Il cambiamento climatico espone la vite a un anticipo del ciclo biologico ma, al medesimo tempo, offre un allungamento della stagione vegetativa. Il germogliamento risulta anticipato rispetto alle medie storiche e le temperature più elevate favoriscono e accelerano lo sviluppo di tutte le fasi fenologiche. Contestualmente, l’interruzione del ciclo vegetativo in autunno avviene sempre più tardi: non è infatti insolito registrare temperature che permettono la maturazione delle uve a fine ottobre. Vendemmie anticipate portano spesso a uve con accumuli zuccherini eccessivi, ridotti livelli di acidità e disaccoppiamento fra maturazione tecnologica e fenolica. L’anticipo dell’invaiatura fa inoltre slittare la maturazione nei periodi estivi con le temperature più elevate. Dopo l’invaiatura le uve risultano più vulnerabili a temperature superiori ai 35 °C, che possono causare degradazione e minore sintesi di antociani e polifenoli, oltre ad aumentare il rischio di scottature. Secondo le attuali previsioni climatiche, questo contesto tenderà a peggiorare. Per tali ragioni, l’interesse dei viticoltori si sta orientando verso soluzioni in grado di ritardare il ciclo biologico e la maturazione delle uve, quali l’impiego di cultivar tardive, la potatura tardiva, l’uso di antitraspiranti e altre strategie agronomiche.
Del Zozzo, F., Poni, S., Due vendemmie all’anno con la doppia potatura della vite, <<VVQ>>, 2026; 2026 (3): 1-5 [https://hdl.handle.net/10807/339754]
Due vendemmie all’anno con la doppia potatura della vite
Del Zozzo, Filippo
;Poni, Stefano
2026
Abstract
Il cambiamento climatico espone la vite a un anticipo del ciclo biologico ma, al medesimo tempo, offre un allungamento della stagione vegetativa. Il germogliamento risulta anticipato rispetto alle medie storiche e le temperature più elevate favoriscono e accelerano lo sviluppo di tutte le fasi fenologiche. Contestualmente, l’interruzione del ciclo vegetativo in autunno avviene sempre più tardi: non è infatti insolito registrare temperature che permettono la maturazione delle uve a fine ottobre. Vendemmie anticipate portano spesso a uve con accumuli zuccherini eccessivi, ridotti livelli di acidità e disaccoppiamento fra maturazione tecnologica e fenolica. L’anticipo dell’invaiatura fa inoltre slittare la maturazione nei periodi estivi con le temperature più elevate. Dopo l’invaiatura le uve risultano più vulnerabili a temperature superiori ai 35 °C, che possono causare degradazione e minore sintesi di antociani e polifenoli, oltre ad aumentare il rischio di scottature. Secondo le attuali previsioni climatiche, questo contesto tenderà a peggiorare. Per tali ragioni, l’interesse dei viticoltori si sta orientando verso soluzioni in grado di ritardare il ciclo biologico e la maturazione delle uve, quali l’impiego di cultivar tardive, la potatura tardiva, l’uso di antitraspiranti e altre strategie agronomiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



