ABSTRACT 1. This survey proposed in this study aims, at an introductory level and from an inter-textual angle, to identify certain fundamental aesthetic conceptions of the Baroque cultural environment. These conceptions that have a genuine point of intersection in the implication of audiences and hence in the recourse - in music (as in the other arts) - to every possible resource to conquer the public's attention. The poetics of the marvellous, of psychological effect and of imaginative enticement are all traits that effectively belong to a rhetorical project, in which the ultimate end is the persuasion of the recipient. In this perspective the dominant motivation - in every field of experience (even the liturgical!) - is movere, often to the extent of eclipsing docere. Subsequently, with the benefit of selective texts, the article examines certain instances of Renaissance theoretical thought (from Tinctoris to Vicentino) that are important precisely for how they aim to go beyond the abstract, intellectualistic and speculative approach of the tradition, and instead adopt a more pragmatic orientation by acknowledging the fundamental role of reception in the aesthetic event. Implied is a marked accentuation of the demands of hearing, of delight and above all of the effects of music on the mind. The significance of this is evident, if only for the light it throws on the importance the early Baroque was to attribute to such themes as aesthetic pleasure, the translation-impression of the affects and the alteration of the passions.

(I).Lo studio propone, a livello introduttivo e da un’angolazione intertestuale, una ricognizione volta a cogliere alcune concezioni estetiche fondamentali della temperie barocca. Concezioni che trovano nell’implicazione del pubblico un reale punto di convergenza. Da qui il dispiegarsi nella musica (come del resto avviene anche nelle altre arti) di tutte le risorse possibili al fine di conquistare il fruitore. La poetica della meraviglia, l’effetto psicologico, la lusinga immaginativa sono tratti, tutti, che si iscrivono efficacemente in un progetto retorico ove il fine ultimo è rappresentato dalla persuasione del destinatario. In questa prospettiva ad imporsi è soprattutto il movere che giunge spesso ad oscurare – in ogni luogo esperienziale (anche in ambito liturgico!) - il docere. L’indagine affronta poi, sulla base di una lettura selettiva, alcuni momenti del pensiero teorico rinascimentale (dal Tinctoris al Vicentino), in tanto salienti, in quanto tesi a superare l’astratta ed intellettualistica disposizione speculativa della tradizione, a tutto vantaggio di un orientamento più pragmatico, volto a riconoscere nella ricezione uno degli aspetti fondamentali dell’evento estetico. Ciò comporta una decisa accentuazione delle ragioni dell’udito, del diletto e soprattutto degli effetti della musica sull’animo. Un approdo, questo, oltremodo importante solo a considerare il rilievo che il primo barocco assegnerà a temi quali il piacere estetico, la traduzione-impressione degli affetti e l’alterazione delle passioni.

Padoan, M., Dalla 'potentia auditiva' all'universal genio de' spettatori. La ricezione della musica nel pensiero teorico tra Rinascimento e Barocco (I), <<RIVISTA ITALIANA DI MUSICOLOGIA>>, 2003; 2001 (XXXVI - 2): 227-280 [http://hdl.handle.net/10807/33536]

Dalla 'potentia auditiva' all'universal genio de' spettatori. La ricezione della musica nel pensiero teorico tra Rinascimento e Barocco (I)

Padoan, Maurizio
2003

Abstract

(I).Lo studio propone, a livello introduttivo e da un’angolazione intertestuale, una ricognizione volta a cogliere alcune concezioni estetiche fondamentali della temperie barocca. Concezioni che trovano nell’implicazione del pubblico un reale punto di convergenza. Da qui il dispiegarsi nella musica (come del resto avviene anche nelle altre arti) di tutte le risorse possibili al fine di conquistare il fruitore. La poetica della meraviglia, l’effetto psicologico, la lusinga immaginativa sono tratti, tutti, che si iscrivono efficacemente in un progetto retorico ove il fine ultimo è rappresentato dalla persuasione del destinatario. In questa prospettiva ad imporsi è soprattutto il movere che giunge spesso ad oscurare – in ogni luogo esperienziale (anche in ambito liturgico!) - il docere. L’indagine affronta poi, sulla base di una lettura selettiva, alcuni momenti del pensiero teorico rinascimentale (dal Tinctoris al Vicentino), in tanto salienti, in quanto tesi a superare l’astratta ed intellettualistica disposizione speculativa della tradizione, a tutto vantaggio di un orientamento più pragmatico, volto a riconoscere nella ricezione uno degli aspetti fondamentali dell’evento estetico. Ciò comporta una decisa accentuazione delle ragioni dell’udito, del diletto e soprattutto degli effetti della musica sull’animo. Un approdo, questo, oltremodo importante solo a considerare il rilievo che il primo barocco assegnerà a temi quali il piacere estetico, la traduzione-impressione degli affetti e l’alterazione delle passioni.
Italiano
Padoan, M., Dalla 'potentia auditiva' all'universal genio de' spettatori. La ricezione della musica nel pensiero teorico tra Rinascimento e Barocco (I), <<RIVISTA ITALIANA DI MUSICOLOGIA>>, 2003; 2001 (XXXVI - 2): 227-280 [http://hdl.handle.net/10807/33536]
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