L’analisi dei materiali di corredo, argumenta e postille, e dei brevi testi posti in coda al ms. Napoli, Biblioteca Nazionale, IV D 41, porta a sostenere che esso sia apografo del manoscritto di Bartolomeo del Regno con le Tragedie di Seneca non solo per il testo, ma anche per i materiali aggiuntivi. Alcuni di essi inoltre, in particolare l’argumentum al Thyestes e la storiella dell’abate Martino, attestati unicamente nel Napoletano, sembrerebbero essere stati composti da Bartolomeo stesso. Saremmo di fronte al lavoro preliminare sul testo delle Tragedie in vista di una lectura da compiere davanti agli studenti. L’edizione di due brevi documenti vergati in epoca successiva dal copista Leonardo di Giacomo da Casalvieri (f. 155v), uno datato 1424, consente di affermare che il codice napoletano rimase nella sua disponibilità e non in quella del giurista Pietro da Ancarano nella cui casa egli copiò dall’antigrafo.
Monti, C. M., L’apografo del codice con le Tragoedie di Seneca di Bartolomeo del Regno, <<ITALIA MEDIOEVALE E UMANISTICA>>, 2025; (66): 147-171 [https://hdl.handle.net/10807/339295]
L’apografo del codice con le Tragoedie di Seneca di Bartolomeo del Regno
Monti, Carla MariaPrimo
2025
Abstract
L’analisi dei materiali di corredo, argumenta e postille, e dei brevi testi posti in coda al ms. Napoli, Biblioteca Nazionale, IV D 41, porta a sostenere che esso sia apografo del manoscritto di Bartolomeo del Regno con le Tragedie di Seneca non solo per il testo, ma anche per i materiali aggiuntivi. Alcuni di essi inoltre, in particolare l’argumentum al Thyestes e la storiella dell’abate Martino, attestati unicamente nel Napoletano, sembrerebbero essere stati composti da Bartolomeo stesso. Saremmo di fronte al lavoro preliminare sul testo delle Tragedie in vista di una lectura da compiere davanti agli studenti. L’edizione di due brevi documenti vergati in epoca successiva dal copista Leonardo di Giacomo da Casalvieri (f. 155v), uno datato 1424, consente di affermare che il codice napoletano rimase nella sua disponibilità e non in quella del giurista Pietro da Ancarano nella cui casa egli copiò dall’antigrafo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



