Il contributo analizza la figura del reato progressivo, istituto privo di espressa disciplina codicistica e oggetto di divergenti inquadramenti da parte di dottrina e giurisprudenza. Mentre quest’ultima tende a “manipolare” la categoria, utilizzandola nel contesto della consumazione del reato, la dottrina classica la colloca, secondo accenti molto diversi, nell’alveo del concorso apparente di norme. Il reato progressivo pare, peraltro, condividere diversi tratti con la figura del reato complesso, e in particolare con il c.d. reato eventualmente complesso, figura, che guarda al rapporto tra fatti storici anziché tra fattispecie astratte e che potrebbe costituire un valido strumento per riconoscere il concorso apparente al di fuori dei rigidi limiti dettati dal principio di specialità. Per saggiare l’utilità pratica della categoria, si approfondisce la giurisprudenza più recente in tema di maltrattamenti e di tortura. La Cassazione riconosce pacificamente che le due fattispecie concorrono materialmente, tuttavia in casi di evidente escalation di gravità e di continuità funzionale dell’azione, il reato progressivo (o eventualmente complesso) potrebbe offrire una via dogmatica più solida rispetto ai criteri valoriali, per evitare indebiti sovraccarichi sanzionatori e per garantire l’irrogazione di una pena che tenga conto dell’unità sostanziale dell’azione criminosa in progressione.

Maldonato, L., Il reato progressivo: attività delittuosa dinamica e rischi di oversanctioning nel prisma del reato complesso, <<DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO>>, 2025; 2025 (3): 14-28 [https://hdl.handle.net/10807/337631]

Il reato progressivo: attività delittuosa dinamica e rischi di oversanctioning nel prisma del reato complesso

Maldonato, Lucia
2025

Abstract

Il contributo analizza la figura del reato progressivo, istituto privo di espressa disciplina codicistica e oggetto di divergenti inquadramenti da parte di dottrina e giurisprudenza. Mentre quest’ultima tende a “manipolare” la categoria, utilizzandola nel contesto della consumazione del reato, la dottrina classica la colloca, secondo accenti molto diversi, nell’alveo del concorso apparente di norme. Il reato progressivo pare, peraltro, condividere diversi tratti con la figura del reato complesso, e in particolare con il c.d. reato eventualmente complesso, figura, che guarda al rapporto tra fatti storici anziché tra fattispecie astratte e che potrebbe costituire un valido strumento per riconoscere il concorso apparente al di fuori dei rigidi limiti dettati dal principio di specialità. Per saggiare l’utilità pratica della categoria, si approfondisce la giurisprudenza più recente in tema di maltrattamenti e di tortura. La Cassazione riconosce pacificamente che le due fattispecie concorrono materialmente, tuttavia in casi di evidente escalation di gravità e di continuità funzionale dell’azione, il reato progressivo (o eventualmente complesso) potrebbe offrire una via dogmatica più solida rispetto ai criteri valoriali, per evitare indebiti sovraccarichi sanzionatori e per garantire l’irrogazione di una pena che tenga conto dell’unità sostanziale dell’azione criminosa in progressione.
2025
Italiano
Maldonato, L., Il reato progressivo: attività delittuosa dinamica e rischi di oversanctioning nel prisma del reato complesso, <<DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO>>, 2025; 2025 (3): 14-28 [https://hdl.handle.net/10807/337631]
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