Nel presente contributo si tratta della concezione di Salvatore Satta in tema di esecuzione forzata, in particolare del tema della distinzione tra situazioni giuridiche strumentali e situazioni giuridiche finali, per cercare di capirne l’origine, la portata ricostruttiva e l’eventuale permanente attualità. Se quella distinzione ha rappresentato un punto cardine di tutta la ricostruzione sistematica e concettuale del pensiero di Satta, punto di snodo di un determinato modo di rappresentare la relazione tra cittadino ed autorità nell’esercizio della tutela giurisdizionale (non solo esecutiva), nondimeno non solo non sembra conforme al diritto positivo, ma soprattutto nemmeno coerente con le dinamiche che oggi richiede la tutela del credito nelle sue varie manifestazioni.
Chizzini, A., Satta e le posizioni giuridiche nell’esecuzione forzata, <<RIVISTA DI DIRITTO PROCESSUALE>>, 2025; (3): 915-947 [https://hdl.handle.net/10807/333962]
Satta e le posizioni giuridiche nell’esecuzione forzata
Chizzini, Augusto
2025
Abstract
Nel presente contributo si tratta della concezione di Salvatore Satta in tema di esecuzione forzata, in particolare del tema della distinzione tra situazioni giuridiche strumentali e situazioni giuridiche finali, per cercare di capirne l’origine, la portata ricostruttiva e l’eventuale permanente attualità. Se quella distinzione ha rappresentato un punto cardine di tutta la ricostruzione sistematica e concettuale del pensiero di Satta, punto di snodo di un determinato modo di rappresentare la relazione tra cittadino ed autorità nell’esercizio della tutela giurisdizionale (non solo esecutiva), nondimeno non solo non sembra conforme al diritto positivo, ma soprattutto nemmeno coerente con le dinamiche che oggi richiede la tutela del credito nelle sue varie manifestazioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



