Negli ultimi decenni, il pensiero e la pratica riflessiva sono diventati ingredienti chiave nel lessico della psicologia della formazione e della psicologia del lavoro e delle organizzazioni. In ambito educativo, formativo e professionale, il richiamo alla “riflessione” o “riflessività” viene spesso invocato come prerequisito per un apprendimento autentico, trasformativo, capace di produrre consapevolezza e cambiamento. Tuttavia, proprio la diffusione di questi termini rischia di oscurarne il significato, banalizzandoli in formule generiche e talvolta retoriche. A partire dall’etimologia del termine re-flecto (“volgere indietro”, “ripiegare”), l’azione del riflettere può essere compresa come una disposizione mentale e relazionale che consente di interrogare, discernere, rielaborare e mettere alla prova le proprie interpretazioni e azioni, generando una comprensione più profonda della situazione vissuta. In alcuni casi trattata come competenza, in altri come forma del pensiero, in altri ancora come pratica basata su scambio e ascolto reciproco, essa rimanda ad una dinamica conoscitiva e trasformativa che parte dall’esperienza passata o presente (e a volte anche futura) e, attraverso di essa, genera nuovi saperi individuali e collettivi. Ma che cosa accade quando sosteniamo il “riflettere” in un processo formativo? A quali dimensioni dell’esperienza, dell’identità e della relazione ci riferiamo? E quali condizioni rendono possibile o ostacolano l’attivarsi di pratiche riflessive realmente generative? Nel capitolo proponiamo di esplorare questo tema, trattando il “riflettere” non solo come competenza individuale, ma anche come processo situato e dialogico, che prende forma nell’incontro tra soggetti, contesti e metodi di formazione specifici. In particolare, metteremo in luce come esso possa fungere da snodo tra apprendimento e cambiamento, tanto personale quanto organizzativo, e discuteremo le implicazioni che ne derivano per chi opera come formatore, consulente o psicologo nei contesti del lavoro e della formazione.

Galuppo, L., Gorli, M., Processi riflessivi e apprendimento, in Laura Farnes, L. F., Chiara Ghislier, C. G. (ed.), Psicologia della Formazione, Raffaello Cortina Editore, Milano 2026: 299- 320 [https://hdl.handle.net/10807/338521]

Processi riflessivi e apprendimento

Galuppo, Laura;Gorli, Mara
2026

Abstract

Negli ultimi decenni, il pensiero e la pratica riflessiva sono diventati ingredienti chiave nel lessico della psicologia della formazione e della psicologia del lavoro e delle organizzazioni. In ambito educativo, formativo e professionale, il richiamo alla “riflessione” o “riflessività” viene spesso invocato come prerequisito per un apprendimento autentico, trasformativo, capace di produrre consapevolezza e cambiamento. Tuttavia, proprio la diffusione di questi termini rischia di oscurarne il significato, banalizzandoli in formule generiche e talvolta retoriche. A partire dall’etimologia del termine re-flecto (“volgere indietro”, “ripiegare”), l’azione del riflettere può essere compresa come una disposizione mentale e relazionale che consente di interrogare, discernere, rielaborare e mettere alla prova le proprie interpretazioni e azioni, generando una comprensione più profonda della situazione vissuta. In alcuni casi trattata come competenza, in altri come forma del pensiero, in altri ancora come pratica basata su scambio e ascolto reciproco, essa rimanda ad una dinamica conoscitiva e trasformativa che parte dall’esperienza passata o presente (e a volte anche futura) e, attraverso di essa, genera nuovi saperi individuali e collettivi. Ma che cosa accade quando sosteniamo il “riflettere” in un processo formativo? A quali dimensioni dell’esperienza, dell’identità e della relazione ci riferiamo? E quali condizioni rendono possibile o ostacolano l’attivarsi di pratiche riflessive realmente generative? Nel capitolo proponiamo di esplorare questo tema, trattando il “riflettere” non solo come competenza individuale, ma anche come processo situato e dialogico, che prende forma nell’incontro tra soggetti, contesti e metodi di formazione specifici. In particolare, metteremo in luce come esso possa fungere da snodo tra apprendimento e cambiamento, tanto personale quanto organizzativo, e discuteremo le implicazioni che ne derivano per chi opera come formatore, consulente o psicologo nei contesti del lavoro e della formazione.
2026
Italiano
Psicologia della Formazione
9788832858761
Raffaello Cortina Editore
Galuppo, L., Gorli, M., Processi riflessivi e apprendimento, in Laura Farnes, L. F., Chiara Ghislier, C. G. (ed.), Psicologia della Formazione, Raffaello Cortina Editore, Milano 2026: 299- 320 [https://hdl.handle.net/10807/338521]
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