The essay focuses on the fallout that the fascist conquest of Ethiopia had in the development of an African empire that had defended independence for centuries. Ethiopia, the only country in sub-Saharan Africa with ancient Christian roots not imported from Europe, had embarked on a bold process of modernization, elaborating an authentically African model and not of Western derivation, based on the close relationship between political power and the Ethiopian Church. The fascist occupation interrupts this process of modernization, highlighting the contradictions of a confessional conception of power in the impact with the social and political transformations of the early decades of the twentieth century, while the reform attempts of the Negus against the Ethiopian Church, in the the 1920s, underwent a drastic interruption, with the elimination of the highest ecclesiastical offices and numerous monastic members.

Il saggio mette a fuoco la ricaduta che la conquista fascista dell'Etiopia ha avuto nello sviluppo di un impero africano che aveva difeso per secoli l'indipendenza. L’Etiopia, unico paese dell’Africa subsahariana di antiche radici cristiane non d'importazione europea, aveva avviato un audace processo di modernizzazione, elaborando un modello autenticamente africano e non di derivazione occidentale, fondato sullo stretto rapporto tra potere politico e Chiesa etiopica. L'occupazione fascista interrompe questo processo di modernizzazione, mettendo in luce le contraddizioni di una concezione confessionale del potere nell’impatto con le trasformazioni sociali e politiche dei primi decenni del ‘900, mentre i tentativi riformatori del Negus nei confronti della Chiesa etiopica, negli anni ’20, subiscono una drastica interruzione, con l'eliminazione delle più alte cariche ecclesiastiche e numerose componenti monastiche.

Borruso, P., Chiesa e Stato nell'Impero etiopico e nell'Africa Orientale Italiana, in Bottoni, R. (ed.), L'Impero fascista. Italia ed Etiopia (1935-1941), Il Mulino, Bologna 2008: 517- 542 [http://hdl.handle.net/10807/25009]

Chiesa e Stato nell'Impero etiopico e nell'Africa Orientale Italiana

Borruso, Paolo
2008

Abstract

Il saggio mette a fuoco la ricaduta che la conquista fascista dell'Etiopia ha avuto nello sviluppo di un impero africano che aveva difeso per secoli l'indipendenza. L’Etiopia, unico paese dell’Africa subsahariana di antiche radici cristiane non d'importazione europea, aveva avviato un audace processo di modernizzazione, elaborando un modello autenticamente africano e non di derivazione occidentale, fondato sullo stretto rapporto tra potere politico e Chiesa etiopica. L'occupazione fascista interrompe questo processo di modernizzazione, mettendo in luce le contraddizioni di una concezione confessionale del potere nell’impatto con le trasformazioni sociali e politiche dei primi decenni del ‘900, mentre i tentativi riformatori del Negus nei confronti della Chiesa etiopica, negli anni ’20, subiscono una drastica interruzione, con l'eliminazione delle più alte cariche ecclesiastiche e numerose componenti monastiche.
Italiano
L'Impero fascista. Italia ed Etiopia (1935-1941)
978-88-15-12476-0
Il Mulino
Borruso, P., Chiesa e Stato nell'Impero etiopico e nell'Africa Orientale Italiana, in Bottoni, R. (ed.), L'Impero fascista. Italia ed Etiopia (1935-1941), Il Mulino, Bologna 2008: 517- 542 [http://hdl.handle.net/10807/25009]
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