Crescere in contesti nei quali si intrecciano elementi di complessità dal punto di vista sociale, economico e culturale porta i più giovani a confrontarsi con sfide altrettanto complesse e caratterizzate da elementi peculiari. Si tratta di percorsi di crescita dove si intersecano fattori legati a diverse forme di fragilità e povertà: economica, sociale (connessa alla scarsità di reti di supporto) ma anche educativa, legata alle ristrette opportunità a cui ragazze e ragazzi possono accedere. Nei contesti multiculturali, inoltre, si verificano ulteriori forme di marginalizzazione di coloro che vivono dinamiche di disconoscimento, se non di aperta discriminazione, in relazione al proprio background migratorio. Considerare l’intersezione tra le diverse e molteplici dimensioni che possono concorrere al concretizzarsi di condizioni di esclusione stratificata, permette di cogliere la complessità delle sfide con cui si confrontano i percorsi di crescita che in queste stesse condizioni si dispiegano. Entro tale cornice, la scuola e la famiglia, contesti primari di educazione, si confrontano a loro volta con le criticità che impattano le traiettorie di sviluppo di ragazze e ragazzi. Esse stesse presentano possibili elementi di vulnerabilità e fragilità: le risorse per farvi fronte non possono essere cercate solo all’interno di questi stessi sistemi educativi, ma anche attivando fattori supportivi dall’esterno. In prospettiva sistemica, tale movimento porta a focalizzare l’attenzione anche sul livello meso: quello del territorio, della rete tra le persone e i servizi che svolgono a vario titolo un ruolo educativo. Quello, in definitiva, della comunità locale, chiamata a riappropriarsi di una funzione educante. Il presente contributo muove da una ricerca condotta nel contesto delle città di Brescia e Bergamo, realtà fortemente multiculturali, con tratti di specificità rispetto alle storie e dinamiche connesse ai flussi migratori in entrata. Nello specifico, lo studio ha interessato due quartieri dove sono presenti una significativa componente multietnica e specifiche condizioni di vulnerabilità socio-economica: in tali contesti, sono state prese in considerazione le esperienze di due servizi educativi con una spiccata intenzionalità rivolta alla partecipazione e alla cura dei processi comunitari. La ricerca ha inteso approfondire, in tal senso, il ruolo che le comunità locali assumono, in prospettiva interculturale e intergenerazionale, nell’accompagnare i percorsi di crescita di ragazze e ragazzi preadolescenti con background di migrazione. Lo studio ha restituito traiettorie e prospettive educative che assegnano non solo ai professionisti dell’educazione e alle famiglie, ma anche alle comunità locali, un ruolo nodale nell’offrire opportunità educative rilevanti, che possano accompagnare percorsi di crescita e mobilitare risorse volte a contrastare condizioni di povertà educativa.

Damiola, S., Crescere è un verbo al plurale: il ruolo delle comunità locali nel contrasto alla povertà educativa, in Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica. A 100 anni dalla nascita di Alberto ManziJunior and Coopted Conference, (Napoli, 13-15 June 2024), Pensa Multimedia Editore S.r.l., Lecce 2025: 98-103 [https://hdl.handle.net/10807/318378]

Crescere è un verbo al plurale: il ruolo delle comunità locali nel contrasto alla povertà educativa

Damiola, Sara
2025

Abstract

Crescere in contesti nei quali si intrecciano elementi di complessità dal punto di vista sociale, economico e culturale porta i più giovani a confrontarsi con sfide altrettanto complesse e caratterizzate da elementi peculiari. Si tratta di percorsi di crescita dove si intersecano fattori legati a diverse forme di fragilità e povertà: economica, sociale (connessa alla scarsità di reti di supporto) ma anche educativa, legata alle ristrette opportunità a cui ragazze e ragazzi possono accedere. Nei contesti multiculturali, inoltre, si verificano ulteriori forme di marginalizzazione di coloro che vivono dinamiche di disconoscimento, se non di aperta discriminazione, in relazione al proprio background migratorio. Considerare l’intersezione tra le diverse e molteplici dimensioni che possono concorrere al concretizzarsi di condizioni di esclusione stratificata, permette di cogliere la complessità delle sfide con cui si confrontano i percorsi di crescita che in queste stesse condizioni si dispiegano. Entro tale cornice, la scuola e la famiglia, contesti primari di educazione, si confrontano a loro volta con le criticità che impattano le traiettorie di sviluppo di ragazze e ragazzi. Esse stesse presentano possibili elementi di vulnerabilità e fragilità: le risorse per farvi fronte non possono essere cercate solo all’interno di questi stessi sistemi educativi, ma anche attivando fattori supportivi dall’esterno. In prospettiva sistemica, tale movimento porta a focalizzare l’attenzione anche sul livello meso: quello del territorio, della rete tra le persone e i servizi che svolgono a vario titolo un ruolo educativo. Quello, in definitiva, della comunità locale, chiamata a riappropriarsi di una funzione educante. Il presente contributo muove da una ricerca condotta nel contesto delle città di Brescia e Bergamo, realtà fortemente multiculturali, con tratti di specificità rispetto alle storie e dinamiche connesse ai flussi migratori in entrata. Nello specifico, lo studio ha interessato due quartieri dove sono presenti una significativa componente multietnica e specifiche condizioni di vulnerabilità socio-economica: in tali contesti, sono state prese in considerazione le esperienze di due servizi educativi con una spiccata intenzionalità rivolta alla partecipazione e alla cura dei processi comunitari. La ricerca ha inteso approfondire, in tal senso, il ruolo che le comunità locali assumono, in prospettiva interculturale e intergenerazionale, nell’accompagnare i percorsi di crescita di ragazze e ragazzi preadolescenti con background di migrazione. Lo studio ha restituito traiettorie e prospettive educative che assegnano non solo ai professionisti dell’educazione e alle famiglie, ma anche alle comunità locali, un ruolo nodale nell’offrire opportunità educative rilevanti, che possano accompagnare percorsi di crescita e mobilitare risorse volte a contrastare condizioni di povertà educativa.
2025
Italiano
Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica. A 100 anni dalla nascita di Alberto Manzi Junior and Coopted Conference
Convegno Nazionale SIPED Junior and Coopted Conference
Napoli
13-giu-2024
15-giu-2024
979­12­5568­324­7
Pensa Multimedia Editore S.r.l.
Damiola, S., Crescere è un verbo al plurale: il ruolo delle comunità locali nel contrasto alla povertà educativa, in Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica. A 100 anni dalla nascita di Alberto ManziJunior and Coopted Conference, (Napoli, 13-15 June 2024), Pensa Multimedia Editore S.r.l., Lecce 2025: 98-103 [https://hdl.handle.net/10807/318378]
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