Il caso di Dora oggi. Il testo ne propone una lettura a partire da Lacan, valorizzando le scansioni temporali in cui il caso si gioca e le congiunture di innesco che portano all'interruzione dalla cura. Tre tempi dell'analisi di Dora che richiamano l'apologo dei tre prigionieri che hanno una sola possibilità di uscita. Freud per Lacan, non introduce nel terzo tempo dello sviluppo della verità un adeguato rovesciamento dialettico che "potrebbe rivelarci il valore reale dell'oggetto costituito dalla signora K. Cioè non un individuo ma un mistero, il mistero della propria femminilità, intendiamo la sua femminilità corporea". E' a partire dalla messa in evidenza della funzione enigmatica della madre, lasciata solitamente fra le righe sia da Dora che da Freud, anche se compare in primo piano sulla scena dei sogni, che si pone la questione problematica tanto per Dora quanto per Freud: donna e madre, congiunzione, donna o madre, disgiunzione, a cui il padre di Dora nella sua posizione di atout simbolico non può che ribadire, nel sogno, un quoad matrem della donna per perimetrarle la domanda. Qualcosa insiste: la struttura del desiderio femminile apre la questione del godimento. "Che vuole una donna?", questione esclusa, non sopportabile, per il padre che Dora rivolge a Freud chiedendosi, non retoricamente, se lui la sopporterà. Dora non più anima bella può infatti affrontare la sua questione isterica come enigma della femminilità, abbozzando la questione del desiderio dell'analista articolato con il mistero de La donna. Che cosa ha impedito a Freud di operare quel terzo rovesciamento ? Quale impossibilità si tocca? In che modo il desiderio dell'analista, desiderio di ottenere la verità assoluta, resta ancora al di qua dell'operazione freudiana, non senza enigma? "Il cedimento può fermare l'innocente... Questione attuale della nostra etica".

Maiocchi, M. T., L'innocenza di Dora. L'uscita d'analisi nei casi clinici di Freud, <<AGALMA>>, 1993; (Maggio): 45-62 [http://hdl.handle.net/10807/23913]

L'innocenza di Dora. L'uscita d'analisi nei casi clinici di Freud

Maiocchi, Maria Teresa
1993

Abstract

Il caso di Dora oggi. Il testo ne propone una lettura a partire da Lacan, valorizzando le scansioni temporali in cui il caso si gioca e le congiunture di innesco che portano all'interruzione dalla cura. Tre tempi dell'analisi di Dora che richiamano l'apologo dei tre prigionieri che hanno una sola possibilità di uscita. Freud per Lacan, non introduce nel terzo tempo dello sviluppo della verità un adeguato rovesciamento dialettico che "potrebbe rivelarci il valore reale dell'oggetto costituito dalla signora K. Cioè non un individuo ma un mistero, il mistero della propria femminilità, intendiamo la sua femminilità corporea". E' a partire dalla messa in evidenza della funzione enigmatica della madre, lasciata solitamente fra le righe sia da Dora che da Freud, anche se compare in primo piano sulla scena dei sogni, che si pone la questione problematica tanto per Dora quanto per Freud: donna e madre, congiunzione, donna o madre, disgiunzione, a cui il padre di Dora nella sua posizione di atout simbolico non può che ribadire, nel sogno, un quoad matrem della donna per perimetrarle la domanda. Qualcosa insiste: la struttura del desiderio femminile apre la questione del godimento. "Che vuole una donna?", questione esclusa, non sopportabile, per il padre che Dora rivolge a Freud chiedendosi, non retoricamente, se lui la sopporterà. Dora non più anima bella può infatti affrontare la sua questione isterica come enigma della femminilità, abbozzando la questione del desiderio dell'analista articolato con il mistero de La donna. Che cosa ha impedito a Freud di operare quel terzo rovesciamento ? Quale impossibilità si tocca? In che modo il desiderio dell'analista, desiderio di ottenere la verità assoluta, resta ancora al di qua dell'operazione freudiana, non senza enigma? "Il cedimento può fermare l'innocente... Questione attuale della nostra etica".
Italiano
Maiocchi, M. T., L'innocenza di Dora. L'uscita d'analisi nei casi clinici di Freud, <>, 1993; (Maggio): 45-62 [http://hdl.handle.net/10807/23913]
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