More than a quarter of a century since its formulation, we can rightfully wonder about the effectiveness of the « centre-periphery » metaphor. In order to do this, we should take into account the symbolic contents it acquired over time, ranging from geometry to less static fields like town-planning and sociology. Those contents, which have become stable in the speakers’ thought-world, convey debatable evaluations when we apply them to linguistic expressions (faits de langue). The coming and going of migrations between centre and periphery (peripheries) at different levels will be illustrated by examples highlighting the problematical aspects of an evaluation of this image in terms of positive vs negative or essential vs incidental. Finally, we shall deal with the operational character of the centre-periphery image in the didactics of French as a foreign language.

A più di cinquant’anni dalla sua formulazione, possiamo interrogarci a buon diritto sull’attualità e sul valore operativo della metafora “centro-periferia”. Per farlo si devono considerare i contenuti simbolici che questa metafora ha acquisito nel tempo, passando da campo della geometria a quello della pianificazione urbana e della sociologia. Questi contenuti, che si sono cristallizzati nell’immaginario dei parlanti, veicolano valori assiologici che si prestano a discussione se applicati ai fatti di lingua. L’articolo illustra gli andirivieni tra centro e periferia (periferie) a vari livelli, con esempi che sottolineano gli aspetti problematici di una valutazione semplicistica di questa immagine in termini di positivo vs negativo e di essenziale vs accessorio. Infine viene esaminata l’operatività dell’immagine “centro-periferia” nella didattica del francese come lingua straniera, con una particolare attenzione alla lingua parlata.

Galazzi, E., Imaginaire (méta)linguistique et langue objet: le cas du FLE, <<Echo des études romanes>>, 2010; VI (1): 43-53 [http://hdl.handle.net/10807/32591]

Imaginaire (méta)linguistique et langue objet: le cas du FLE

Galazzi, Enrica
2010

Abstract

A più di cinquant’anni dalla sua formulazione, possiamo interrogarci a buon diritto sull’attualità e sul valore operativo della metafora “centro-periferia”. Per farlo si devono considerare i contenuti simbolici che questa metafora ha acquisito nel tempo, passando da campo della geometria a quello della pianificazione urbana e della sociologia. Questi contenuti, che si sono cristallizzati nell’immaginario dei parlanti, veicolano valori assiologici che si prestano a discussione se applicati ai fatti di lingua. L’articolo illustra gli andirivieni tra centro e periferia (periferie) a vari livelli, con esempi che sottolineano gli aspetti problematici di una valutazione semplicistica di questa immagine in termini di positivo vs negativo e di essenziale vs accessorio. Infine viene esaminata l’operatività dell’immagine “centro-periferia” nella didattica del francese come lingua straniera, con una particolare attenzione alla lingua parlata.
Francese
Galazzi, E., Imaginaire (méta)linguistique et langue objet: le cas du FLE, <<Echo des études romanes>>, 2010; VI (1): 43-53 [http://hdl.handle.net/10807/32591]
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