Il capitolo analizza le trasformazioni dell’agire socio-pedagogico nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una complessa ecologia culturale e mediale postdigitale. A partire dalla concezione di cultura come “intero sistema di vita”, gli autori evidenziano come i processi educativi siano profondamente intrecciati alle pratiche di costruzione del significato che attraversano contesti sociali, istituzionali e mediali. In questa prospettiva, i media – oggi sempre più pervasivi e integrati nella dimensione onlife – non rappresentano semplicemente strumenti, ma veri e propri “telai” attraverso cui si costruiscono le rappresentazioni sociali e le relazioni educative. Il contributo approfondisce le implicazioni pedagogiche della piattaformizzazione, della datificazione e dell’intelligenza artificiale nel lavoro sociale, sottolineando la necessità di sviluppare forme articolate di AI literacy (conoscitiva, operativa, critica ed etica) per affrontare le sfide emergenti nei contesti socioeducativi. In tale scenario, gli attori educativi non sono meri destinatari dei processi mediali, ma soggetti dotati di agency, capaci di reinterpretare e trasformare le pratiche culturali. Particolare attenzione è dedicata alle competenze mediaeducative di base, intese come capacità di interpretazione critica e produzione responsabile nei contesti digitali, dove gli individui sono al contempo fruitori e produttori di contenuti (“spettautori”). Il capitolo propone inoltre una riconcettualizzazione dei media come “tecnologie di comunità”, capaci di attivare connessioni sociali e sostenere processi educativi partecipativi, inclusivi e territorialmente situati. Infine, gli autori delineano alcune direzioni innovative per l’agire pedagogico, tra cui il costrutto di povertà educativa digitale, l’educazione nei “terzi spazi” e la prospettiva della cittadinanza onlife, che integra dimensione critica, responsabilità individuale e impegno civico collettivo. Nel loro insieme, queste prospettive offrono un quadro teorico e operativo per ripensare il ruolo dell’educatore socio-pedagogico nelle società contemporanee, segnate dall’intreccio tra trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche.
Pasta, S., Zoletto, D., Linguaggi, contesti, culture al tempo del postdigitale. Sfide ineludibili e opportunità per l’educatore sociopedagogico, in Milani, P., Zoletto, D. (ed.), L’agire socio-pedagogico. Manuale per l’educatore, Scholé - Morcelliana, Brescia 2026: 63- 76 [https://hdl.handle.net/10807/334897]
Linguaggi, contesti, culture al tempo del postdigitale. Sfide ineludibili e opportunità per l’educatore sociopedagogico
Pasta, Stefano
;
2026
Abstract
Il capitolo analizza le trasformazioni dell’agire socio-pedagogico nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una complessa ecologia culturale e mediale postdigitale. A partire dalla concezione di cultura come “intero sistema di vita”, gli autori evidenziano come i processi educativi siano profondamente intrecciati alle pratiche di costruzione del significato che attraversano contesti sociali, istituzionali e mediali. In questa prospettiva, i media – oggi sempre più pervasivi e integrati nella dimensione onlife – non rappresentano semplicemente strumenti, ma veri e propri “telai” attraverso cui si costruiscono le rappresentazioni sociali e le relazioni educative. Il contributo approfondisce le implicazioni pedagogiche della piattaformizzazione, della datificazione e dell’intelligenza artificiale nel lavoro sociale, sottolineando la necessità di sviluppare forme articolate di AI literacy (conoscitiva, operativa, critica ed etica) per affrontare le sfide emergenti nei contesti socioeducativi. In tale scenario, gli attori educativi non sono meri destinatari dei processi mediali, ma soggetti dotati di agency, capaci di reinterpretare e trasformare le pratiche culturali. Particolare attenzione è dedicata alle competenze mediaeducative di base, intese come capacità di interpretazione critica e produzione responsabile nei contesti digitali, dove gli individui sono al contempo fruitori e produttori di contenuti (“spettautori”). Il capitolo propone inoltre una riconcettualizzazione dei media come “tecnologie di comunità”, capaci di attivare connessioni sociali e sostenere processi educativi partecipativi, inclusivi e territorialmente situati. Infine, gli autori delineano alcune direzioni innovative per l’agire pedagogico, tra cui il costrutto di povertà educativa digitale, l’educazione nei “terzi spazi” e la prospettiva della cittadinanza onlife, che integra dimensione critica, responsabilità individuale e impegno civico collettivo. Nel loro insieme, queste prospettive offrono un quadro teorico e operativo per ripensare il ruolo dell’educatore socio-pedagogico nelle società contemporanee, segnate dall’intreccio tra trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



