A partire dai sermoni di Agostino sull'Ascensione, l'articolo propone una rilettura di questa festa cristiana come risposta a una delle tentazioni più caratteristiche della modernità: l'illusione dell'autoaffermazione e dell'autosufficienza. In un tempo dominato dalla ricerca della performance, dell'autopotenziamento e della visibilità, Agostino interpreta l'Ascensione non come un movimento di conquista, ma come il compimento di una discesa: Cristo ascende perché prima è disceso fino alla fragilità umana. Da qui nasce il paradosso che attraversa l'intera riflessione agostiniana: chi vuole elevarsi da sé cade, mentre chi si lascia elevare da Dio trova la propria vera grandezza. L'articolo mette inoltre in luce l'attualità di alcune intuizioni dell'Ipponate sul rapporto tra visibilità e presenza, attesa e speranza, unità e responsabilità. In una cultura che identifica il reale con ciò che è immediatamente percepibile e che vive spesso nell'ansia per il futuro, Agostino invita a scoprire una presenza che non dipende dalla visione e una speranza che non consiste nel prevedere il domani, ma nel vivere il presente orientati verso una promessa. L'Ascensione non segna l'assenza di Cristo dalla storia, bensì una forma nuova e più profonda della sua vicinanza. Attraverso i temi della carità, dell'unità ecclesiale e della destinazione ultima dell'uomo, l'Ascensione emerge come festa della speranza e della responsabilità: il Risorto non abbandona il mondo, ma affida ai suoi il compito di custodire l'unità e di testimoniare una vita orientata verso l'alto. In un'epoca in cui il cielo è tornato a essere occupato dalle realizzazioni dell'uomo ma raramente percepito come luogo della promessa, Agostino invita a riscoprire il significato spirituale dell'elevazione: non una meta da conquistare con le proprie forze, ma un dono che apre l'esistenza a una pienezza più grande.

Muller, P. A. M., Dove il cuore trova casa. Agostino e il paradosso dell'Ascensione, <<AVVENIRE>>, 2026-05-14 [https://hdl.handle.net/10807/337303]

Dove il cuore trova casa. Agostino e il paradosso dell'Ascensione

Muller, Paola Anna Maria
2026

Abstract

A partire dai sermoni di Agostino sull'Ascensione, l'articolo propone una rilettura di questa festa cristiana come risposta a una delle tentazioni più caratteristiche della modernità: l'illusione dell'autoaffermazione e dell'autosufficienza. In un tempo dominato dalla ricerca della performance, dell'autopotenziamento e della visibilità, Agostino interpreta l'Ascensione non come un movimento di conquista, ma come il compimento di una discesa: Cristo ascende perché prima è disceso fino alla fragilità umana. Da qui nasce il paradosso che attraversa l'intera riflessione agostiniana: chi vuole elevarsi da sé cade, mentre chi si lascia elevare da Dio trova la propria vera grandezza. L'articolo mette inoltre in luce l'attualità di alcune intuizioni dell'Ipponate sul rapporto tra visibilità e presenza, attesa e speranza, unità e responsabilità. In una cultura che identifica il reale con ciò che è immediatamente percepibile e che vive spesso nell'ansia per il futuro, Agostino invita a scoprire una presenza che non dipende dalla visione e una speranza che non consiste nel prevedere il domani, ma nel vivere il presente orientati verso una promessa. L'Ascensione non segna l'assenza di Cristo dalla storia, bensì una forma nuova e più profonda della sua vicinanza. Attraverso i temi della carità, dell'unità ecclesiale e della destinazione ultima dell'uomo, l'Ascensione emerge come festa della speranza e della responsabilità: il Risorto non abbandona il mondo, ma affida ai suoi il compito di custodire l'unità e di testimoniare una vita orientata verso l'alto. In un'epoca in cui il cielo è tornato a essere occupato dalle realizzazioni dell'uomo ma raramente percepito come luogo della promessa, Agostino invita a riscoprire il significato spirituale dell'elevazione: non una meta da conquistare con le proprie forze, ma un dono che apre l'esistenza a una pienezza più grande.
2026
Italiano
Muller, P. A. M., Dove il cuore trova casa. Agostino e il paradosso dell'Ascensione, <<AVVENIRE>>, 2026-05-14 [https://hdl.handle.net/10807/337303]
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