pensatori quali Dewey, Freire e Morin (Pastori, 2022; Pagani, Maiorano, & Pastori, forthcoming), e rintracciabili anche in cornici di riferimento nazionali e internazionali per l’educazione e i sistemi di istruzione (Consiglio d’Europa, 2016; UNESCO, 2018; Agenda 2030, ONU 2015). Gli studenti vogliono e possono dare un contributo significativo al dibattito pubblico sulla scuola, ancora spesso connotato da dicotomie che ai loro occhi appaiono superate (istruire vs educare, scuola della socialità vs scuola degli apprendimenti), e offrire indicazioni preziose per ripensare la scuola e la formazione degli insegnanti. In particolare, ci sembra centrale indagare quali siano le condizioni e i processi che consentono agli insegnanti di rileggere il proprio ruolo attraverso la prospettiva degli studenti e di esercitare una capacità di leadership in prospettiva democratica, in grado di promuovere contesti di collaborazione e di costruzione di un “contratto didattico ed educativo” condiviso ed esplicito che mobiliti il contributo attivo di entrambe le parti. In questa direzione, verranno presentate le riflessioni tratte da alcune esperienze pilota.

Pastori, G., Pagani, V., Maiorano, A., Brognoli, M., Student voice e formazione insegnanti. Ricerche e riflessioni in divenire, Abstract de <<Convegno "La ricerca educativa per la formazione degli insegnanti">>, (Perugia, 27-28 October 2022 ), Pensa MultiMedia Editore s.r.l., Perugia 2022: 168-169 [https://hdl.handle.net/10807/340670]

Student voice e formazione insegnanti. Ricerche e riflessioni in divenire

Brognoli, Matteo
Ultimo
2022

Abstract

Negli ultimi anni diversi studi a livello internazionale (Berger et al. 2011; Borgonovi & Pal, 2016; Govorova et al., 2020) hanno sottolineato la centralità dei concetti di benessere, partecipazione e cittadinanza attiva per il discorso pedagogico e didattico rivolto alla scuola, evidenziando come essi non solo siano tra loro intimamente legati, ma anche in stretta connessione con il grande tema degli apprendimenti e del successo scolastico (academic proficiency). Questo cambiamento di prospettiva è testimoniato dalle ultime prove OCSE-PISA (Borgonovi & Pál, 2016), che per la prima volta hanno integrato la valutazione degli apprendimenti con la rilevazione della percezione di benessere e della qualità del clima sociale della scuola – ritenute variabili centrali nell’influenzare la motivazione ad apprendere e, di conseguenza, anche la prestazione scolastica. La consapevolezza di questa circolarità virtuosa tra partecipazione, agency, benessere nella scuola e apprendimenti, che colloca l’esperienza scolastica in una cornice più ampia, olistica e multidimensionale rispetto a visioni riduzionistiche incentrate unicamente sugli outcome e la performance, emerge con grande chiarezza anche dalle voci degli studenti, oggi come in passato. Dall’analisi retrospettiva e critica tracciata dagli autori del presente contributo è possibile infatti cogliere un filo rosso che unisce le esperienze di ricerca di matrice Student Voice (Cook-Sather, 2020; Fielding, 2012) condotte dagli autori negli ultimi dieci anni e che hanno coinvolto gli studenti, in particolare di scuola superiore, quali informatori specifici sull’esperienza scolastica nel nostro Paese (Pastori, 2014; Mantovani & Pastori, 2015; Pastori, 2017; Pagani, Maiorano & Pastori, forthcoming). Emerge, in particolare, una continuità – tanto evidente quanto sconfortante – delle criticità rilevate dai giovani partecipanti nel tracciare un bilancio della loro esperienza nella scuola secondaria di II grado italiana: la prevalenza di un’idea depositaria di educazione, preoccupata di impartire nozioni e completare i programmi, e non di promuovere il pensiero critico e il ruolo attivo dei discenti nel processo di apprendimento; una scarsa attenzione alla dimensione sociale, relazionale, emotiva, aspetti ancora considerati semplici accessori e non intrinsecamente connessi alla dimensione cognitiva e intellettuale; una chiusura “sorda” nei confronti dei temi sociali e contemporanei che contribuisce ad avvalorare una percezione di scarsa significatività e di disconnessione con la vita degli studenti; un contesto poco “capacitante” rispetto a una crescita civile e di cittadinanza. In questo contributo si farà in particolare riferimento a due recenti ricerche qualitative, collocate entro il paradigma ecologico e dell’epistemologia fenomenologica (Denzin & Lincoln, 2011; Mortari, 2007) realizzate dagli autori con studenti di scuola secondaria di II grado in Lombardia: 1) La scuola in pandemia. La voce di studenti di scuola superiore, condotta a fine anno scolastico 2020-2021, che ha coinvolto 176 studenti di cinque scuole in focus group online e in presenza tra maggio e giugno 2021, sollecitandoli a riflettere sul significato attribuito al loro ultimo anno scolastico segnato dalla distanza e, in ottica costruttiva, ad avanzare proposte per migliorare la scuola in presenza; 2) Dall’occupazione alla partecipazione. Le riflessioni degli studenti per ripensare la scuola secondaria di II grado, condotta da marzo a giugno del 2022, che ha coinvolto 36 studenti di 10 scuole in una riflessione sul sistema scolastico a partire dall’esperienza di occupazione dei loro istituti che, in molti casi, ha dato luogo alla scrittura di manifesti per il cambiamento della scuola rivolti al mondo adulto (insegnanti, dirigenti e politici). In entrambi gli studi emerge con chiarezza come la pandemia da covid-19 abbia messo a nudo e talora esacerbato fragilità preesistenti del nostro sistema scolastico, rendendo ancora più evidente l’esigenza di un cambiamento profondo e sistemico, fortemente sentita anche dagli studenti. Quali sono le dimensioni centrali nel ripensamento della scuola per gli studenti? Quali esigenze esprimono e quali bi-sogni fondamentali non vedono corrisposti? E quali prospettive di cambiamento tracciano? I risultati mettono in luce come, per ridisegnare la scuola oltre l’emergenza, non ci si possa fermare unicamente a una riorganizzazione didattica, ma sia necessario ripensare e valorizzare la scuola come spazio di relazione e di costruzione di identità, palestra di cittadinanza attiva, luogo in cui benessere, partecipazione e apprendimento sono inscindibilmente legati. Non si tratta di questioni educative nuove, ma è interessante che siano gli studenti stessi a porle con lucidità. È affascinante altresì osservare quanto nelle loro parole, pur nella spontaneità e semplicità del lessico utilizzato, siano presenti nuclei esistenziali pedagogici e didattici formalizzati da grandi pensatori quali Dewey, Freire e Morin (Pastori, 2022; Pagani, Maiorano, & Pastori, forthcoming), e rintracciabili anche in cornici di riferimento nazionali e internazionali per l’educazione e i sistemi di istruzione (Consiglio d’Europa, 2016; UNESCO, 2018; Agenda 2030, ONU 2015). Gli studenti vogliono e possono dare un contributo significativo al dibattito pubblico sulla scuola, ancora spesso connotato da dicotomie che ai loro occhi appaiono superate (istruire vs educare, scuola della socialità vs scuola degli apprendimenti), e offrire indicazioni preziose per ripensare la scuola e la formazione degli insegnanti. In particolare, ci sembra centrale indagare quali siano le condizioni e i processi che consentono agli insegnanti di rileggere il proprio ruolo attraverso la prospettiva degli studenti e di esercitare una capacità di leadership in prospettiva democratica, in grado di promuovere contesti di collaborazione e di costruzione di un “contratto didattico ed educativo” condiviso ed esplicito che mobiliti il contributo attivo di entrambe le parti. In questa direzione, verranno presentate le riflessioni tratte da alcune esperienze pilota.
2022
Italiano
"La ricerca educativa per la formazione degli insegnanti"
Convegno "La ricerca educativa per la formazione degli insegnanti"
Perugia
27-ott-2022
28-ott-2022
Pensa MultiMedia Editore s.r.l.
Pastori, G., Pagani, V., Maiorano, A., Brognoli, M., Student voice e formazione insegnanti. Ricerche e riflessioni in divenire, Abstract de <<Convegno "La ricerca educativa per la formazione degli insegnanti">>, (Perugia, 27-28 October 2022 ), Pensa MultiMedia Editore s.r.l., Perugia 2022: 168-169 [https://hdl.handle.net/10807/340670]
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