La nozione di bene comune non si può limitare al significato di “utilità”, “interessi convergenti” o “valori condivisi”. Rinvia, piuttosto, a una cornice come luogo di condivisione di presupposti, che funge da tertium irriducibile: radicamento delle relazioni sociali bisognose di una formalizzazione e, al contempo, orizzonte a esse eccedenti, in un intreccio di prassi e credenze sempre da risemantizzare.
Bombelli, G., (Di nuovo) sul bene comune: annotazioni filosofico-giuridiche, <<DIALOGHI>>, 2025; XXV (4): 51-58 [https://hdl.handle.net/10807/337853]
(Di nuovo) sul bene comune: annotazioni filosofico-giuridiche
Bombelli, Giovanni
2025
Abstract
La nozione di bene comune non si può limitare al significato di “utilità”, “interessi convergenti” o “valori condivisi”. Rinvia, piuttosto, a una cornice come luogo di condivisione di presupposti, che funge da tertium irriducibile: radicamento delle relazioni sociali bisognose di una formalizzazione e, al contempo, orizzonte a esse eccedenti, in un intreccio di prassi e credenze sempre da risemantizzare.File in questo prodotto:
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